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Educazione siberiana

Educazione siberiana

di Nicolai Lilin


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  • Editore: Einaudi
  • Collana: Supercoralli
  • Data di Pubblicazione: aprile 2009
  • EAN: 9788806195526
  • ISBN: 8806195522
  • Pagine: 343
  • Formato: rilegato
Cosa significa nascere, crescere, diventare adulti in una terra di nessuno, in un posto che pare fuori dal mondo? Pochi forse hanno sentito nominare la Transnistria, regione dell'ex Urss autoproclamatasi indipendente nel 1990 ma non riconosciuta da nessuno Stato. In Transnistria, ai tempi di questa storia, la criminalità era talmente diffusa che un anno di servizio in polizia ne valeva cinque, proprio come in guerra. Nel quartiere Fiume Basso si viveva seguendo la tradizione siberiana e i ragazzi si facevano le ossa scontrandosi con gli "sbirri" o i minorenni delle altre bande. Lanciando molotov contro il distretto di polizia, magari: "Quando le vedevo attraversare il muro e sentivo le piccole esplosioni seguite dalle grida degli sbirri e dai primi segni di fumo nero che come fantastici draghi si alzavano in aria, mi veniva da piangere tanto ero felice". La scuola della strada voleva che presto dal coltello si passasse alla pistola. "Eravamo abituati a parlare di galera come altri ragazzini parlano del servizio militare o di cosa faranno da grandi". Ma l'apprendistato del male e del bene, per la comunità siberiana, è complesso, perché si tratta d'imparare a essere un ossimoro, cioè un "criminale onesto". Con uno stile intenso ed espressivo, anche in virtù di una buona ma non perfetta padronanza dell'italiano, a tratti spiazzante, con una sua dimensione etica, oppure decisamente comico, Nicolai Lilin racconta un mondo incredibile, tragico, dove la ferocia e l'altruismo convivono con naturalezza.

Note su Nicolai Lilin

Nicolai Lilin è nato a Bender, in Moldavia, il 12 febbraio del 1980. Di origini siberiane, Nicolai Lilin, fino all’età di diciotto anni, ha vissuto in Transnistria, una regione indipendente, non riconosciuta a livello internazionale, facente parte ufficialmente della Repubblica di Moldavia. Ha prestato servizio nell’esercito russo e ha combattuto la guerra in Cecenia. Nel 2003 si è trasferito in Italia. E’ sposato con un’italiana e ha una figlia. Il suo esordio nella narrativa è avvenuto nel 2009, con il romanzo dal titolo “Educazione siberiana”, dove racconta la vita nelle comunità criminali di origine siberiana della Transnistria. Il romanzo ha avuto un enorme successo, ed ha avuto una trasposizione cinematografica con la regia di Gabriele Salvatores. Il suo secondo romanzo è de 2010 e si intitola “Caduta libera”, nel quale racconta l’esperienza di guerra in Cecenia, mentre nel romanzo 2Il respiro del buio” (2011), racconta le difficoltà incontrate nel reinserirsi nella società al termine della guerra. Il suo quarto romanzo è del 2012 e si intitola “Storie sulla pelle”, opera incentrata sui tatuaggi siberiani. A partire dal 2010 Nicolai Lilin vive e lavora a Milano, accanto all’attività di scrittore, collabora con alcune testate giornalistiche e gestisce il Kolima Contemporary Culture, un centro di disegno e tatuaggio siberiano.
 

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Voto medio del prodotto:  4.0 (4.2 di 5 su 5 recensioni)

5.0Non guardate il film!, 01-07-2015
di - leggi tutte le sue recensioni
La prima cosa da dire? Dimenticate il film! Lilin purtroppo stato conosciuto solo attraverso il film, ma come capita spesso esso ha poco a che vedere con il libro: è confuso, salta passaggi basilari, non spiega a fondo le tradizioni. Il libro, invece, è completamente l'opposto. È avvincente, ti tiene con il fiato sospeso e ti fa amare la società siberiana fatta di criminali, buon nome, religione, tradizione e regole. Mi sono stati consigliati anche gli altri libri di questo autore e non vedo l'ora di poter iniziare "Storie sulla pelle", dedicato alla descrizione dei tatuaggi e ai loro significati.
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3.0Una strana realtà, 07-10-2010
di - leggi tutte le sue recensioni
L'ho acquistato incuriosita dal fatto che l'autore, russo, lo ha scritto direttamente in lingua italiana.
Sconvolgente sapere che è la sua storia vera. Alcuni capitoli sono veramente crudi, più da film che da realtà. Ma l'etica del criminale siberiano rende umani, simpatici e saggi i personaggi di questa "Educazione".
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5.0documento, 25-08-2010
di - leggi tutte le sue recensioni
un libro folgorante da più punti di vista. mostra non solo la realtà della comunità siberiana ma anche l'impavido animo di questo giovane autore
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5.0Grandi valori di “piccoli” uomini, 02-08-2010
di - leggi tutte le sue recensioni
Se sai leggerlo, il corpo di un siberiano può raccontarti le gesta del guerriero che è in lui. Questo romanzo si pone come una originale chiave di lettura di apparenti contraddizioni. Come uno scorcio stretto e nascosto reso accessibile solo dopo una serie di prove selettive di iniziazione. Per rimanere generalmente in tema: come Sacco va con Vanzetti, il Siberiano va con Gomorra.
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3.0Bello ma truccato, 10-08-2009, ritenuta utile da 1 utente su 3
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Si tratta di una narrazione talmente scorrevole e coinvolgente da appassionare sia il lettore semplice che quello più smaliziato.
E' la storia romanzata, ma probabilmente vera almeno nella sostanza, dei primi 20 anni di vita di un "criminale onesto", un pluriomicida confesso ma non pentito, e forse ancora orgoglioso dei suoi delitti. Una rara specie di genio siberiano che ora vive in Italia da sei anni e pare abbia decisamente cambiato mestiere, anche se sarebbe un vero delitto che i nostri abbondanti criminali stanziali o migratori si perdessero così la sua esperienza unica in fatto di onestà. Ora in Italia questo genio per vivere fa il tatuatore, un mestiere che si è portato da casa, i tatuaggi si vede che li sa fare e li fa lui, e sarebbe da imbecilli dubitarne. Ha imparato con sorprendente rapidità a parlare correntemente italiano, ma lui è giovane, è abituato dalla nascita ad esprimersi e a pensare in tre o quattro lingue diverse, e anche questo ci può stare. L'unica cosa di cui fortemente dubito è che questo ottimo libro sia davvero tutta farina del sacco suo. Troppo poche ed accorte le cosiddette ingenuità stilistiche e grammaticali, troppo protervi e temerari (fin dall'incipit, appunto) viceversa gli ammiccamenti autopromozionali di ben altri sviluppi mediatici. Ma questa è chiaramente opera di editoresà quale bravo ma sconosciuto scrittore autentico. Una volta venivano chiamati negri, ora mellifluamente ghost-writers, ma sempre di lavoro oscuro si tratta. Anche il vero autore fosse un dipendente in regola con i versamenti, magari lo stesso ignoto autore del bel risvolto di copertina, andrebbe sempre citato per nome, per soddisfazione sua, dei lettori, e perché no del fisco. Ma probabilmente si tratta di una intera équipe di professionisti intermediatici. Lo vedremo presto.
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