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Il cielo è rosso

Il cielo è rosso

di Giuseppe Berto


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  • Editore: Neri Pozza
  • Collana: Bloom
  • Data di Pubblicazione: dicembre 2018
  • EAN: 9788854514324
  • ISBN: 8854514322
  • Pagine: 430
  • Formato: brossura

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Trama del libro

Nel 1944 Berto è «prigioniero di guerra» a Hereford nel Texas, in uno di quei campi americani in cui sono reclusi tutti quelli che si rifiutano di dichiararsi «prigionieri collaboratori». Tra coloro che si aggirano nelle baracche a Hereford figurano futuri rinomati scrittori come Dante Troisi e Gaetano Tumiati, che affascina non poco Berto con le sue letture di Faulkner, Hemingway e Steinbeck, e pittori come Alberto Burri. Nel campo nascono, e circolano in copia unica, varie riviste letterarie. Al principio dell’estate ’44, mosso da «un senso di acuta responsabilità» per la parte di colpa da lui avuta nella catastrofe della guerra, Berto decide di scrivere un romanzo intitolato La perduta gente. Rientrato in Italia nel febbraio del ’46, sottopone il manoscritto a Giovanni Comisso che, entusiasta, lo spedisce subito a Leo Longanesi, accompagnandolo con una lettera in cui non esita ad affermare che il romanzo «rappresenta una svolta nella letteratura italiana».
L’opera esce da Longanesi negli ultimissimi giorni del 1946 con il titolo "Il cielo è rosso", un’espressione che l’editore prende dai Vangeli. Il cielo è rosso racconta le peripezie di quattro ragazzi, tra i quindici e i diciassette anni, in una città distrutta dai bombardamenti alleati. Quattro ragazzi resi orfani dalle traversie della vita e dalla violenza del conflitto. Carla, figlia di una serva, e Giulia, figlia di una prostituta, sono cugine, cresciute nella stessa casa. Giulia è timida, di salute cagionevole. Carla al contrario è disinvolta, sicura di sé, anche se di «umori volubili, a volte perversi altre volte malinconici» (Domenico Scarpa). Si prostituisce per vivere, ed è innamorata di Tullio, il piú adulto con i suoi diciassette anni, a capo di una banda di ragazzi dedita a furti e traffici vari. Una notte Tullio incontra Daniele, appena fuggito da un seminario di Roma e senza piú un luogo dove andare, dopo che i bombardamenti hanno ucciso i genitori e demolito la loro casa. I quattro cercano di sfuggire alla miseria, alla fame e alla paura, ma, come tutti coloro cui è toccata in sorte «una parte del male universale», sanno di non potere «piú essere gli stessi di prima», poiché si sono «smarriti nella grande guerra» senza piú alcuna possibilità di ritrovarsi.

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4Il cielo è rosso, 26-09-2011, ritenuta utile da 3 utenti su 3
di - leggi tutte le sue recensioni
Già dai primi capitoli è chiaro che il romanzo di Berto infligge una coltellata al cuore del lettore, ma poi la lama affonda, progressivamente, pagina dopo pagina, fino a quando, arrivati all'ultima, ci si accorge che l'intimo dolore e la commozione che prorompono in modo incontenibile danno un senso a tutta l'opera, facendo conoscere al lettore il vero significato della parola pietà. Se Niente di nuovo sul fronte occidentale è il più bel libro contro la guerra, questa opera prima di Berto non è certo inferiore, quasi una parabola dell'uomo impotente di fronte a eventi troppo grandi per lui.
E' un romanzo corale, imperniato su quattro orfani sopravvissuti a un terribile bombardamento della loro città nel corso del secondo conflitto mondiale. Sono niente più che dei ragazzini che all'improvviso devono maturare in fretta per poter sopravvivere in un mondo sconvolto dalle rovine, dall'abbrutimento, dalla fame, dal vuoto che le bombe hanno creato dentro di loro. Tre provengono da un quartiere degradato, popolato da gente povera, o addirittura misera, e perciò sono avvezzi da tempo ad arrangiarsi, a combattere quotidianamente per non soccombere, ricorrendo anche a mezzi non leciti o comunque riprovevoli. L'altro è fuggito dal collegio di preti dove i suoi genitori, benestanti, lo hanno mandato per studiare e per stare lontano dai rischi dei bombardamenti.
La differenza di classe diventa quindi un altro spunto di Berto per un'analisi approfondita della stessa, con la trovata, geniale, di praticare un percorso di progressivo avvicinamento. Così l'ingenuo Daniele, posto di fronte alla nuova realtà, cercherà di adeguarsi ai suoi tre amici, i quali, con altrettanta difficoltà, proveranno ad andargli incontro. E' una storia di miseria e di sentimenti, di illusioni e delusioni, in cui il singolo rifulge in quanto parte del gruppo. Ma è anche una vicenda di sconfitti, di ragazzi che non conosceranno la gioventù gaia e spensierata, troppo occupati a lottare per vivere. Una sola resterà, Carla, la più pragmatica, la non idealista, disposta a fare la prostituta per tirare avanti; eppure anche lei conoscerà la sconfitta, perdendo prima Tullio e poi Daniele, i due ragazzi di cui subisce l'ascendente.
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4Simbolo, 12-03-2011
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Un romanzo simbolo, una testimonianza degli orrori e della crudeltà della seconda guerra mondiale. E' la storia di quattro ragazzi, rimasti orfani dopo la devastazione del loro quartiere, e che devono confrontarsi con la vita de strada, senza aiuti di parenti e senza protezione. Non possono che crescere, o morire. Ma, nell'orrore, c'è anche spazio per la fede e per la speranza.
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4Tragico e commovente, 27-02-2011
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Un libro che, secondo me, non può lasciare indifferenti. Io cercando di immedesimarsi il più possibile nei personaggi e nella loro situazione, pur sapendo di esserci riuscito solo in minima parte a causa della distanza che mi separa da quelle esperienze, ho provato in molto pagine una sincera pena per la durezza con cui il destino si accanisce sui quattro ragazzi protagonisti.
Quello che mi è rimasto è la consapevolezza che non esiste una sorta di premio che la provvidenza riserva a chi si è comportato in modo onesto. L'unica cosa che può aiutare a parare anche i colpi peggiori è il cinismo, isolarsi dai sentimenti e cercare di sopravvivere alla meno peggio con quello che capita. Senza questo sentimento le avversità alla fine ti sommergeranno come un onda, e l'unica cosa che potrati fare sarà quella di lasciarti andare a fondo senza più voglia di lottare.
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5Vite vissute solo pochi mesi, 13-12-2009, ritenuta utile da 3 utenti su 4
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Il cielo è rosso è un romanzo che penetra nel cuore con un'iniziale stilettata, ma poi la lama affonda, progressivamente, pagina dopo pagina, fino a quando, arrivati all'ultima, ci si accorge che l'intimo dolore e la commozione che prorompono in modo incontenibile danno un senso a tutta l'opera, facendo conoscere al lettore il vero significato della parola pietà.
Se Niente di nuovo sul fronte occidentale è il più bel libro contro la guerra, questa opera prima di Berto non è certo inferiore, quasi una parabola dell'uomo impotente di fronte a eventi troppo grandi per lui.
E' un romanzo corale, imperniato su quattro orfani sopravvissuti a un terribile bombardamento della loro città nel corso del secondo conflitto mondiale. Sono niente più che dei ragazzini che all'improvviso devono maturare in fretta per poter sopravvivere in un mondo sconvolto dalle rovine, dall'abbrutimento, dalla fame, dal vuoto che le bombe hanno creato dentro di loro.
Tre provengono da un quartiere degradato, popolato da gente povera, o addirittura misera, e perciò sono avvezzi da tempo ad arrangiarsi, a combattere quotidianamente per non soccombere, ricorrendo anche a mezzi non leciti o comunque riprovevoli. L'altro è fuggito dal collegio di preti dove i suoi genitori, benestanti, lo hanno mandato per studiare e per stare lontano dai rischi dei bombardamenti.
La differenza di classe diventa quindi un altro spunto di Berto per un'analisi approfondita della stessa, con la trovata, geniale, di praticare un percorso di progressivo avvicinamento. Così l'ingenuo Daniele, posto di fronte alla nuova realtà, cercherà di adeguarsi ai suoi tre amici, i quali, con altrettanta difficoltà, proveranno ad andargli incontro.
E' una storia di miseria e di sentimenti, di illusioni e delusioni, in cui il singolo rifulge in quanto parte del gruppo.
Ma è anche una vicenda di sconfitti, di ragazzi che non conosceranno la gioventù gaia e spensierata, troppo occupati a lottare per vivere. Una sola resterà, Carla, la più pragmatica, la non idealista, disposta a fare la prostituta per tirare avanti; eppure anche lei conoscerà la sconfitta, perdendo prima Tullio e poi Daniele, i due ragazzi di cui subisce l'ascendente.
In questo quadro crepuscolare, in cui notevole è l'abilità di Berto di descrivere l'abbrutimento degli uomini a seguito della guerra, non si può tacere un personaggio, Giulia, innamorata di Daniele, troppo tardi ricambiata, un'esile figura di dolcezza quasi materna che soccomberà alla tubercolosi (al riguardo il suo funerale notturno, con la sepoltura fra le rovine, è una delle pagine più struggenti che abbia mai letto).
Non intendo svelare il finale, com'è giusto per rispetto di chi vorrà leggere questo libro, anche se potrà essere intuito da queste righe tratte appunto dal romanzo.
"Compiva ogni gesto rigidamente e con lentezza, spaventato di perdere quel senso di calma che aveva dentro per la gran cosa che gli restava da fare. Ecco che sentiva un gran freddo, perché si era fatto nudo per l'amore degli uomini. Come Gesù e anche altri santi, adesso non ricordava bene chi."
Il cielo è rosso è la storia di vite vissute solo pochi mesi; Il cielo è rosso è un romanzo stupendo.
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