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Compagno Darwin. L'evoluzione è di destra o di sinistra?

Compagno Darwin. L'evoluzione è di destra o di sinistra?

di Nicola Nosengo, Daniela Cipolloni


  • Editore: Sironi
  • Collana: Galápagos
  • Data di Pubblicazione: ottobre 2008
  • EAN: 9788851801120
  • ISBN: 8851801126
  • Pagine: 219
  • Formato: brossura
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Descrizione del libro

Come si spiega che nei Paesi occidentali (Italia compresa) l'evoluzionismo sia diventato terreno di scontro politico tra destra e sinistra? Che c'entra Darwin con la politica? In realtà, dicono gli autori, questo è stato il suo destino da sempre, fin da prima della pubblicazione di "L'origine delle specie". Da allora la polemica non si è mai estinta. Dai comunisti ai liberali, dalle chiese ai tribunali, dal creazionismo americano a quello di matrice islamica, "Compagno Darwin" ricostruisce l'accoglienza del darwinismo in politica, mostrando che il naturalista con la barba è buono o cattivo a seconda di chi osserva e di cosa viene osservato attraverso le lenti della sua teoria. Da destra e da sinistra, l'evoluzionismo darwiniano è stato sposato per giustificare - non senza forzature - questa o quella posizione, salvo poi essere attaccato quando risultava scomodo. Lesa maestà nei confronti della scienza? Gli autori credono di no: in parte anche i ricercatori hanno un atteggiamento oscillante; e occuparsi del posto dell'uomo nel mondo, proprio come ha fatto Darwin, è l'essenza stessa della politica. Se si lamenta la distanza tra scienza e cittadini, lo spettacolo di una teoria scientifica che entra prepotentemente nel dibattito pubblico andrebbe guardato con interesse e casomai con sollievo, non temuto.

Voto medio del prodotto:  4 (4 di 5 su 1 recensione)

4Forzature politiche e ideologiche, 18-11-2009, ritenuta utile da 1 utente su 1
di - leggi tutte le sue recensioni
Si è spesso sostenuto che la teoria della relatività ha profondamente cambiato la visione del mondo, nella mente dell'uomo moderno. In effetti ciò non è vero, almeno direttamente. Infatti, nonostante le profonde implicazioni scientifiche e filosofiche della teoria della relatività, solo un manipolo di studiosi la conosce compiutamente, ed un numero ancora più ristretto, riesce a padroneggiarla. Inoltre, le implicazioni che ne derivano, pur fondamentali, vengono ignorate dal cittadino non specializzato, anche perché a quest'ultimo sfuggono le implicazioni sociali e religiose di tale sviluppo scientifico. Cosa che del resto accomuna quasi tutte le teorie scientifiche. Diverso il discorso, per quanto concerne la più importante teoria biologica: la teoria dell'evoluzione. Presentata compiutamente da Darwin esattamente centocinquantanni fa, ha influito profondamente, oltre che in campo scientifico, sociale. Utilizzata in modo piuttosto distorto in campo socioeconomico e politico, continua a provocare crisi esistenziali e d'identità, soprattutto a chi ritiene l'uomo una sorta di angelo decaduto e giudica qualsiasi parentela con il regno animale un attacco alla dignità dell'uomo ed alla divinità da cui presume di essere stato creato. Paradossalmente, molti leader religiosi (a cominciare dai due ultimi Papi, sia pur contestati da alti Prelati) hanno accettato, sia pure con alcuni distinguo, l'evoluzione biologica, mentre questa viene ferocemente avversata da personaggi, più o meno variopinti intellettualmente, che fanno sembrare Don Chisciotte personaggio serissimo.
Ma sarebbe comunque riduttivo tener conto solamente dell'aspetto più superficiale (ed a volte farsesco) dell'intolleranza religiosa. Molto più sensato, come hanno fatto i due Autori di questo saggio, analizzare le derive sociali che hanno caratterizzato l'approccio, nei confronti dell'evoluzione biologica.
Spesso, Darwin e la sua "creatura", sono stati e sono utilizzati, per sostenere tutto ed il contrario di tutto, come nel caso delle follie politiche del secolo passato, ma anche di molti dibattiti che ancora vengono portati avanti da persone che ignorano anche le sole basi della biologia moderna. Questo mentre Darwin viene incensato o demonizzato, in maniera manichea, da persone che, generalmente, perseguono altri fini.
Abbastanza fuori luogo, Darwin viene tirato in ballo anche in casi in cui non c'entra per nulla, come nella diatriba fra coloro che non volevano far coincidere la visita di Papa Ratzinger con l'apertura dell'anno accademico alla Sapienza o con le polemiche concernenti il testamento biologico. Ma, ovviamente, il grosso del problema è sempre causato dalla deriva religiosa. Il caso del processo Scopes credo sia noto a tutti, ma quanti sanno che, ancora oggi, negli Stati Uniti, l'insegnamento della biologia evoluzionistica è demonizzato. Mentre in Italia, grazie all'ineffabile ex ministro Moratti, l'evoluzione è stata bandita dai programmi della scuola dell'obbligo (insieme, tra l'altro, con il sistema solare), mentre il fisico Zichichi, ora tuttologo, ha scritto un libro intitolato "Perché credo in Colui che ha fatto il mondo", non dedicato alla sua fede religiosa (rispettabilissima), ma a contestare l'evoluzione, per altro con motivazioni risibili che, involontariamente, dimostrano solo la sua ignoranza in materia. Del resto, Zichichi non è isolato, altro personaggio che avversa l'evoluzione, almeno la concezione della stessa accettata dalla comunità scientifica e Sermonti, secondo cui è la scimmia (quale?) a discendere dall'uomo.
Il massimo però è rappresentato dall'Intelligent Design, bislacco tentativo di far rientrare dalla finestra il creazionismo uscito dalla porta: in pratica si sostituisce un creatore con un disegno intelligente "insito" nella natura.
Ma il peggio deve ancora arrivare: in un inusisata alleanza fra Protestanti americani ed Islamici turchi, in Europa viene diffuso un lussuoso volume, splendidamente illustrato, in cui si cerca di affossare la biologia evoluzionistica, accusando peraltro Darwin ed i suoi "adepti" di ogni nefandezza: perfino l'attacco alle torri gemelle!
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