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di Marco Malvaldi


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Descrizione del libro

"Non è che tutti gli anni possono ammazzare qualcuno per farvi passare il tempo", sbotta disperato Massimo il barrista. Ma è impossibile sottrarsi al nuovo intrigo in cui stanno per trascinarlo i quattro vecchietti del BarLume: nonno Ampelio, il Rimediotti, il Del Tacca del Comune, Aldo il ristoratore. Dalla vendita sottoprezzo di una villa lussuosa, i pensionati, investigatori per amor di maldicenza, sono arrivati a dedurre l'omicidio del vecchio proprietario, morto, ufficialmente, di un male rapido e inesorabile. Massimo il barrista, ormai in balìa dei vecchietti che stanno abbarbicati tutto il giorno al tavolino sotto l'olmo del suo bar nel paese immaginario e tipico di Pineta, al solito controvoglia trasforma quel fiume di malignità e di battute in una indagine. Il suo lavoro d'intelletto investigativo si risolve grazie a un'intuizione che permette di ristrutturare le informazioni, durante un noioso ricovero ospedaliero: proprio come avviene nei classici del giallo deduttivo. E a questo genere apparterrebbero, data la meccanica dell'intreccio, i romanzi del BarLume, se non fosse per le convincenti innovazioni che vi aggiunge Marco Malvaldi. La situazione comica dei quattro temibili vecchietti che sprecano allegramente le giornate tra battute diatribe e calunnie, le quali fanno da base informativa e controcanto farsesco al mistero. La feroce satira che scioglie nell'acido ogni perbenismo ideologico. La rappresentazione, umoristica e aderente insieme, della realtà della provincia italiana...
A Pineta siamo a metà di un’estate particolarmente lunga. Massimo, che ha completamente ristrutturato il bar, cerca una nuova banconista; Aldo, a cui hanno distrutto il ristorante dandogli fuoco, sta cercando un nuovo locale. Il posto adatto ci sarebbe: si tratta di Villa del Chiostro, una beauty farm che sta andando piuttosto bene, messa su vari anni prima da un personaggio losco, Riccardo Foresti, e dove vorrebbe aprire un ristorante in comproprietà. Aldo è reso dubbioso dalla cattiva reputazione di Foresti e prima di accettare vuole delle garanzie; la stessa storia della beauty farm, infatti, ha dei punti oscuri. Grazie alle conoscenze di Pilade in Comune, i vecchietti riescono a mettere le mani sui vari atti che hanno portato all’acquisizione del fabbricato; scoprono così che la proprietà è stata comprata ad un valore assai inferiore al prezzo di mercato. La spiegazione è ovvia: il bene è stato acquistato come nuda proprietà, e quindi destinato a rimanere in mano al venditore, Ranieri Carratori, fino alla morte di quest’ultimo. Meno ovvio è, invece, che il Carratori stesso sia morto in maniera improvvisa dopo un mese circa dalla stipula del contratto. Apparentemente, per una malattia che non perdona; ma per i vecchietti è una coincidenza troppo grossa per essere solo un caso. Un infortunio al tendine costringe Massimo a un ricovero proprio nello stesso ospedale in cui è morto Carratori.
Aldo, Ampelio, Gino e Pilade, i quattro pensionati-detective di Pineta affondano in questa nuova avventura fra un pettegolezzo, una bevuta e quattro risate, rompendo la monotonia della placida vita di provincia con arguzia e ironia. E dimostrando alla fine che la scienza serve, anche tra i tavolini di un bar.

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Voto medio del prodotto:  4 (4.3 di 5 su 20 recensioni)

5Ma che bravo!, 29-01-2013, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Non conosce Malvaldi prima di leggere questo libro. Ebbene per me è stata una rivelazione. Mi ha coincolto nella storia, facendomi anche ridere! Davvero bravo nella descrizione dei personaggi e dell'ambiente, fatto di relazioni e non solo di ambientazioni. Da leggere sicuramente e da consigliare anche ai più giovani lettori.
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3Un "Barrista" tra chimica ed Ecclesiaste, 22-12-2012
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Ancora un'uscita del "barrista" di Pineta e degli ineffabili pensionati investigatori. Nei romanzi di Malvaldi si accoppia, ormai per consuetudine, la risoluzione di un caso di assassinio, con l'aspetto esilarante di cui sono protagonisti soprattutto i quattro vecchietti. Ed è sicuramente il lato comico ad aver fatto di Malvaldi un autore di successo, in quanto le trame gialle non sono poi di per sé gran cosa e le soluzioni talvolta, come in questo caso, tirate per i capelli. In più, stavolta è Massimo a rendersi protagonista dell'analisi di un caso riesumato dal passato che egli, in gran parte, risolve da una camera di ospedale, e quindi con la presenza dei "quattro" piuttosto ridotta. In più Massimo sfoggia una varietà di conoscenze (dalla Bibbia alla chimica) che lo portano a risolvere il caso con una intuizione davvero improbabile. Pur essendo presenti le solite invenzioni impagabili, ci aspettiamo qualcosa di meglio.
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5La carta più alta, 21-05-2012, ritenuta utile da 2 utenti su 3
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In questo libro ritroviamo nuovamente i quattro simpatici vecchietti, pensionati toscani, seduti a far quattro chiacchere nel Bar Lume di proprietà del nipote di uno di loro. Gli anziani passano le giornate a parlare dei fatti di Pineta scoprendo probabili omicidi da fatti di cronaca avvenuti nel loro paese. Divertente e originale.
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5La carta più alta, 26-04-2012, ritenuta utile da 2 utenti su 6
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Eccoci di nuovo in compagnia dei nostri quattro affezionati protagonisti. Ogni volta che ritorno alle letture di Malvaldi rimango sempre piacevolmente soddisfatta, oltre al fatto che mi fare sempre delle grandi risate. La sua scrittura è molto piacevole, per chi non si fosse mai avvicinato a questo scrittore consiglio di farlo al più presto perchè merita.
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3Bravo Malvaldi!, 22-04-2012, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Continuano le avventure dei nostri quattro simpatici "investigatori ottuagenari" moderatamente "tenuti a freno" ma questa volta un po' coadiuvati dal BARRISTA Massimo. Un giallo innovativo, con una trama ben congegnata e tanta simpatia che scorre fra le pagine. Una storia più ricercata, con molti spunti scientifici e colti rispetto alle precedenti. Forse un po' troppo ricca dell'umorismo al vetriolo del toscanaccio doc.
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