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Fantasmi del passato. Un'indagine del commissario Bordelli

Fantasmi del passato. Un'indagine del commissario Bordelli

di Marco Vichi


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  • Editore: Guanda
  • Collana: Narratori della Fenice
  • Data di Pubblicazione: luglio 2014
  • EAN: 9788823503809
  • ISBN: 8823503809
  • Pagine: 505
  • Formato: brossura

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Descrizione del libro

Firenze, dicembre 1967. L’Alluvione è passata da poco più di un anno, lasciando a sua memoria una spessa riga nera sui muri dei palazzi, ma la vita in città ha ripreso a scorrere con i ritmi di sempre. Il commissario Bordelli è appesantito dai rimorsi di una faccenda non lontana nel tempo e dal desiderio struggente di una donna che ha perduto. Il ricordo di sua madre, scomparsa ormai da diversi anni, lo avvolge di dolce malinconia. Nel freddo di dicembre, in una villa sulle colline, un uomo molto ricco e benvoluto da tutti viene ucciso con un fioretto, e l’assassino non lascia nessuna traccia. Alle prese con questo difficile caso, Bordelli cercherà di scovare un minimo indizio che possa metterlo sulla buona strada per inchiodare il colpevole, ma nel frattempo si troverà a vivere situazioni del tutto inaspettate... e a dominare ogni cosa saranno i fantasmi del passato. Con questo romanzo Marco Vichi ci consegna un’altra sorprendente storia ricca di personaggi memorabili.

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Voto medio del prodotto:  3 (3 di 5 su 2 recensioni)

4Viaggio nella memoria, 26-05-2016, ritenuta utile da 3 utenti su 3
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Dolente, malinconico, introverso. È già vecchio, il commissario Bordelli, ancora prima di andare in pensione. Diciamocelo: forse si passano, nella nostra vita, dei periodi così, dove ci si rifugia nel passato, magari alla ricerca di nuova forza per il futuro. Un futuro, nel caso del commissario Bordelli, un po' paradossale, visto che le vicende del suo presente già si svolgono nel "nostro" passato, negli anni Sessanta del secolo scorso. Infatti, l'epoca in cui si svolge la storia rappresenta il periodo in cui si usava il cappello, ci si accendeva una sigaretta con i fiammiferi e si fumava liberamente… E il protagonista ricorda la mamma, la guerra, la sua giovinezza i suoi amori perduti. La stessa cosa fa anche il suo nuovo amico e compagno di casa. Purtroppo l'insieme risulta monotono e dolente, al di sotto degli standard dell'autore; pure il delitto e la conseguente ricerca del colpevole risultano più complicati del normale. Stupisce, perché il caso sembra abbastanza scontato mentre il commissario si complica la vita girando a vuoto, preso dai suoi pensieri amorosi. A proposito: ma erano così splendide le ragazze negli anni Sessanta? Il commissario Bordelli non ne trova mai una bruttina, sciatta, insignificante, o semplicemente noiosa: sono tutte degne d'amore, tutte bellissime. Mah! In conclusione: Vichi scrive bene, ma i suoi libri precedenti erano meglio. Una battuta a vuoto, credo, perdonabile.
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2 Viaggio nella memoria...., 10-11-2014, ritenuta utile da 3 utenti su 4
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Dolente, malinconico, introverso. È già vecchio, il commissario Bordelli, ancora prima di andare in pensione. Diciamocelo: forse si passano, nella nostra vita, dei periodi così, dove ci si rifugia nel passato, magari alla ricerca di nuova forza per il futuro. Un futuro, nel caso del commissario Bordelli, un po' paradossale, visto che le vicende del suo presente già si svolgono nel "nostro" passato, negli anni Sessanta del secolo scorso. Infatti, se si osserva la copertina del libro, si può ben notare con che maestria fotografa l'epoca in cui si svolge la storia: era il periodo in cui si usava il cappello, ci si accendeva una sigaretta con i fiammiferi e si fumava liberamente... E il protagonista ricorda la mamma, la guerra, la sua giovinezza i suoi amori perduti. La stessa cosa fa anche il suo nuovo amico e compagno di casa. Purtroppo l'insieme risulta monotono e dolente, al di sotto degli standard dell'autore; pure il delitto e la conseguente ricerca del colpevole risultano più complicati del normale. Stupisce, perché il caso sembra abbastanza scontato mentre il commissario si complica la vita girando a vuoto, preso dai suoi pensieri amorosi. A proposito: ma erano così splendide, le ragazze negli anni Sessanta? Il commissario Bordelli non ne trova mai una bruttina, sciatta, insignificante, o semplicemente noiosa: sono tutte degne d'amore, tutte bellissime. Mah! In conclusione: Vichi scrive bene, ma i suoi libri precedenti erano meglio. Una battuta a vuoto, credo, perdonabile.
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