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Il commercio equo e solidale. Riflessioni minime di sociologia dei consumi

Il commercio equo e solidale. Riflessioni minime di sociologia dei consumi

di Gaetano D. Iannello, Salvatore Polito


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Descrizione del libro

Il commercio equo e solidale nasce alla fine degli anni Sessanta del secolo scorso in Olanda per poi espandersi in altri paesi europei, negli Stati Uniti, in Canada, in Giappone e in Australia. La sua crescita è stata tale che oramai è possibile trovare esercizi commerciali, fiere ed esposizioni di prodotti equi quasi ovunque nel mondo. Tuttavia, come emerge dal testo, il sospetto che accomuna alcuni studiosi è che rendere il modello di mercato del commercio equo operativo su vasta scala potrebbe inficiare la realizzazione di altri metodi di sviluppo economico. In relazione alle più recenti analisi in tema di consumi, l'intento degli autori è di offrire uno sguardo d'insieme delle tappe percorse sino ad oggi dal commercio equo per valutarlo in modo critico rispetto al crescente consenso degli ultimi anni. Oltre a offrire una proposta di lettura del commercio equo come fenomeno sociale e culturale, infatti, il volume ha il pregio di trattarlo con chiarezza espositiva e profondità analitica quale modello di mercato capace di amplificare il potere di attivazione delle emozioni dei consumatori nella ricerca dei beni, riguardo gli acquisti che fanno e ad altri aspetti che definiscono le loro pratiche di consumo nella vita di ogni giorno.

Voto medio del prodotto:  3 (3 di 5 su 1 recensione)

3E' un testo con luci e ombre., 27-09-2010
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Frasi contorte e concetti fumosi (ma per quest'ultimo aspetto temo di dover incolpare prima di tutto la mia ignoranza in sociologia dei consumi), uniti a una quantità di refusi (e di veri e propri errori grammaticali) al limite dell'accettabile, non nascondono comunque un saggio con elementi d'interesse. Soprattutto nella parte "originale": una ricerca condotta dagli autori presso le organizzazioni romane di commercio equo.

Tra le altre cose, Iannello e Polito sostengono che una delle cause del limitato sviluppo "oltre la nicchia" delle ATOs sta nell'ambivalenza informativa riguardo il concetto di solidarietà, che verrebbe contemporaneamente negato e praticato. Anche se i concetti di solidarietà e di beneficenza nel testo sembrano sinonimi (il che fa perdere forza all'argomentazione), le pagine sulla "politica della pietà" correlata alle strategie informative delle botteghe del mondo sono buoni stimoli alla riflessione.
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