La città del sole
- Editore:
Marietti 1820
- Data di Pubblicazione:
- 22 ottobre 2020
- EAN:
9788821110313
- ISBN:
8821110311
- Pagine:
- 144
- Formato:
- brossura
La città del sole di Tommaso Campanella
Descrizione libro
Le più significative utopie scritte in Italia tra Cinque e Seicento sono La Città del Sole di Tommaso Campanella e La città felice di Francesco Patrizi. La Città del Sole viene composta dal filosofo domenicano nel 1602 ispirandosi a Platone e a Tommaso Moro. La città è retta da un re-sacerdote e da tre magistrati (potenza, sapienza e amore); gli abitanti seguono una religione naturale, conducono un'esistenza organizzata secondo ragione, la proprietà privata è abolita e il principio fondamentale è la comunità dei beni. Mezzo secolo prima, nel 1551, il filosofo Francesco Patrizi aveva scritto La città felice, Richiamandosi alla Repubblica di Platone, ai principi religiosi e all'esempio concreto della Repubblica di Venezia, aveva disegnato il suo modello di Stato, offrendo una delle più pregevoli manifestazioni della tendenza razionalistica del Cinquecento.
Recensioni degli utenti
Scritto in carcere - 20 aprile 2026
Campanella scrive questo testo mentre è in prigione e immagina un mondo completamente diverso dal suo. Sapere questo rende la lettura ancora più intensa.
Intuizioni moderne - 6 aprile 2026
Libro breve ma pieno di idee. La città del Sole resta una delle utopie più celebri della modernità e leggerla oggi è sorprendente: alcune intuizioni sembrano modernissime. Apprezzabili anche i saggi iniziali e la sinossi finale.
Bellissima riscoperta - 2 aprile 2026
La città del Sole è un testo breve ma densissimo e sorprendentemente attuale: parla di educazione, sapere condiviso, organizzazione sociale. Ledizione è ben curata e gli apparati aiutano molto a comprendere il contesto storico del Seicento.
Lutopia come sapere unitario - 30 marzo 2026
La nuova edizione de La città del Sole proposta da Isolario Edizioni riporta al centro dellattenzione un testo che, più che appartenere al passato, continua a esercitare una singolare pressione sul presente. Il dialogo di Tommaso Campanella conserva infatti una vitalità sorprendente: non tanto per le soluzioni che propone, quanto per il gesto stesso che lo anima, quello di immaginare radicalmente un altro ordine del mondo. La città descritta da Campanella non è unutopia nel senso riduttivo di costruzione astratta e irrealizzabile, ma un organismo coerente in cui ogni elemento dalleducazione alla distribuzione del lavoro, dalla religione alla conoscenza è parte di un sistema unitario. Il lettore contemporaneo può restare colpito proprio da questa compattezza: non vi è separazione tra sapere e vita, tra teoria e organizzazione sociale. La conoscenza non è accumulo di nozioni, ma principio ordinatore della comunità, fondamento stesso della convivenza. È qui che il testo rivela la sua distanza e, insieme, la sua prossimità rispetto al nostro tempo. Distanza, perché lidea di un sapere totalizzante appare oggi difficilmente sostenibile; prossimità, perché proprio questa tensione allunità mette in luce la frammentazione che caratterizza il presente. Campanella costruisce un mondo in cui il sapere illumina e struttura la realtà sociale: un progetto che, pur nella sua apparente rigidità, conserva una forza critica nei confronti della dispersione contemporanea. Lintroduzione di Stefano Cazzato accompagna il lettore in questa direzione, insistendo sul valore dellutopia come funzione anticipatrice. In dialogo con Ernst Bloch, lutopia viene restituita alla sua dimensione più feconda: non evasione, ma apertura del possibile, tensione che attraversa la storia e ne alimenta il movimento. In questa prospettiva, La città del Sole non appare come un reperto, ma come un dispositivo ancora attivo, capace di interrogare il presente proprio perché eccede i suoi limiti. Il saggio di Alfredo Imbellone, pur mantenendosi sullo sfondo della lettura, offre una chiave interpretativa particolarmente efficace, richiamando implicitamente la lezione di Thomas Kuhn. Campanella viene collocato in una fase precedente alla costituzione del paradigma scientifico moderno: un momento in cui i saperi non sono ancora separati, ma convivono in un orizzonte comune. Ciò che successivamente verrà giudicato come non scientifico può essere riletto, in questa prospettiva, come espressione di un diverso assetto epistemologico, non ancora segnato dalla specializzazione disciplinare. Questa lettura consente di cogliere con maggiore precisione la struttura del testo campanelliano. Lunitarietà del sapere non è un limite, ma la condizione stessa di possibilità della città ideale: solo un sapere non frammentato può aspirare a organizzare integralmente la vita collettiva. In tal senso, La città del Sole appare come il prodotto di un mondo che non conosce ancora la frattura tra scienze, filosofia e politica e proprio per questo riesce a pensare una sintesi che oggi ci è in gran parte preclusa. Pur lasciando che sia il testo di Campanella a dominare la scena, lapparato critico di questa edizione svolge dunque una funzione discreta ma decisiva: non sovrappone interpretazioni, ma apre varchi di lettura che amplificano la portata dellopera. Il risultato è una restituzione piena della complessità campanelliana, capace di parlare al lettore contemporaneo senza semplificazioni. Rileggere oggi La città del Sole significa confrontarsi con un pensiero che non si limita a descrivere un altrove, ma mette in questione il nostro modo stesso di concepire il sapere e la società. In unepoca segnata dalla frammentazione e dalla difficoltà di immaginare alternative, il testo di Campanella torna così a svolgere la sua funzione originaria: non offrire risposte, ma rendere nuovamente pensabile ciò che sembra impossibile.
Stimolante - 30 marzo 2026
Campanella riesce a immaginare una società completamente diversa da quella del suo tempo. Una lettura stimolante.
Stimolante - 29 marzo 2026
Un testo importante per capire la tradizione delle utopie europee.