Il corpo del capo
- Editore:
Guanda
- Collana:
- Le fenici rosse
- Data di Pubblicazione:
- 20 febbraio 2018
- EAN:
9788823521001
- ISBN:
8823521009
- Pagine:
- 187
- Formato:
- brossura
- Argomento:
- Conservatorismo e ideologie democratiche di destra
Libro Il corpo del capo di Marco Belpoliti
Trama libro
Nell'aprile del 2001 milioni di italiani ricevettero un fotoromanzo elettorale, Una storia italiana, dove Silvio Berlusconi presentava la storia della propria vita attraverso parole e immagini. Un album ricco di fotografie del Capo. Perché il creatore della neotelevisione ama così tanto le fotografie, perché ricorre alle immagini fisse per descrivere la propria persona? Questo libro racconta la vicenda del rapporto tra il tycoon televisivo e la fotografia a partire dagli anni Settanta sino ad arrivare alle sue ultime immagini, descrive il modo in cui il magnate ha usato, sia come imprenditore sia ai fini della sua strategia politica, il proprio corpo. Dai trapianti di capelli alla Vandana, dal ritocco fotografico alla chirurgia estetica il corpo del Capo è diventato la metafora vivente della nostra stessa idea di corpo, del suo valore e del suo sfruttamento economico. Questa nuova edizione aggiorna al 2018 il ritorno di Berlusconi sulla scena politica, ricostruendo quanto è successo dopo la sua caduta, fino all'attuale «seduzione fredda» e alla figura di avatar di se stesso. Nosferatu a Palazzo Chigi?
Recensioni degli utenti
Il corpo del capo - 30 ottobre 2010
Terminata la lettura di questo libretto, mi sono domandata: se non fosse per la promessa accattivante, ma non mantenuta, (la rivelazione del perchè l'immagine del capo sia il segreto principe del suo successo politico), se non fosse per i riferimenti a Jung e all'Istituto Luce ( per spiegare il valore della fotografia e dei filmati nell'ascesa di Hitler e di Mussolini), se non fosse per le innumerevoli citazioni (da Susan Sonntag a Braudillard), se non fosse per la copertina (che ne impone l'acquisto), questo libretto esisterebbe ? Risposta: NO. Questo libretto venderebbe? Risposta: NO. Sembra una tesi universitaria scritta in modo sbrigativo, forzato e sconclusionato. Per non parlare della piccineria dei commenti sui gusti artistici personali; che appendere nelle proprie stanze dei Canaletto signfichi essere Bauscia (spaccone in dialetto milanese), mi sembra quanto meno azzardato. Ci sono dei Canaletto appesi anche in altre dimore, per esempio la Villa Necchi di via Mozart a Milano, proprietà del benemerito FAI. Abbiamo capito che non gli piace il cavaliere, ma che non gli faccia le pulci anche su quello, pena diventare puerile. Magari , averlo, un Canaletto o magari accontentarmi di un Bellotto o di un Marieschi. Se conoscessi qualcuno che possiede un Canaletto, gli chiederei di farmelo ammirare, e penserei :" Beato lui " ,altro che . Quanto poi al supposto ritratto ordinato a Andy Wahrol, siamo nella fantascienza . Povero Belpoliti, cosa non si farebbe pur di pubblicare. Anni fa hanno detto (ingiustamente ) della Waste Land di Thomas Eliot: Tutte le citazioni che infila come un diadema sulla testa del suo rospo non ne fanno una opera di poesia. La critica calza a pennello in questa sede: tutte le citazioni non fanno del rospo di Belpoliti un saggio sociologico-filosofico di valore.