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Cuore di tenebra

Cuore di tenebra

di Joseph Conrad


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  • Editore: Einaudi
  • Collana: Gli struzzi
  • Traduttore: Rossi A.
  • Data di Pubblicazione: 1989
  • EAN: 9788806115470
  • ISBN: 8806115472
  • Pagine: XLVI-127

Trama del libro

Marlowe racconta di aver avuto l'incarico di sostituire un capitano fluviale ucciso dagli indigeni nell'Africa centrale. Si imbarca su una nave francese e, giunto alla stazione della compagnia, vede come gli indigeni muoiano di stenti e di sfruttamento. Dopo un lungo viaggio di duecento miglia sul fiume rintraccia Kurtz, un leggendario agente capace di procurare più avorio di ogni altro. In realtà Kurtz, uomo solo e ormai folle, è quasi morente. Viene convinto a partire, ma muore sul battello che lo trasporta, dopo aver pronunciato un discorso che non può nascondere "la tenebra del suo cuore".

Tutti i libri di Joseph Conrad

Voto medio del prodotto:  3 (3.3 di 5 su 3 recensioni)

4Difficile ma bello, 11-02-2017
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Questo è un libro molto complesso, permeato di un fortissimo simbolismo. Nonostante possa sembrare, a una prima lettura, piuttosto difficile, vi consiglio di leggerlo comunque, perché apre la mente e fa capire molte cose del colonialismo e non solo.
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2Boring!, 20-09-2010
di - leggi tutte le sue recensioni
Mai nessun libro al suo esordio aveva avuto tanta fortuna critica e tanto successo editoriale.
Non è il mio solito distinguermi dalla massa, ma questo libro è noiosissimo. A parte qualche nota di colore fornitaci delle descrizioni accurate, il resto è tutto in bianco e nero. Neppure la figura di Kurtz, il colonialista megalomane riesce a spiccare il volo.
Non lo consiglierei mai a nessuno, sia chiaro.
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4Heart of Darkness, 02-06-2009
di - leggi tutte le sue recensioni
"Heart of Darkness" non è un romanzo di avventura, né una cronaca di viaggio, né tanto meno una messa in prosa di un diario di bordo. Tuttalpiù questi aspetti potrebbero costituire un livello di lettura superficiale del romanzo, una "scusa" che l'autore ha escogitato per arrivare a parlare di qualcos'altro di più complesso e profondo. Nel corso degli ultimi cent'anni sono state numerose le chiavi di lettura proposte: ora ce ne bastano, e avanzano, due. La prima è quella, diciamo così, anticolonialista: gli orrori, le violenze, l'esperienza dura e faticosa che Marlow racconta vuole essere una testimonianza della barbarie portata avanti dai colonialisti europei, avallate dai governi dei rispettivi paesi di appartenenza, che, in nome del Dio Denaro, sfruttarono e massacrarono gli abitanti delle colonie per estrarre avorio o altre materie preziose per recarle in dote al pretenzioso Dio occidentale. Kurtz è l'emblema dell'uomo europeo che, dal pieno delle proprie facoltà razionali, si lascia trascinare alla follia dalla sete d'oro, arrivando a stravolgere la propria persona e trascinando in questa discesa un'intera tribù che aveva soggiogato grazie all'eloquenza e, quando serviva, all'uso di pratiche sempre più violente (vedi le teste appese ai bastoni che circondano la sua dimora). Non è un caso che, nel racconto, vengano chiamati in causa molti paesi europei: c'è ovviamente l'Inghilterra di Marlow e la Francia della Compagnia di navigazione; il battello con cui risale il fiume è belga, guidato da uno svedese, e una volta arrivato a destinazione Marlow incontra perfino un giovane russo. Una lettura ancora terribilmente attuale se si pensa alle guerre mascherate da missioni di peace keeping animate dall'ipocrita volontà di "esportare la democrazia là dove ce n'è bisogno". Essendo poi "Heart of Darkness" un romanzo concepito e pubblicato in contemporanea agli studi psicanalistici di Freud (L'interpretazione dei Sogni è del 1900), c'è stato chi, in modo molto convincente, ha incoraggiato un'altra interessante chiave di lettura. Ovvero: il viaggio che Marlow compie nel cuore delle tenebre non è altro che un viaggio simbolico dell'uomo alla scoperta dei misteri, inconsci, sconosciuti e proprio per questo spaventosi, del proprio "io". Trovare Kurtz è come ritrovare un'identità perduta dell'uomo occidentale, perduta perchè primigenia e che ha cercato, invano nel caso di Kurtz, di scrollarsi di dosso secoli e secoli di substrati culturali per fare ritorno alla semplicità primitiva, fatta di istinti e appetiti persino brutali ma più autentici. Identità che forse è andata perduta per sempre e di cui Marlow non può che riportarne a casa la povera carcassa priva di vita.
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