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Certi bambini

Certi bambini

di Diego De Silva


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Trama del libro

Rosario, undici anni, un completino da calciatore nella borsa degli allenamenti, va a compiere la sua prima esecuzione di camorra al termine di un lungo tirocinio d'istruzione a uccidere. Tornando nel suo quartiere in metropolitana, ripercorre a ritroso le tappe più significative del cammino che lo ha portato fino a quel punto. E la storia di Rosario diventa il racconto di un mondo spaventoso che è il nostro mondo. De Silva racconta uno dei peggiori delitti che la criminalità contemporanea abbia scelto di commettere, il furto dell'infanzia.

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Voto medio del prodotto:  3.5 (3.7 di 5 su 9 recensioni)

4La quotidianità del male, 10-05-2012
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L'esistenza attraverso gli occhi di un bambino di undici anni di Napoli. Quando un ambiente degradato, malato senza speranza incontra la generale psicopatologia non vi è alcuna possibilità di scamparla. Romanzo asciutto, mai melenso, quasi chirurgico nel raccontare la terribile esistenza di questo bambino. Il male si trasforma nella normalità quasi che si fosse in guerra, come succede per i soldati bambini in Africa. Qui si tratta di una guerra non allal uce del sole che si evolve nella nostra società e di cui purtroppo non si vede una probabile soluzione.
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4La mafia nei bambini, 02-03-2012, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Napoli. Una città che pullula di abitanti. Un bambino, neanche adolescente, è già un killer. De Silva ci racconta la sua storia, la storia di Rosario, fanciullo spaccone di undici anni che arriva a unirsi alla mafia locale. In ogni capitolo vi è il motivo che lo spingerà a tale scelta. Una scelta che deriva da abbandono e sofferenza, di cui la mafia si nutre per reclutare "giovani promesse".
Un romanzo disarmante, molto reale. Un affresco di alcuni bambini che non dovrebbero sapere neanche cosa vuol dire morte.
Un romanzo forte ma consigliato perché ben scritto e dalla storia quasi veritiera.
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4Certi bambini, 04-08-2011
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Si rimane increduli, ma è possibile che dei bambini possano, debbano, vivere così? In una città che è Napoli senza essere nominata, la vita scorre tra furti e rosari (quelli di chiesa). E si può passare dall'uno all'altro senza nessun vero perché. Magari solo perché Caterina ha guardato storto. Mi ero incuriosito di De Silva con i Corti del Corriere ed ho voluto leggere indietro, questa sua opera prima di una decina di anni fa. Sarebbe un interessante spaccato sociologico del piccolo mondo del sottobosco malavitoso di una qualsiasi città in degrado. I bar dove si perde tempo. I piccoli furti per sbarcare il lunario. Qualche innamoramento (se non passione) per una ragazza già sulla cattiva strada. E qualche buon ragazzo, che anche se sbandatino cerca quanto meno di dare una mano a chi ha più bisogno. Dico sarebbe se i protagonisti avessero quattro - cinque anni di più. Invece si parla al massimo di dodicenni e salta addosso tutto l'orrore che può suscitare questo degrado. In fondo forse è più così che come lo immagino io, ma leggendo viene l'angoscia per i propri figli, per chi ha passato indenne quell'età e per chi ci sta arrivando. E si spera che il nostro comportamento ed il vivere in un mondo un poco meno degrado ce li preservi. Ma sottile è la linea di confine. Questo il messaggio che molto volte mi è venuto da questi libri sull'urbanità italiana. Ci sarebbe voluto tanto così per non essere qui, ma lì, ad esempio tra i miei allievi scolari dei corsi di musica italiana.
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4Un pugno nello stomaco, 04-12-2010
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Una scrittura tesa e affilata ci catapulta nei pensieri e nelle azioni di Rosario, undicenne privato della sua innocenza da una realtà spietata e violenta. Colpisce duro e rimane lì, come un senso di colpa.
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1Certi bambini, 09-11-2010
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Non basta scegliere di trattare un argomento "difficile" per essere considerati automaticamente scrittori "coraggiosi" o di qualità. Riconosco che si è sforzato di non essere stucchevole, ma mi sembra che alla fine non sia ben chiaro dove il tutto vada a parare, inoltre la struttura è confusa. Nel complesso l'ho trovato gratuito e non in grado di trarre conclusioni di rilievo. Non basta descrivere: per essere scrittori bisogna capire.
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