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Delitto e castigo

Delitto e castigo

di Fëdor Dostoevskij


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Trama del libro

È il rendiconto psicologico di un delitto. Un giovane, che è stato espulso dall'Università e vive in condizioni di estrema indigenza, suggestionato, per leggerezza e instabilità di concezioni, da alcune strane idee non concrete che sono nell'aria, si è improvvisamente risolto a uscire dalla brutta situazione. Ha deciso di uccidere una vecchia che presta denaro a usura... (Dostoevskij).

Tutti i libri di Fëdor Dostoevskij

Voto medio del prodotto:  4.5 (4.5 di 5 su 13 recensioni)

4.0Splendido, 12-02-2017
di - leggi tutte le sue recensioni
Non abbiate paura che sia uno di quei libri che ci si propone di leggere ma che rimangono letti a metà. La descrizione dei personaggi è profondamente minuziosa, fin nei minimi particolari, ma credo che sia nelle riflessioni e nei pensieri dell'autore che si ritrovi il pregio di questo libro.
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5.0Dostoevskij, sperimentatore di personalit, 26-05-2015
di - leggi tutte le sue recensioni
Nella Pietroburgo del diciannovesimo secolo un giovane studente di nome Raskolnikov, che ha dovuto abbandonare gli studi di legge per mancanza di mezzi, ordisce un terribile e brutale omicidio che riesce malauguratamente a compiere. Il titolo, "Delitto e Castigo", non potrebbe essere più adatto per esplicitare in modo diretto e incisivo i temi che vengono trattati ampiamente e con incredibile abilità nel libro. Entrambi i punti di riflessione e di narrazione prendono avvio e si sviluppano attorno alla particolarissima personalità del protagonista che, fin dalle prime pagine, viene descritto come un individuo misantropo e solitario, che manifesta i segni di una ben celata psicosi. Il tema del delitto fa riflettere sui motivi che spingono il protagonista a commettere un'azione così estrema, che apparentemente sembra determinata dalla miserevole povertà. Il giovane, per riscattarsi e migliorare la propria posizione sociale, decide di uccidere e derubare una vecchia usuraia, la cui cattiveria contribuisce all'effettiva risoluzione dell'assassinio. Il riconosciuto disturbo di personalità dell'omicida, noto come "disturbo borderline di personalità" (che genera un significativo livello di instabilità emotiva ed è caratterizzato da un'immagine distorta di sé), viene assunto come spiegazione di una monomania rivolta all'omicidio e al furto, che costituirebbe il movente di quello stato di alienazione che lo spinge prima a pianificare per mesi il delitto, e poi a portarlo a termine. Se ci si dedica a una lettura più attenta e approfondita, però, è possibile entrare in contatto con la realtà più intima del protagonista e contemporaneamente conoscere quei principi ideologici (che possono essere esplicati nell'esistenza di individui straordinari che sono e devono essere autorizzati a servirsi di qualunque mezzo per realizzare il loro destino, perfino uccidere se la situazione lo prevede) che egli pone a fondamento del delitto e che smentiscono sia l'assenza di ragionamento nell'azione, sia la presenza di una qualsiasi traccia di successivo pentimento.
Le conseguenze derivanti dal delitto si manifestano, sotto vari aspetti, nel tema del castigo, che all'interno dell'opera si abbatte su tutta la persona di Raskolnikov, coinvolgendo ogni dimensione del suo essere. Il castigo si presenta, prima di tutto, come una mania di persecuzione avvertita intensamente dal protagonista, mania che si materializza nella paura costante di essere scoperto o seguito, cosa che lo spinge a eliminare maniacalmente e a più riprese ogni prova che potrebbe condannarlo. In secondo luogo, il castigo appare come una sorta di irrecuperabile decadimento fisico e psicologico del protagonista che, dal momento della sua totale presa di coscienza del reale compimento dell'atto, si traduce in una sensazione di mortale debolezza che lo costringe, a volte anche per giorni, a periodi di sonno delirante e a frequenti svenimenti, e nella paura di essere incapace di distinguere la realtà dal sogno e dalle allucinazioni che lo attanagliano durante i momenti di delirio. Più atrocemente, il castigo si abbatte sottoforma del volontario allontanamento del giovane dall'amata famiglia, allontanamento scelto a malincuore per non imprimere per sempre su di essa l'onta del disonore e fortemente desiderato per avere la possibilità di restare in una dimensione di riflessiva solitudine. L'ultima e più difficile forma di castigo si presenta a Raskolnikov come la dura scelta conflittuale tra il dovere morale di scontare una pena per ricevere il perdono e il pressante bisogno della libertà di vivere, che viene soddisfatto dall'amore nei confronti di Sonia, una giovane ragazza poverissima rifiutata dalla società poiché costretta a prostituirsi per aiutare la propria famiglia a sopravvivere, che lo aiuta a redimersi e a ritrovare la speranza perduta.
Un'opera in perfetto stile dostoevskijiano, ricca di particolari personalità che, sotto aspetti differenti, rappresentano tipologie umane realmente esistenti che l'autore concentra in un'unica realtà letteraria, esasperandone i tratti fondamentali per osservare il risultato delle loro interazioni.
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5.0Un capolavoro psicologico, 24-02-2015
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Devo ammettere che mi piace molto la letteratura russa, e "Delitto e castigo" è uno dei miei romanzi preferiti.
Raskolnikov è un personaggio conflittuale, mostra molto interesse per l'appartenenza di classe e, consapevole di appartenere a una classe superiore, crede di avere il diritto di commettere un omicidio. Contrariamente al titolo, questo romanzo in realtà non si concentra sul reato o sulla pena, ma piuttosto sul tumulto interiore di Raskolnikov e sull'impatto che il suo gesto ha sulla sua intelligenza e le sue emozioni, fino al momento in cui il senso di colpa lo travolge e lo porta a confessare. In questo modo ha termine la sua alienazione, dimostrata dal fatto che per gran parte del romanzo l'azione si svolge nella mente di Raskolnikov.
Fyodor Dostoyevsky è stato sicuramente uno scrittore molto abile nell'entrare in profondità in una mente squilibrata. La morale che ci propone questo libro è che il crimine più grande non è tanto il delitto quanto la superbia di Raskolnikov, che si è posto sopra i suoi simili. Forse Dostoevskij stava anche cercando di mostrare al lettore i pericoli del razionalismo e dell'utilitarismo.
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5.0Indagine psicologica di un crimine, 19-02-2011
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Straordinaria analisi psicologica di Dostoevskij che ci spiega il perché Raskol'nikov
commette un duplice delitto.
Il grande scrittore indaga la psiche criminale come mai nessuno è stato capace di fare e analizza le motivazioni e le reazioni al delitto, in particolar modo il senso di colpa.
Un romanzo coinvolgente e trascinante sino al finale carico di fede e speranza.
Stupendo capolavoro.
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5.0Avvincente, 13-11-2010
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Bellissimo, uno dei gialli-noir che più mi ha appassionato. Straordinarie le doti narrative di Dostoevskij e la capacità di delineare i suoi personaggi, la malvagità della vecchina ne è una formidabile dimostrazione...
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