€ 12.40
Prodotto momentaneamente non disponibile
Inserisci la tua e-mail per essere informato appena il libro sarà disponibile:
 

Disponibile in altre edizioni:

Delitto e castigo
Delitto e castigo(2014 - brossura)
€ 13.50 € 12.69
Normalmente disponibile in 1/2 giorni lavorativi
Delitto e castigo
Delitto e castigo(2013 - brossura)
€ 13.00 € 12.22
Normalmente disponibile in 1/2 giorni lavorativi
Spedizione a 1€Spedizione con Corriere a 1€sopra i 25 euro!Scopri come
Delitto e castigo

Delitto e castigo

di Fëdor Dostoevskij


Prodotto momentaneamente non disponibile

Note su Fëdor Dostoevskij

Fëdor Mikhajlovi Dostoevskij è considerato uno dei più grandi scrittori di ogni tempo. Nacque l'11 novembre 1821 a Mosca. La passione per la letteratura gli fu trasmessa dalla madre, la quale gli insegnò a leggere, facendogli conoscere Puskin, Zukovskij e la Bibbia. Nel 1838, per volere del padre, iniziò a studiare ingegneria militare alla Scuola Superiore del Genio Militare di San Pietroburgo. Nel 1941 prestò servizio in qualità di sottotenente presso il comando d'ingegneria di San Pietroburgo, ma nel 1944 rinunciò alla carriera militare per dedicarsi alla sua vera passione, la letteratura. Sfidando la miseria e la salute cagionevole, scrisse il suo primo romanzo, "Povera gente", che verrà pubblicato nel 1846, tra gli elogi della critica. Nel 1949 venne arrestato e condannato a morte per sovversione, ma lo Zar Nicola I commutò la pena di morte in lavori forzati a tempo indeterminato. Dopo la deportazione in Siberia, nel 1854 venne liberato per essere assegnato ad un battaglione dell'esercito, di stanza sul confine cinese. Nel 1959 venne congedato e, trasferitosi a Tver, ricominciò a scrivere, regalando alla storia alcune delle più belle pagine della letteratura. Tra i numerosi capolavori ricordiamo "Memorie del sottosuolo" (1864), "Delitto e castigo" (1866), "L'idiota" (1869), "I demoni" (1871), "I fratelli Karamàzov" (1880). Morì a San Pietroburgo il 28 gennaio 1881.

Voto medio del prodotto:  4.5 (4.4 di 5 su 26 recensioni)

4.0Splendido, 12-02-2017
di - leggi tutte le sue recensioni
Non abbiate paura che sia uno di quei libri che ci si propone di leggere ma che rimangono letti a metà. La descrizione dei personaggi è profondamente minuziosa, fin nei minimi particolari, ma credo che sia nelle riflessioni e nei pensieri dell'autore che si ritrovi il pregio di questo libro.
Ritieni utile questa recensione? SI NO
5.0Dostoevskij, sperimentatore di personalit, 26-05-2015
di - leggi tutte le sue recensioni
Nella Pietroburgo del diciannovesimo secolo un giovane studente di nome Raskolnikov, che ha dovuto abbandonare gli studi di legge per mancanza di mezzi, ordisce un terribile e brutale omicidio che riesce malauguratamente a compiere. Il titolo, "Delitto e Castigo", non potrebbe essere più adatto per esplicitare in modo diretto e incisivo i temi che vengono trattati ampiamente e con incredibile abilità nel libro. Entrambi i punti di riflessione e di narrazione prendono avvio e si sviluppano attorno alla particolarissima personalità del protagonista che, fin dalle prime pagine, viene descritto come un individuo misantropo e solitario, che manifesta i segni di una ben celata psicosi. Il tema del delitto fa riflettere sui motivi che spingono il protagonista a commettere un'azione così estrema, che apparentemente sembra determinata dalla miserevole povertà. Il giovane, per riscattarsi e migliorare la propria posizione sociale, decide di uccidere e derubare una vecchia usuraia, la cui cattiveria contribuisce all'effettiva risoluzione dell'assassinio. Il riconosciuto disturbo di personalità dell'omicida, noto come "disturbo borderline di personalità" (che genera un significativo livello di instabilità emotiva ed è caratterizzato da un'immagine distorta di sé), viene assunto come spiegazione di una monomania rivolta all'omicidio e al furto, che costituirebbe il movente di quello stato di alienazione che lo spinge prima a pianificare per mesi il delitto, e poi a portarlo a termine. Se ci si dedica a una lettura più attenta e approfondita, però, è possibile entrare in contatto con la realtà più intima del protagonista e contemporaneamente conoscere quei principi ideologici (che possono essere esplicati nell'esistenza di individui straordinari che sono e devono essere autorizzati a servirsi di qualunque mezzo per realizzare il loro destino, perfino uccidere se la situazione lo prevede) che egli pone a fondamento del delitto e che smentiscono sia l'assenza di ragionamento nell'azione, sia la presenza di una qualsiasi traccia di successivo pentimento.
Le conseguenze derivanti dal delitto si manifestano, sotto vari aspetti, nel tema del castigo, che all'interno dell'opera si abbatte su tutta la persona di Raskolnikov, coinvolgendo ogni dimensione del suo essere. Il castigo si presenta, prima di tutto, come una mania di persecuzione avvertita intensamente dal protagonista, mania che si materializza nella paura costante di essere scoperto o seguito, cosa che lo spinge a eliminare maniacalmente e a più riprese ogni prova che potrebbe condannarlo. In secondo luogo, il castigo appare come una sorta di irrecuperabile decadimento fisico e psicologico del protagonista che, dal momento della sua totale presa di coscienza del reale compimento dell'atto, si traduce in una sensazione di mortale debolezza che lo costringe, a volte anche per giorni, a periodi di sonno delirante e a frequenti svenimenti, e nella paura di essere incapace di distinguere la realtà dal sogno e dalle allucinazioni che lo attanagliano durante i momenti di delirio. Più atrocemente, il castigo si abbatte sottoforma del volontario allontanamento del giovane dall'amata famiglia, allontanamento scelto a malincuore per non imprimere per sempre su di essa l'onta del disonore e fortemente desiderato per avere la possibilità di restare in una dimensione di riflessiva solitudine. L'ultima e più difficile forma di castigo si presenta a Raskolnikov come la dura scelta conflittuale tra il dovere morale di scontare una pena per ricevere il perdono e il pressante bisogno della libertà di vivere, che viene soddisfatto dall'amore nei confronti di Sonia, una giovane ragazza poverissima rifiutata dalla società poiché costretta a prostituirsi per aiutare la propria famiglia a sopravvivere, che lo aiuta a redimersi e a ritrovare la speranza perduta.
Un'opera in perfetto stile dostoevskijiano, ricca di particolari personalità che, sotto aspetti differenti, rappresentano tipologie umane realmente esistenti che l'autore concentra in un'unica realtà letteraria, esasperandone i tratti fondamentali per osservare il risultato delle loro interazioni.
Ritieni utile questa recensione? SI NO
5.0Un capolavoro psicologico, 24-02-2015
di - leggi tutte le sue recensioni
Devo ammettere che mi piace molto la letteratura russa, e "Delitto e castigo" è uno dei miei romanzi preferiti.
Raskolnikov è un personaggio conflittuale, mostra molto interesse per l'appartenenza di classe e, consapevole di appartenere a una classe superiore, crede di avere il diritto di commettere un omicidio. Contrariamente al titolo, questo romanzo in realtà non si concentra sul reato o sulla pena, ma piuttosto sul tumulto interiore di Raskolnikov e sull'impatto che il suo gesto ha sulla sua intelligenza e le sue emozioni, fino al momento in cui il senso di colpa lo travolge e lo porta a confessare. In questo modo ha termine la sua alienazione, dimostrata dal fatto che per gran parte del romanzo l'azione si svolge nella mente di Raskolnikov.
Fyodor Dostoyevsky è stato sicuramente uno scrittore molto abile nell'entrare in profondità in una mente squilibrata. La morale che ci propone questo libro è che il crimine più grande non è tanto il delitto quanto la superbia di Raskolnikov, che si è posto sopra i suoi simili. Forse Dostoevskij stava anche cercando di mostrare al lettore i pericoli del razionalismo e dell'utilitarismo.
Ritieni utile questa recensione? SI NO
5.0Delitto e castigo, 06-08-2011, ritenuta utile da 1 utente su 8
di - leggi tutte le sue recensioni
Il Classico con la c maiuscola, un romazno di infiniti temi e di infiniti rimandi, delitto e castigo potrebbe essere definito in infiniti modi e su di esso ci sarebbe talmente tanto da dire che qualsiasi cosa rischierebbe di risultare banale o risentita.
La vicenda dello studente Raskolnikov che uccide una vecchia usuraia per dimostrare a se stesso di essere un uomo speciale è un viaggio nella psiche umana dilaniata dalla lotta fra l'istinto e la ragione, fra l'impulso e l'intelletto (il suo stesso nome deriva dal russo "raskolnik" che significa "diviso"). Tutto il romanzo ruota attorno i due poli richiamati dal titolo: da un lato il "delitto", l'azione impulsiva e contraria al buon vivere comune, dall'altro il "castigo", la punizione per il misfatto seguita dall'espiazione della colpa, espiazione che si manifesta sotto forma di sofferenza fisica e psichica (Dostoevskij esplora palesemente il tema di matrice cristiana della purificazione dello spirito tramite il dolore). Insomma, il romanzo è di grande portata e di grande significato. Di Dosteoevskij mi ha colpita poi la capacità di indagare con totale profondità l'animo umano, come uno psicologo sa calarsi nella psiche di ogni personaggio per riportarne alla luce pensieri e pulsioni con una nitidezza e una semplicità tipiche solo di un autore di immenso talento. Andate al di là dell'apparente pesantezza di alcuni passaggi e vi troverete fra le mani un capolavoro assoluto, un romanzo-universo di grande valore che vi farà riflettere e vi insegnerà tante, tante cose!
Ritieni utile questa recensione? SI NO
5.0Epocale, 04-05-2011
di - leggi tutte le sue recensioni
I classici hanno il grande merito di riflettersi nel bagaglio storico che ognuno di noi si porta dietro pur non rendendosene conto. Esattamente come questo testo. Non sempre è necessario raccontare qualcosa che appartenga alla nostra quotidianità per sentirlo attuale ma basta leggere i sentimenti che ci sono tra le righe della narrazione per sentire che c è un Raskol'nikov in ognuno di noi.
Ritieni utile questa recensione? SI NO
4.0Bene e male, 10-04-2011
di - leggi tutte le sue recensioni
Dostoevskij esprime i suoi punti di vista religiosi ed esistenzialisti. Un complesso viaggio tra bene e male, colpa e redenzione. Tantissimi gli aspetti su cui riflettere, momenti in cui la coscienza del lettore non può far a meno di risvegliarsi e pensare.
Ritieni utile questa recensione? SI NO
1.0Delitto e castigo, 03-04-2011, ritenuta utile da 5 utenti su 17
di - leggi tutte le sue recensioni
So di andare controcorrente, visto che tutti lo giudicano un capolavoro, io l'ho trovato solo prolisso e poco interessante, tanto che alla fine mi sono arresa e non l'ho finito. Gli darò una seconda possibilità più avanti ma rimane un libro che non è riuscito a coinvolgermi minimamente.
Ritieni utile questa recensione? SI NO
5.0Secondo me..., 31-03-2011
di - leggi tutte le sue recensioni
L'approccio scientifico degno di un criminologo e la vena del grande scrittore si uniscono, dando vita, sull'eterno scenario del conflitto fra il bene e il male, ad una storia di caduta e redenzione per il giovane Rodja, di abusi e riscatto per la dolce Sonja ed, infine, d'amore intenso e coinvolgente fra i due risorti protagonisti. Da leggere e rileggere.
Ritieni utile questa recensione? SI NO
4.0L'evoluzione della follia, 20-11-2010, ritenuta utile da 1 utente su 1
di - leggi tutte le sue recensioni
Un bel giorno decidete di uccidere chi ostacola la vostra vita. Così facendo pensate di aver risolto tutti i vostri problemi. Errore! L'ansia e il terrore inizieranno a perseguitarvi: le parole innocue pronunciate dagli altri vi faranno drizzare le orecchie, la forza del castigo vi travolgerà fino a farvi pentire di ogni vostra azione. Sarete condannati.
Questo libro di Dostoevskij narra meticolosamente ogni azione, ogni reazione.
Avvincente e per un certo verso anche sfiancante, "Delitto è castigo" è un libro che bisogna leggere almeno una volta nella vita, sia per la qualità della scrittura che per la bravura dell'autore.
Ritieni utile questa recensione? SI NO
5.0Delitto e castigo, 20-11-2010, ritenuta utile da 1 utente su 1
di - leggi tutte le sue recensioni
Il grande classico si dimostra un libro perfetto in cui le descrizioni particolareggiate e le riflessioni continue del protagonista rendono la narrazione più densa ma anche più speciale. Immancabile in ogni biblioteca.
Ritieni utile questa recensione? SI NO
5.0Non un semplice libro , 19-11-2010, ritenuta utile da 1 utente su 4
di - leggi tutte le sue recensioni
Quando ho letto delitto e castigo avevo sedici anni, molti reputano che non sia un romanzo adatto per la gioventu perchè non è facile coglierne il senso, ma secondo me non è cosi. Vi accennetò pochi dettagli sulla trama poiche non solo la potete trovare facilmente, ma perchè mi piacerebbe condividere quello che mi ha dato questo romanzo. TRama Raskolinov è un ragazzo ex studente universitario che si ritrova ad avere dei problemi con una vecchia usuraia che ricatta e pretende i denari da altre povere persone, cosi decide di ucciderla perchè la reputa al pari di un "inutile parassita ". Raskolinov mette in atto il suo piano e uccide la vecchia usuraia, ma i suoi problemi sono iniziati proprio con la morte dell'usuraia perchè si ritrova a far i conti con la propria coscenza. Questo è tutto quel che sapevo prima di leggere Dostoeski e sinceramente vi consiglio di non cercare ulteriori dettagli sulla trama perchè è un libro che va "gustato ". Non lo definisco un semplice libro perchè è molto altro di piu. Quanti nella realtà vedendo qualcuno di ingiusto non hanno mai pensato che quell'essere non merita di vivere, ma nessuno ha mai pensato che che il solo pensiero ci riduce peggio di quell'essere streansato. Delitto e castigo mi ha insegnato questo, mi ha insegnato che per quanto possano essere le ingiustizie, le oppressioni non bisogna MAi arrendersi di fronte alla vita o cercare scorciatoie perchè si pagano caramente, ma bisogna trovare una soluzione che prima di tutto è dentro di noi. Sonja un personaggio che conoscerete piu avanti nel racconto ( figlia di Marmeladov) per vivere e mantenere i suoi fratelli fa la prostituta, ma ogni giorno anch'essa fa i conti con la propria coscenza, ma non per questo si lasca guidare alla vita della perdizione, ma cerca di fare del bene, di essere non solo credente, ma di applicare gli insegnamenti di DIo, sarà lei stessa che chiederà a Raskolinov di raccontare alle autorità cio che esso ha commesso. Delitto e castigo è la vita di un epoca difficile, quando ho letto la scena della moglie di Marmeladov che sfrattata per recimolare qualche spicciolo va in città insieme ai suoi figli a ballare e cantare mi sono messa a piangere. L'autore descrive questo romanzo con grande realtà portandoci dentro il racconto e non facendoci essere dei semplici lettori, ma spettatori della vita, una vita che conosciamo quanto possa essere amara, ma non abbiamo mai incontrato qualcuno che ci facesse capire cosa significa veramente viverla nella povertà e nelle ingiustie di chi purtroppo solo perchè ha qualche lira in piu o una posizione migliore sfritta il piu debole. Qualcuno di voi stara pensando al proprio capo, professore, ecc, ma non è cosi, quelle piccole ingiustizie che noi viviamo riusciamo anche se nelle norme a sopportarle perchè abbiamo una famiglia, degli amici, Dostoeski non trascura questi particolari soprattutto dell'amicizia, ma ci fa capire che spesso quando c'è di mezzo anche la povertà i dubbi diventano ancora piu forti. IO spero di aver trasmesso quello che il romanzo mi ha dato, ma se ho fallito nel mio intendo e anche se non ho fallito leggetelo, è uno di quei pochi romanzi che si ricorda anche dopo un anno e tante altre letture, non solo perchè è scritto bene, ma perchè rimane scritto nella mente, perchè è uno di quei romanzi che ti fa riflettere anche dopo 6 mesi che lo si è letto.
Ritieni utile questa recensione? SI NO
5.0Avvincente, 13-11-2010
di - leggi tutte le sue recensioni
Bellissimo, uno dei gialli-noir che più mi ha appassionato. Straordinarie le doti narrative di Dostoevskij e la capacità di delineare i suoi personaggi, la malvagità della vecchina ne è una formidabile dimostrazione...
Ritieni utile questa recensione? SI NO

Leggi anche le altre recensioni su Delitto e castigo (26)