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Faccia un bel respiro

Faccia un bel respiro

di Laura Grimaldi

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Trama del libro

Per quanto spossata, sfiatata, acciaccata da una grave patologia polmonare, la paziente molto speciale protagonista di questo libro vede il reparto ospedaliero come un palcoscenico su cui medici e malati, infermieri e parenti in visita interpretano - attori inconsapevoli - la pièce della commedia della vita. Il racconto è un inanellarsi di piccole storie all'interno della storia più grande dei vari ricoveri della protagonista. Non vengono fatti nomi, nemmeno quello dell'ospedale stesso, perché ciò che accade è in qualche modo esemplificativo di una condizione più generale... Macho Piccini, lo Sciamano, Martello Pneumatico, Miss Ceausescu, Tromba di Gerico, Nosferatu. Così vengono identificati alcuni dei personaggi che si muovono attraverso le pagine. La protagonista riesce a liberare energie nuove in un ambiente che per sofferenze, abitudini inveterate, assenza di stimoli, tenderebbe a restare cristallizzato. E malgrado il proprio dolore, lo scoramento, il senso di lutto, parla di letteratura con un infermiere peruviano, scambia confidenze con gli altri degenti, fa entrare di nascosto la sua parrucchiera. E intanto osserva con sguardo fulminante, lo sguardo di una donna straordinaria, tutto ciò che accade in quell'universo popolato di speranze e rassegnazioni, in cui medici, infermieri e malati si sorprendono a volte nel realizzare di essere fra loro sodali invece che antagonisti.


Voto medio del prodotto:  4 (4 di 5 su 1 recensione)

4Molto buono, 04-12-2014
di - leggi tutte le sue recensioni
Proprio bello questo libro della Grimaldi, che si legge bene e rapidamente. È molto scorrevole ed è raccontato in prima persona dal punto di vista di una paziente speciale, lei, la scrittrice. La storia è ambientata in ospedale, dove la protagonista soffre ma non si abbatte e cerca in tutti i modi di non lasciarsi "sopraffare" né psicologicamente né fisicamente dalla malattia polmonare di cui soffre. L'immedesimazione nasce subito spontaneamente e viene fatto di chiedersi come reagiremmo noi davanti a una malattia di questo genere e a tutta la sofferenza che comporta.
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