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Cerro Torre. Mito della Patagonia

Cerro Torre. Mito della Patagonia

di Tom Dauer


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  • Editore: Corbaccio
  • Collana: Exploits
  • Traduttore: Montagna V.
  • Data di Pubblicazione: febbraio 2008
  • EAN: 9788879729031
  • ISBN: 8879729039
  • Pagine: 371
  • Formato: rilegato

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Descrizione del libro

Patagonia. Campo de Hielo Sur. Tra Cile e Argentina, a ovest del Fitz Roy, quasi mille metri di granito strapiombante che termina a quota 3128 in un fungo di ghiaccio. Il Cerro Torre, la "montagna impossibile", la "vergine inavvicinabile". II libro racconta la storia di questa vetta dai primi tentativi di scalata all'inizio del secolo scorso, alla controversissima e non ancora acclarata prima ascensione di Cesare Maestri e Toni Egger nel 1959, dalla prima ufficiale di Casimiro Ferrari con Chiappa, Conti e Negri, nel 1974, al successo di Bragg in stile alpino. Senza tralasciare un capitolo dedicato a Werner Herzog, il famoso regista di "Grido di pietra", girato sul Cerro Torre. Come spesso accade quando si parla di Patagonia, la prima parte del libro è dedicata a questa terra meravigliosa ed estrema, in tutti i suoi aspetti, dalle navigazioni di Magellano all'esplorazione dell'entroterra, dalle prime cartografie di De Agostini allo sviluppo del turismo e del trekking. Tom Dauer, avvalendosi anche della preziosa collaborazione di alpinisti e scienziati (Silvia Metzeltin e John Bragg, ad esempio), ha dato vita a una vera enciclopedia sul Cerro Torre.

Voto medio del prodotto:  5 (5 di 5 su 1 recensione)

5Straordinario e completo, 09-11-2010
di - leggi tutte le sue recensioni
Un libro eccezionale nel suo genere. Affronta la vicenda di Cesare Maestri e della discussa ascesa al Cerro Torre. Una storia incredibile che rimarrà nella storia dell'alpinismo per sempre. Il libro introduce alla patagonia, ai suoi ghiacciai e alle sue vette e fa venir voglia di prendere il porimo volo per l'Argenina. Poi si passa alle imprese, purtroppo tragiche della montagna più diffcile della terra, vinta solo grazie all'abuso di centinaia di chiodi piantati sul liscio granito terminale del Torre. Oggi, impossibile a credersi - prima della vetta e dopo il discusso traverso aperto da Maestri grazie all'uso del martello pneumatico - giace, inchiodato alla parete, il compressore originale usato dallo stesso per violentare la montagna. Sigillo finale di una polemica che ha segnato la fine di un'era nell'alpinismo moderno: quella dell'abuso degli ausili "sleali" usati per vincere la montagna ed arrivare in vetta.
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