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Le ceneri di Gramsci

Le ceneri di Gramsci

di P. Paolo Pasolini


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Descrizione del libro

Gli undici poemetti delle "Ceneri di Gramsci" vennero raccolti in volume per la prima volta nel 1957, in un momento particolarmente delicato per la cultura di sinistra, a un anno di distanza dalla condanna di Stalin al XX Congresso del Partito Comunista Sovietico e dalla drammatica invasione dell'Ungheria. Ebbero un successo di vendite insolito per un libro di poesia e provocarono accese discussioni tra i critici. Con la prefazione di Giuseppe Leonelli.

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Voto medio del prodotto:  5.0 (5 di 5 su 2 recensioni)

5.0Le ceneri di Gramsci, 06-10-2010
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La scoperta di Pasolini, per via di una prof. di lettere. La prima impressione? "questo è un uomo buono". Ci torno spesso alle Ceneri, a volte solo per riassaporare la bellezza di Roma quando dal tramonto sta per venir fuori la sera. E poi c'è la fatica della sincerità, della digestione delle idee, la sofferenza dell'essere consapevole. Lo dice ne La religione del mio tempo (amatissimo anche quello) in una poesia di due righe titolata
"A me":
"In questo mondo, che solo compra e disprezza,
il più colpevole con io, inaridito dall'amarezza".
Pasolini è la figura sulla quale più spesso mi chiedo "ma che direbbe oggi?".
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5.0Potentemente politicamente pasolinianamente, 19-08-2010
di - leggi tutte le sue recensioni
Questo libello di versi, contenente uno dei capitoli più straordinariamente poetici del Pasolini, è uno dei capolavori massimi della poesia italiana del Novecento. Scritto perlopiù in una forma tradizionalissima, la terzina dantesca, questo libro riesce ad essere in modo dirompente uno dei più profondamente e modernissimamente attuali della contemporaneità: e vi riesce nella dimensione del lessico, la sofferta scissione dell'animo a cavallo tra due mondi, quello della tradizione - culturale, storica, politica - e quello degli scenari capitalistico-globali dell'Italia di metà Novecento. E Pasolini, trascinato dagli eventi storici, raccogliendo in sé quel che resta della cultura di sinistra e accompagnato dalla grande figura di Gramsci, di cui restano solo le ceneri, sa darci uno spaccato struggentemente sublime e tuttavia materiale, di un'Italia, di un mondo che si affaccia su un'oblio senza fine, la cui immagine si acuirà nelle successive raccolte di versi del poeta.

Imprescindibili, questi testi, per chiunque oggi si professi ancora di sinistra, o comunista; perché la comprensione di un'epoca e di quello che ancora c'è di una ideologia caratterizzata cronologicamente, trova il suo respiro massimamente durevole proprio negli endecasillabi, talvolta smisurati o franti, di questo Pasolini.
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