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Letà del caos. E-book

L'età del caos. E-book

di Rampini Federico


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  • Editore: Mondadori
  • Data di Pubblicazione: settembre 2015
  • Pagine: 336
  • Dimensione: 0.42 MB
  • Formato: EPUB
  • Protezione: Adobe DRM (richiede software gratuito Adobe Digital Edition)
  • Dettagli Protezione: Array
  • EAN: 9788852067891

Vista dagli Stati Uniti, l'Italia fa notizia perché è quel piccolo paese dove approdano ondate di disperati, costretti ad attraversare il Mediterraneo per fuggire a devastazioni molteplici: l'avanzata dello Stato Islamico, le guerre civili, la miseria. La Germania è un colosso economico dai piedi d'argilla, prepotente e timida al tempo stesso, incapace di dare all'Europa un progetto nuovo, forte e convincente. La Nato si riarma per far fronte a Vladimir Putin, ma gli europei hanno altro a cui pensare: i figli senza lavoro o sottopagati, i tagli alle pensioni, i servizi pubblici in declino, l'insicurezza sociale.

Non sta molto meglio la «mia» America. Dopo sei anni di crescita, la maggioranza continua a pensare che «il paese è sulla strada sbagliata». Anche qui molti giovani, pur avendo sbocchi professionali migliori dei loro coetanei in Europa, non possono aspirare al tenore di vita dei genitori. Pesa anche la perdita di una missione. La nazione leader non crede più possibile una pax americana nel mondo.

Insomma, siamo i primi testimoni di un evento epocale, la fine del dominio dell'uomo bianco sul pianeta. Il pendolo della storia torna dove l'avevamo lasciato cinque secoli fa, quando il baricentro del mondo era Cindia, l'area più ricca e avanzata, oltre che più popolosa. Ma il pendolo della storia è lento. Siamo ancora in uno di quei periodi instabili e pericolosi in cui l'ordine antico sta franando e del nuovo non c'è traccia.

L'Età del Caos descrive le linee di frattura che attraversano il mondo in cui viviamo e le forze che lo stanno riplasmando, dalla geopolitica all'economia, dall'ambiente alla crisi delle democrazie, dalla rivoluzione tecnologica al ruolo delle potenze emergenti, su tutte Cina e India. C'è una sorta di seduzione del Caos, come principio dinamico e risorsa strategica. Da una parte ci sono le classi dirigenti, i governanti, irrimediabilmente radicati nel passato e incapaci di capire il futuro. Dall'altra le nuove élite, i veri protagonisti dei prossimi decenni: guerriglieri e, per ragioni opposte, creatori di start-up vedono nell'instabilità la loro grande chance. Tanto che nella Silicon Valley il vocabolo più in voga è disruptive, cioè dirompente, distruttivo. Appena smetti di esserlo, e ti siedi sugli allori, sei finito. Dietro di te un altro giovane assatanato sta preparando la tua rovina.

Non c'è da stupirsi, quindi, se per i più giovani, i più trasgressivi, i più creativi tra di noi il Caos è una promessa di illimitate possibilità. Un mondo dove i minuscoli cambiamenti di oggi possono produrre grandi conseguenze domani. Perché vederne, allora, solo il lato negativo?

Note su Federico Rampini

Federico Rampini è nato a Genova il 25 marzo del 1956. Ha studiato presso L'École des Hautes Études en Sciences Sociales di Parigi, dove è stato allievo del sociologo liberale francese Raymond Aron e ha conseguito la laurea in Economia presso l’Università Bocconi, sotto la guida di Mario Monti. Fin da giovane è iscritto al Partito Comunista Italiano. All’età di 21 anni, nel 1977, inizia ad occuparsi di giornalismo, lavorando nella redazione di Città Futura, settimanale promosso dalla Federazione Giovanile Comunista Italiana (FGCI) il cui segretario generale era Massimo D’Alema. Due anni dopo, nel 1979, inizia a collaborare con “Rinascita”, il mensile politico del PCI fondato da Togliatti nel 1944. Nel 1982, in seguito alla pubblicazione di una sua inchiesta relativa alla corruzione tra le fila del PCI, è costretto ad abbandonare la redazione della rivista. Dopo il suo allontanamento, Rampini inizia a collaborare con Il Sole 24 Ore, diventandone prima vicedirettore e poi capo della redazione di Milano. Successivamente passa alla redazione del quotidiano la Repubblica, per il quale farà l’inviato a Parigi, Bruxelles, San Francisco e Pechino. Durante queste esperienze in qualità di corrispondente estero, seguirà le vicende relative alla Silicon Valley e aprirà l’ufficio di corrispondenza di Pechino. Ha svolto anche l’attività di insegnante, tenendo alcune lezioni presso la Berkeley University e all’Università Jiao Tong di Shanghai. Ha iniziato la sua attività come scrittore negli anni Novanta. E’ autore di numerosi saggi, tra cui: "Il crack delle nostre pensioni" (1994), “Le paure dell'America” (2003), “Tutti gli uomini del presidente. George W. Bush e la nuova destra americana” (2004), “Il secolo cinese” (2005), “L’impero di Cindia” (2006) , “L’ombra di Mao” (2006), "Slow Economy” (2009) "Occidente estremo” (2010), “Alla mia sinistra” (2011). Federico Rampini attualmente è corrispondente a New York per la Repubblica, è sposato e ha due figli. 

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