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I cari estinti. Faccia a faccia con quarant'anni di politica italiana

I cari estinti. Faccia a faccia con quarant'anni di politica italiana

di Giampaolo Pansa


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  • Editore: Rizzoli
  • Collana: Rizzoli best
  • Data di Pubblicazione: marzo 2010
  • EAN: 9788817039451
  • ISBN: 8817039454
  • Pagine: 520
  • Formato: rilegato

Descrizione del libro

Il primo comunista che ho conosciuto era una comunista. Si chiamava Elvira, aveva curve maliziose e ballava divinamente il samba all'italiana. Per di più s'era invaghita di Walter Audisio perché lo riteneva il killer di Mussolini. Andavo per i tredici anni e la sbirciavo nel dancing del Pci, vicino al mio caseggiato di ringhiera. Dopo l'odalisca rossa, ho fatto molti altri incontri per raccontare da cronista le avventure dei padroni politici della Prima Repubblica. Li ho conosciuti talmente bene che, con l'andar del tempo, sono diventati i miei vicini di scrivania. Più li osservavo, più me li vedevo accanto. Così oggi mi domando: stavamo meglio quando c'erano la Dc, il Pci e il Psi, oppure adesso, con i carrozzoni personali di questo fosco 2010? Lascio la risposta ai lettori dei Cari estinti", un titolo beffardo e un tantino nostalgico. Gli estinti sono i potenti che dal 1948 al 1989 hanno guidato l'Italia. Nel rievocarli, mi sono sentito un viaggiatore che narri la fine di un mondo esplorato per anni. Dominato da leader come il pio Rumor, l'irriducibile Fanfani, l'eterno Andreotti, l'enigmatico Moro, l'aggressivo De Mita, il monacale Berlinguer, l'ardimentoso Craxi, il tenace Almirante, l'ambizioso Spadolini. Li ho rimessi sulla scena ripercorrendo il loro tempo. Il caos delle correnti. L'alterigia dei ras locali. Il cancro della mafia. Le bombe del terrorismo. Il sequestro di Aldo Moro. Il ciclone della Loggia P2. La guerra fra comunisti e socialisti."

Tutti i libri di Giampaolo Pansa

Voto medio del prodotto:  5.0 (5 di 5 su 2 recensioni)

5.0Interessante e attuale, 26-08-2010, ritenuta utile da 1 utente su 3
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In questo testo, G. Pansa disegna un affresco dei leader politici della Prima Repubblica e li confronta con quelli di oggi: passioni e battaglie politiche, trame e contrasti. Alla fine del libro ci si chiede: si stava meglio quando si stava peggio?
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5.0I VERI CARI ESTINTI, 01-07-2010, ritenuta utile da 7 utenti su 9
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Scrive Pansa nell'incipit dedicato ai lettori:

"Chi sono i cari estinti? Sono il pio Rumor, l'irriducibile Fanfani, l'enigmatico Moro, l'eterno Andreotti, l'aggressivo De Mita, il monacale Berlinguer, il tenace Almirante, l'ambizioso Spadolini. Insomma, i superbig che hanno imperato nella Prima Repubblica, quella che va dal 1946 al 1992, poi perita nel terremoto di Tangentopoli. Noi, cittadini senza potere, siamo in qualche modo loro orfani... Gli orfani della Prima Repubblica sono davvero tanti. Milioni di italiani. Quelli che erano ragazzi quando i cari estinti cominciarono a stare sul campo del potere politico. E ci rimasero per quasi mezzo secolo."…”

Però, dico io, quei superbig nel mezzo secolo che stettero sul campo del potere politico realizzarono scientemente la "damnatio memoriae" degli esuli dalla Venezia Giulia, dall’Istria, da Fiume, dalla Dalmazia. Cioè azzerarono ogni notizia sull'esistenza e la storia dei veri e definitivi 350.000 cari estinti vissuti nella "loro" Prima Repubblica e poi decorati con una medaglia al Ricordo che risulta del tutto incomprensibile alla quasi totalità degli italiani, come dichiara ufficialmente la statistica dei temi della maturità 2010, fra i quali per la prima volta compare quello sulle foibe scelto solo da sei studenti su mille.

Ora, se gli italiani restano orfani di quei personaggi che hanno affossato, assieme agli esuli, tante verità sulla loro storia recente, in realtà essi non perdono nulla, anzi, forse cominceranno a recuperarne qualcosa.
Invece noi ultimi esuli, o figli o nipoti degli esuli stessi, grazie a quei medesimi personaggi abbiamo perso, con le radici, tutto.

Perciò, aver percorso l'esistenza da dimenticati transfughi dalle natìe terre adriatiche. Aver osservato il frutto marcio corrompere, cesto dopo cesto, perfino le radici dell'albero dell’esilio ritenuto, ai tempi dell'entusiasmo e delle generose speranze, ultimo santuario di idealità civili e immune da contagi. Osservare oggi l'agonia del proprio popolo in silenzioso cammino verso il proprio passato azzerato, ci dia almeno licenza di immaginare quei superbig, dal nostro punto vista, nella livida luce dell'albero dell'Iscariota.

Rinaldo Jurcovich
esule da Zara
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