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Cultura e imperialismo. Letteratura e consenso nel progetto coloniale dell'Occidente

Cultura e imperialismo. Letteratura e consenso nel progetto coloniale dell'Occidente

di Edward W. Said


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  • Editore: Gamberetti
  • Collana: Orienti
  • A cura di: M. A. Saracino
  • Traduttori: Chiarini S., Tagliavini A.
  • Data di Pubblicazione: agosto 1995
  • EAN: 9788879900164
  • ISBN: 8879900161
  • Pagine: 430

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Descrizione del libro

Un lavoro di indagine letteraria e storica sulle complicità della cultura con il progetto egemonico di vecchi e nuovi imperi, da "Cuore di tenebra" di Conrad a "Mansfield Park" della Austen, dall'"Aida" di Verdi a "Lo straniero" di Camus. Un'opera che intende spingere a rileggere i grandi capolavori della letteratura occidentale. Analizzando le opere di autori come Frantz Fanon, Aimé Césaire, C.L.R. James e Salman Rushdie, l'autore indica la grande ricchezza della letteratura di resistenza che si oppose, e si oppone, al dominio imperiale. Emerge così la realtà di un mondo post-coloniale caratterizzato da culture ibride e interdipendenti.

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Voto medio del prodotto:  5 (5 di 5 su 1 recensione)

5L'ideologia e i suoi mezzi., 13-09-2010
di - leggi tutte le sue recensioni
Testo fitto, interessante, ricchissimo di riferimenti letterari, e non.
Un vero e proprio compendio di analisi comparata dei maggiori romanzi inglesi, francesi e americani che in un modo o nell'altro hanno contribuito ad ampliare e riflettere, a meditare e a rivivere i temi principali che accompagnarono le imprese coloniali del XVIII e del XIX secolo.
Said scoperchia la retorica pro e contro l'imperialismo così come emerge dalla letteratura, anche musicale.
Interessante è il capitolo dedicato alla stesura del libretto e della partitura dell'Aida di Verdi ma ancor più intrigante è l'analisi quasi semiologica del primo allestimento dell'opera al Cairo, in una cornice grandiosa, imperiale a ridosso dei lavori di apertura del Canale di Suez.
Le coincidenze non coincidenze emergono in tutta l'opera.
Acute e raffinatissime le analisi di Heart of Darkess di Joseph Conrad romanziere tra i più sensibili nelle individuazioni delle ambiguità ideologiche legate al colonialismo: o della critica del Moby Dick di Melvill romanzo completo polisemico per definizione.
Ma ciò che colpisce di Said è la commistione di stimoli che gli provengono da un background culturale ormai desueto tra i grandi studiosi.
Egli nella sua critica, una teoria semiologica mancata, rielabora e fonde armoniosamente la lezione dello strutturalismo francese e jakobsoniano, del marxismo europeo e nord americano in lui si nota anche nel lessico tecnico un forte influsso di Adorno e della Scuola di Francofore, di Gramsci ma anche Kyernan.
Fanno capolino qua e là Deleuze e Guattari, Derrida e Foucault.
E la musica la musica che dona a Said l'intuizione critico-teorica più originale.
La visione contrappuntistica che consiste nell'osservare un fenomeno da più angolazioni di analizzarne da tutti i punti di vista le premesse e le conseguenze conferendo all'analisi che da essa ne scaturisce una completezza armoniosa e rispettosa dei punti di vista anche opposti entro i quali un fenomeno politico o culturale agisce e viene percepito.
La lettura gradevole necessita però una conoscenza almeno generale di presupposti teorici e ideologici di cui Said si serve per operare la sintesi critica che tanto ci coinvolge e ci fa meditare.
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