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La donna della domenica

di Carlo Fruttero, Franco Lucentini

  • Editore: Mondadori
  • Collana: Il giallo Mondadori
  • Data di Pubblicazione: marzo 2019
  • EAN: 9788804716358
  • ISBN: 8804716355
  • Pagine: 538
  • Formato: brossura
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Descrizione del libro

Una collana di classici del giallo scelti dal maestro Andrea Camilleri.
Squallido personaggio che vive di espedienti ai margini della Torino bene, Garrone fa parte di una sorta di "teatrino privato" nel quale Anna Carla Dosio, la moglie di un ricco industriale, e Massimo Campi, giovane omosessuale della buona borghesia, stigmatizzano vizi, affettazioni e cattivo gusto dei loro conoscenti. Il commissario Santamaria indaga tra l'ipocrisia, le comiche velleità e i chiacchiericci della borghesia piemontese. Sullo sfondo una città in apparenza ordinata e precisa fino alla noia, ma che nasconde un cuore folle e malefico. Un romanzo paradossale e raffinato, complesso ma leggero, di fulminante ironia.

Voto medio del prodotto:  4 (4.3 di 5 su 6 recensioni)

4Thriller complesso ma ironico e divertente, 17-01-2015
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Siamo di fronte a un thriller complesso ma scorrevole, accattivante e divertente, pervaso da un'ironia sferzante ma sempre elegante, in cui vengono esposti vizi e ipocrisie della società snob borghese del nord Italia, specificamente di Torino, che sembra ben organizzata e pulita ma che nasconde un cuore oscuro e malefico.
La storia è piuttosto semplice, un giallo con ingredienti classici, ma la struttura narrativa è molto interessante: i singoli capitoli del libro corrispondono a determinati giorni della settimana, e l'azione dura solo dal Martedì alla Domenica.
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4La donna della domenica, 09-02-2012
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Un racconto considerato come il capostipite del "giallo italiano", la bravura degli autori nel descrivere i personaggi quasi da renderli reali e la loro bravura nel tessere vicende con ironia e leggerezza senza per questo togliere spessore alla trama, anzi dipanando la matassa con dei meccanismi che ci tengono incollati fino alla fine.
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5Un romanzo di gran classe, 03-08-2011
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"La donna della domenica" è un romanzo di insuperabile eleganza. Gli autore indagano i meccanismi di amicizia e convenienza che animano la borghesia torinese, analizzano con sottile maestria la psicologia degli innumerevoli personaggi che popolano il romanzo e concorrono prima all'allontanamento e poi allo svelamento di una verità originale e difficilmente prevedibile.
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5Quasi perfetto, 21-02-2011
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Mi ha folgorato il talento di questi autori, la padronanza della lingua e la fluidità dello stile; le parole scorrono leggere, efficaci, con una precisione millimetrica nella descrizione dei personaggi. La storia ti coinvolge al punto che è difficile interrompere la lettura. Proprio bello.
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4La donna della domenica, 21-02-2011
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Boh, avrei anche potuto dare un voto in più ma non ero pienamente convinta.
Un gioco continuo ed ininterrotto di ironia e leggerezza. Così si può sintetizzare quello che penso di questo romanzo "bicefalo", frutto della maestria della coppia Fruttero e Lucentini.
E' un giallo: ci sono ben due delitti, ci sono le indagini, i colpi di scena, il finale avvincente e poi c'è il commissario Santamaria, che piace tanto (nel film che ne ha tratto Comencini è impersonato da un affascinante Marcello Mastroianni, come non innamorarsene!) per il suo stile pacato e brillante, concreto e solido, per essere come, lo definisce Anna Carla Dosio, giovane signora della Torino bene inciampata nelle indagini su uno dei delitti grazie al livore dei domestici licenziati, un uomo senza virgolette. Intorno a lui ruotano tanti personaggi, che sono ritratti, a partire dai morti ammazzati fino agli indagati, in modo da renderli presenti davanti al lettore con stupefacente concretezza, nelle loro meschinità quotidiane che vengono sempre rappresentate con ironia ed humour. Le indagini sono l'escamotage usato dagli autori per scrivere un magistrale ritratto della città di Torino. Torino, con le sue contraddizioni e anomalie che ne fanno da un luogo geografico un microcosmo universale, viene descritta dal torinese Fruttero nelle sue piazze, le sue strade e i suoi palazzi, nel Balòn (il mercato delle pulci, luogo di uno degli omicidi) come "l'ambiente": una città elegante e misteriosa, che all'inizio degli anni '70 il romanzo fu scritto nel 1972- stava nel pieno del boom economico iniziato nel decennio precedente, la città della Fiat e degli industrialotti con la villa in collina, degli intellettuali snob figli del sessantotto e dei meridionali immigrati, come lo stesso commissario Santamaria, visti con sguardo razzista dai residenti. Tutto ciò rende il romanzo un di più rispetto al giallo classico, uno spaccato sociale guardato con l'occhio arguto ed ironico di due brillantissimi scrittori.
Davvero un bel libro, da assaporare lentamente sorseggiando un bicerìn (vista la lunghezza del libro, direi più di uno).
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