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Cento per cento

Cento per cento

di Sacha Naspini


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Trama del libro

"Quel gran figlio di una brava donna. Wiston ed io ci siamo incontrati la prima volta nel '62, correvamo entrambi per il mondiale. Però adesso vi voglio dire una cosa. Ci sono persone e persone, ognuno di noi nasce con un'aspirazione, qualcosa che iddio o chi per lui ci ficca in mezzo alle scapole già da prima che a tuo padre passi per la testa l'idea di calarsi i pantaloni. Almeno, io la penso così. C'è chi nasce per questo o per quello, ma sono pochi quelli che nascono al cento per cento per una cosa precisa. Tipo i pittori, per dirne una. Quanti pittori vuoi che nascano al mese? Un'infinità. Cioè, ogni mese, in tutto il mondo, nascono una cosa come mille pittori, mettiamo che siano mille, ovvero mille disgraziati che a un certo punto della loro vita si metteranno a imbrattare tele, o a fare quelle cose lì da finocchi. Ma attenti a questa domanda: quanti, di questi pittori, nascono veramente pittori? Forse uno. Forse uno ogni venti anni. Intendo pittore al cento per cento. Del tipo che non ci sono cristi, a quello gliel'hanno piantato nell'anima a martellate, magari non saprà manco allacciarsi le scarpe, ma la tela, oh, signori miei, se quello mette mano a una tela vedrete cantare gli angeli. Tutto questo per dire che io sono nato pugile punto e basta. Non lo so se è una cosa bella o brutta, ma tant'è".

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Voto medio del prodotto:  5 (5 di 5 su 1 recensione)

5Veramente coinvolgente, 25-06-2009, ritenuta utile da 3 utenti su 4
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Dino Carrisi, un immigrato italiano, è stato in passato uno dei più grandi pugili americani, arrivando per ben due volte a conquistare il titolo mondiale, ma, soprattutto, è stato un cento per cento, cioè uno nato esclusivamente per combattere sul ring, una specie di genio della "nobile arte".
Ora, vecchio, quasi in povertà e ubriacone, coglie l'opportunità di un'intervista televisiva della rete Canale 2 per raggranellare un po' di soldi, ma prevalentemente per realizzare un disegno che ha costruito giorno per giorno.
Lo spettacolo così diventa il riassunto della sua vita, dai primi pugni negli incontri sotterranei fino alla gloria, e poi a venti anni di carcere scontati per il presunto omicidio della moglie.
Raccontato in presa diretta, come solo può esserla un'intervista televisiva, Cento per cento è un'opera di grande bellezza, originale quel che basta, senza cioè diventare alla lunga fine a se stessa, scritta con quella capacità che ho sempre riconosciuto a Naspini di delineare fatti, ambienti e personaggi con immediatezza, senza banalità o superficialità, con quell'attitudine naturale che ha l'autore di scavare dentro, di incidere, mettendo a nudo l'anima del protagonista in cui il lettore finirà prima o poi per trovare qualche tratto che lo accomuna.
Non è il solito ritratto del pugile suonato e piagnone, è uno scorcio di vita che riemerge dalla memoria, come se uno fosse lì, davanti a te, per parlarti di sé, di ciò che è stato, di ciò che avrebbe voluto fare e non ha fatto. Non c'è una riga di monotonia, non c'è nulla di già letto, c'è una vicenda umana che lentamente porta a uno stato emotivo che esplode nel sorprendente finale.
La vita come spettacolo, propria dei media, viene ribaltata, e così anche l'intervistatore entra nella vita vera, come protagonista, così che al termine emergerà solo la realtà, nuda, anche crudele, l'ultimo KO costruito da un pugile cento per cento.
Posso solo dire, da ultimo, che questo racconto lungo mi ha entusiasmato, dopo una lettura coinvolgente come poche.
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