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Cofanetto Trattato di cure infermieristiche, Trattato di medicina e infermieristica.

Cofanetto Trattato di cure infermieristiche, Trattato di medicina e infermieristica.

Opera in tre volumi

di Luisa Saiani, Anna Brugnolli


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  • Editore: Idelson-Gnocchi
  • Data di Pubblicazione: giugno 2017
  • EAN: 9788882938451
  • ISBN: 888293845X
  • Formato: brossura

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Descrizione del libro

Trattato di cure infermieristiche
Seconda edizione del testo Trattato di cure infermieristiche di Luisa Saiani, Anna Brugnolli edito da Idelson-Gnocchi: la sfida di un testo italiano di Cure Infermieristiche.
Quando una disciplina si “istituzionalizza” diventando un insegnamento riconosciuto in ambito accademico, seppur con una lunga storia professionale, nasce l’esigenza di avere degli strumenti che forniscano un quadro sistematico e aggiornato dello “stato dell’arte” e indichino le piste di sviluppo da percorrere per il futuro.
Con questo trattato ci proponiamo di dare una risposta a tale esigenza, avvertita anche sul piano didattico, in seguito allo sviluppo di molti insegnamenti di scienze infermieristiche nei corsi di laurea e post laurea nonché nell’ambito dell’educazione continua. Si tratta di una risposta che non pretende certo di essere esaustiva ma che sistematizza e approfondisce le cure infermieristiche primarie con grande attenzione alla cultura professionale italiana.
Questa esigenza è stata motivata dalla percezione che i testi di assistenza finora utilizzati, quasi sempre traduzioni dal mondo anglosassone, propongono modelli culturali, metodologici e operativi non sempre adatti all’organizzazione sanitaria italiana. Tuttavia hanno rappresentato e rappresentano tuttora una fonte preziosa di confronto e studio.
Negli ultimi 15 anni l’Infermieristica italiana ha compiuto progressi importanti sul piano professionale e scientifico, testimoniati da un incremento considerevole di articoli, ricerche, volumi, riviste. In questo clima culturale e professionale abbiamo colto la sfida di elaborare un testo originale scritto da un gruppo di infermieri docenti e clinici, con l’intento di mettere a disposizione un trattato sulle cure infermieristiche che fosse aggiornato e nel contempo espressione del contesto sanitario e professionale italiano.
Scegliere il titolo non è stato facile. Assistenza infermieristica, nursing, cura, prendersi cura, cure, caring, care sono le parole che si utilizzano più frequentemente e spesso in modo interscambiabile per descrivere le relazioni e le attività di aiuto nella nostra società. Alcune di queste definiscono forme di aiuto professionale, altre sono utilizzate per descrivere comportamenti di solidarietà sociale e si fondano su atteggiamenti di disponibilità, condivisione, interesse per l’altro che non richiedono, per essere agite, alcuna forma di sapere strutturato. Ciascun termine porta con sé assonanze culturali, semantiche e contaminazioni che rendono difficile l’interpretazione univoca e la condivisione.
Alla fine abbiamo scelto il termine “Cura” perché negli ultimi anni si è arricchito di significati profondi anche grazie alla fenomenologia, che trova in Heidegger un caposcuola, il quale afferma che la cura è pre-occupazione, è soprattutto relazione con l’altro, la cura è la struttura dell’esistenza umana, si ha cura del nutrimento o del riposo così come del corpo di un’altra persona: sull’aver cura si fonda l’organizzazione sociale e assistenziale. In ultima istanza, ci sembrava che il termine “cura” esprimesse al meglio il progetto contenuto in questo trattato di cure infermieristiche, che sono l’espressione di un legame profondo tra azioni competenti e disponibilità ad occuparsi e pre-occuparsi intenzionalmente della persona assistita. Anche per nominare la persona di cui ci prendiamo cura non ci siamo imposti un unico termine ma abbiamo preferito di volta in volta, a seconda del contesto, chiamarla paziente, persona, persona assistita, utente.
Le scelte di fondo La prima scelta è stata quella di scrivere un testo sull’assistenza partendo dalle cure infermieristiche “primarie” cioè quelle fondanti; perché spesso sono trattate al primo anno del corso di laurea e poi in parte oscurate dai contenuti clinici. Sono soprattutto queste invece, a nostro parere, le aree su cui deve emergere tutta la competenza, autonomia e responsabilità infermieristica.
La seconda scelta importante sta nel non aver utilizzato rigidamente strutture metodologiche quali le diagnosi infermieristiche, una data teoria o un modello, ad esempio i modelli funzionali di salute, per evitare che il metodo prevalga sui contenuti. I docenti quindi sono liberi di riferirsi ad una o l’altra teoria o modello, senza essere necessariamente condizionati da scelte fatte a priori da altri.
Nell’impostazione del testo si è privilegiato un percorso che, per ogni problema di salute, partisse da un accertamento generale, via via sempre più mirato, per arrivare all’identificazione diagnostica e sintetica del problema, proseguendo nella gestione assistenziale, fino alla definizione di indicatori di risultato.
Nell’accertamento sono stati elencati i dati da raccogliere, senza suddividerli in oggettivi e soggettivi, o classificarli in base ai metodi di rilevazione (intervista, osservazione, esame obiettivo). Sono stati identificati gli elementi dello stile di vita abituale, quelli che fanno capire come si è verificato il problema, i dati correlati a fattori di rischio o causali. Sono stati presentati i principali strumenti-scale a supporto della raccolta dati e le indagini diagnostiche specifiche.
Nel sintetizzare il problema del paziente e i fattori correlati abbiamo utilizzato talvolta le definizioni diagnostiche NANDA, altre volte una descrizione più libera e vicina al linguaggio infermieristico italiano. Le diagnosi infermieristiche hanno il pregio di uniformare il linguaggio professionale ma, in base alla nostra esperienza, troppe volte il tentativo di incasellare i dati in diagnosi infermieristiche predefinite fa perdere di vista i problemi reali e specifici della persona assistita.
I problemi vengono affrontati tenendo conto della loro evoluzione, e quindi non solo nella fase acuta ma anche post acuta e della cronicità, che sono due dimensioni presenti soprattutto in ambito domiciliare.
Scale e strumenti di valutazione vengono presentati dopo l’identificazione del problema proprio per sottolineare che le scale sono uno strumento a sostegno della valutazione e non sostituiscono l’osservazione del paziente e l’accertamento più globale.
La scelta degli interventi assistenziali deve essere basata, oltre che sulla conoscenza del paziente e delle sue preferenze, sui principi di fisiopatologia e sulle migliori evidenze di ricerca disponibili; uno degli aspetti innovativi di questo testo è proprio sostenere l’appropriatezza degli interventi con motivazioni fisiopatologiche ed evidenze di ricerca aggiornate al 2010.
Nei limiti del possibile si è cercato di evitare formulazioni generiche, spesso presenti nelle pianificazioni assistenziali, evidenziando, ovviamente in modo necessariamente limitato, aspetti concreti dell’assistenza. Ad esempio, invece di parlare di sostegno emotivo in generale durante una manovra invasiva, è stata richiamata l’attenzione alla percezione del dolore o all’ansia del paziente per i risultati.
Riteniamo che la professione infermieristica abbia un “debito culturale” nei confronti delle famiglie che sempre più supportano persone con malattie croniche e inguaribili con impegni e carichi assistenziali notevoli; in molti passaggi del testo abbiamo proposto approfondimenti sulle dinamiche familiari nella promozione della salute e nella malattia con l’intento di contribuire a costruire una partnership sia con i familiari che con i caregiver informali.

Trattato di medicina e infermieristica. Un approccio di cure integrate
Questo testo è la continuazione di un progetto editoriale iniziato con il Trattato di cure infermieristiche, la naturale continuazione richiedeva di affrontare rilevanti situazioni patologiche e declinarle in un progetto di cure cliniche e infermieristiche, mantenendo lo stesso approccio metodologico e culturale.
Le scelte di fondo. La prima scelta è stata quella di individuare 10 problemi prioritari di salute in ambito internistico, sulla base della loro rilevanza epidemiologica ed esemplarità formativa. Ogni quadro clinico è stato proposto integrando conoscenze provenienti da più discipline, perché i problemi dei pazienti parlano un linguaggio “interdisciplinare”. Sono state integrate conoscenze di fisiologia, fisiopatologia, clinica, farmacologia, psicologia per aiutare studenti e infermieri a comprendere i problemi della persona e dare un senso alle scelte e alle decisioni assistenziali. Ogni capitolo è stato scritto da esperti clinici, sia medici che infermieri, con la nostra costante attenzione di docenti per mantenere uniformità di linguaggio, equilibrio tra le parti e coerenza con i principi fondanti presentati nel capitolo “zero”.
La seconda scelta è stata quella di affrontare il quadro clinico attraverso le domande che un infermiere deve porsi, ad esempio: quanto spesso si manifesta, quali sono i processi che influenzano il peggioramento o l’evoluzione della malattia, come il paziente può gestire in modo ottimale la situazione nei diversi momenti della traiettoria di malattia, quali sono i problemi collegati alle riacutizzazioni e come intervenire con la triade terapeutica costituita da farmaci, alimentazione, attività fisica. Nel rispondere a questi quesiti il focus è stato mantenuto costantemente sul paziente più che sul chi fa o sul contesto dove si trova il paziente, aspetti che si declinano nella pratica clinica più che in un testo. Si è scelto di proporre un approccio realmente integrato non solo di clinica medica e infermieristica, ma anche superando i confini ospedale- territorio, i confini di competenza professionale – cosa fa l’infermiere, cosa fa il medico – oltre che una costante attenzione al contributo di altri professionisti.
La terza scelta è quella di tenere come filo conduttore di ogni capitolo il processo clinico-infermieristico con un assessment ragionato della persona e dei problemi, obiettivi di cura, interventi ed esiti attesi. In ciascuno di questi passaggi si è cercato di integrare e valorizzare la soggettività del paziente perché questa è la prospettiva peculiare di un testo di infermieristica.
Ogni capitolo è introdotto da un indice che presenta l’organizzazione gerarchica delle tematiche contenute. Si sviluppa con una descrizione dei meccanismi eziologici, patogenetici, prognostici della malattia ed elementi epidemiologici. Segue l’approfondimento delle manifestazioni cliniche, la loro valutazione e gli accertamenti diagnostici. Successivamente si sviluppano i comportamenti di autocura nella fase iniziale o di compenso della malattia e la gestione clinico assistenziale nelle fasi acute o di riacutizzazione e nel fine vita. Gli interventi infermieristici sono sostenuti dalle più aggiornate evidenze scientifiche ma contestualmente declinati con l’attenzione alle preferenze e alla soggettività dei pazienti. Nei box a fine capitolo sono state inserite specifiche procedure o focus su tematiche ritenute rilevanti per un approccio olistico all’assistenza.
I destinatari sono gli studenti del Corso di Laurea in Infermieristica ma anche infermieri che frequentano la Laurea Magistrale, percorsi Master o impegnati nella loro educazione continua.

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