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Che la festa cominci

Che la festa cominci

di Niccolò Ammaniti


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Nel cuore di Roma, il palazzinaro Sasà Chiatti organizza nella sua nuova residenza di Villa Ada una festa che dovrà essere ricordata come il più grande evento mondano nella storia della nostra Repubblica. Tra cuochi bulgari, battitori neri reclutati alla stazione Termini, chirurghi estetici, attricette, calciatori, tigri, elefanti, il grande evento vedrà il noto scrittore Fabrizio Ciba e le Belve di Abaddon, una sgangherata setta satanica di Oriolo Romano, inghiottiti in un'avventura dove eroi e comparse daranno vita a una grandiosa e scatenata commedia umana. La comicità di Ammaniti sa cogliere i vizi e le poche virtù della nostra epoca. E nel sorriso che non abbandona nel corso di tutta la lettura annegano ideali e sentimenti. E soli, alla fine, galleggiano i resti di una civiltà fatua e sfiancata. Incapace di prendere sul serio anche la propria rovina.
Nel nuovo romanzo di Niccolò Ammaniti gli ultimi Cavalieri dell'Apocalisse fanno riunioni sataniste in una pizzeria di Oriolo Romano. Uno scrittore di successo da anni non scrive più una riga. Un palazzinaro si compra dal Comune di Roma un parco pubblico di 170 ettari per farne la sua residenza privata. E organizza la festa esclusiva e imprevista del secolo.

Note su Niccolò Ammaniti

Niccolò Ammaniti nasce a Roma il 25 settembre 1966. Prima di iniziare a scrivere, si iscrive al corso di laurea in Scienze Biologiche, ma interrompe gli studi prima di conseguire la laurea. Pubblica il suo primo romanzo nel 1994, con la casa editrice Ediesse. Il volume racconta le avventure in India di un ragazzo romano malato di tumore. I diritti del romanzo, intitolato "Branchie!", vengono acquistati nel 1997 dalla casa editrice Einaudi. Nel 1999 dal romanzo viene tratto un film omonimo, diretto da Francesco Ranieri Martinotti, che tuttavia non ha riscosso lo stesso successo che aveva avuto il libro. Del 1995 la pubblicazione del saggio "Nel nome del figlio" scritto a quattro mani con il padre, un famoso medico specializzato in psichiatria. Nel 1996 partecipa, con un racconto scritto assieme a Luisa Brancaccio, all'antologia curata da Daniele Brolli dal titolo "Gioventù Cannibale". Sempre nel 1996 pubblica "Fango", una raccolta di racconti. Da uno di questi racconti viene tratto il film di Marco Risi "L'ultimo capodanno". Le opere del 1996 sanciscono l'appartenenza di Ammaniti alla corrente degli scrittori "Cannibali", così definiti per via del crudo ed efferato realismo che caratterizza la loro produzione letteraria. "Tutti i denti del mostro" è del 1997, a cui segue "ti prendo e ti porto via" (1999). Il successo a livello nazionale avviene nel 2001 con il romanzo "Io non ho paura", successivamente trasposto nel film omonimo di Gabriele Salvatores, il quale adatterà al grande schermo anche il successivo romanzo dello scrittore romano, dal titolo "Come Dio comanda" (2006). Nel 2009 ha pubblicato con Einaudi "Che la festa cominci". E' sposato con l'attrice Lorenza Indovina.

 

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Voto medio del prodotto:  3.5 (3.4 di 5 su 61 recensioni)

2.0SConsigliato, 08-05-2012
di - leggi tutte le sue recensioni
Mi hanno contino lo stile e anche il ritmo, ma la trama proprio non mi è parsa godibile come le altre dei precedenti titoli. Infatti la storia si dirama in starie secondarie che vanno a finire verso un punto nero, senza alcun tipo di approfondimento o di ulteriore descrizione che potesse in qualche maniera spiegarne il motivo. Bocciato!
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3.0Lettura piacevole, storia surreale, 08-05-2012
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L'autore di solito è davvero una garanzia, ma stavolta delude. La storia è a dir poco surreale, la tramma si intreccia in mille strade che si perdono in un labirinto di complicazioni narrative fine a se stesse. La parte iniziale è forse la migliore: peccato che il resto del romanzo non sia all'altezza.
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1.0Una festa venuta male, 28-03-2012
di - leggi tutte le sue recensioni
Ammaniti è un buon scrittore italiano che alterna belle prove ad altre di scarso valore e qualità narrative. In questo caso la storia non regge, si divide in troppe strade senza approfondirne nessuna, ottenendo un risultato grottesco che annoia dopo poche pagine. I personaggi sono macchiette che sembrano prese dalla pubblicità, lo scrittore protagonista è antipatico e di poco spessore. Da evitare.
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4.0Attuale , 29-02-2012, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Romanzo divertentissimo e inaspettato. Storia surreale ma che attinge dalla realtà che ben conosciamo, fatta di personaggi al limite del trash e del ridicolo. Un libro che sa raccontare la nostra società portando le sue premesse alle più estreme conseguenze, riuscendo a farci sorridere e riflettere.
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4.0Inaspettato, 04-09-2011, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Inizi a leggere questo libro e non capisci il perchè di tutte quelle informazioni... E poi tutto ha un senso, e ti rendi conto che senza la parte iniziale non avresti capito niente del nucleo della storia... Travolgente, inaspettato e divertente! Sei impaziente di conoscere tutta la storia, la fine e gli sviluppi, fantastico!
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5.0Che la festa cominci, 11-07-2011, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Riuscite a immaginarvi la festa più trash del millennio? Con ricconi fuori di testa, calciatori sudamericani, professionisti burini, ogni tipo di vip e stelline. Ci sono perfino Ammaniti (il suo alter ego in realtà) e un gruppo di satanisti sfigati.
Il vecchio Nick dev'essersi divertito un sacco a scrivere questa storia, e senz'altro vi divertirete voi a leggerla.
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4.0Che la festa cominci, 09-07-2011, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Sul palcoscenico del suo romanzo l'autore fa sfilare una variopinta fauna: una fitta schiera di vip vuoti di umanità in maniera disarmante, in un mondo dove per essere preso in considerazione devi avere un bel conto in banca oppure devi apparire, per un qualsiasi motivo, in televisione. Dove tutti sono così presi dalla presunta importanza del loro ruolo da credere di essere sempre e comunque i responsabili di quello che gli accade intorno. In un mondo popolato da queste persone può succedere di tutto, anche che le persone più "normali" siano un gruppo di satanisti un po' sgarrupati, ed una cantante ex satanista ed ora convertita ad una fervente fede cristiana. Da leggere se ci si vuole divertire.
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3.0Carino, 22-03-2011, ritenuta utile da 2 utenti su 3
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Premetto. Non amo molto la letteratura italiana odiena. Mi fermo a Pasolini e Calvino, con qualche occasionale puntata su Benni e Eco. Ammaniti non mi ha mai entusiasmato anhe se la sua letteratura, avendo un taglio cinematografico, ha il pregio di non stancare mai. Romanzo divertene, carino, con qualche idea intrigante anche se il mai troppo compianto De Andrè con una semplice canzone, "Il ballo mascherato delle celebrità", riesce ad essere più corrosivo ed efficace. Comunque, nello zero assoluto della attuale letteratura italiana, Ammaniti è tra gli autori più interessanti.
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4.0Splendido, 08-03-2011
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Il libro è un'opera d'arte che racconta l'Italia, in modo più che mai attuale, facendo ricorso a un esagerazione che fa sorridere quanto riflettere il lettore, che alla fine si trova a constatare che non c'è poi tanta esagerazione. Un libro da leggere senz'altro.
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3.0Un po' fuori, 16-02-2011, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Degli ultimi libri di Ammaniti è sicuramnete quello che mi è piaciuto di meno. Storia molto demenziale che risulta in certi capitoli proprio irreale. Spero di ritrovare presto l'Ammaniti dei precedenti libri pur riconoscendo che anche nella demenzialità è sempre un signor scrittore.
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2.0Non piacevole, 06-12-2010, ritenuta utile da 1 utente su 1
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è il primo libro che ho letto dell'autore ma la storia mi è parsa ostentatamente assurda e surreale tanto da complicarne la comprensione e la lettura.
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4.0Buono, 29-11-2010, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Ammaniti è davvero grande! Come si suol dire genio e sregolatezza! I suoi racconti non sono mai scontati e regalo sempre quel qualcosa in più che parecchi non fanno! Da leggere!
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