Il cappotto
- Editore:
SE
- Collana:
- Piccola enciclopedia
- A cura di:
- C. Rebora
- Data di Pubblicazione:
- 4 marzo 2025
- EAN:
9788867239405
- ISBN:
8867239406
- Pagine:
- 96
- Formato:
- brossura
Libro Il cappotto di Nikolaj Gogol'
Trama libro
"Il cappotto" (1842) di Gogol' viene qui presentato nella versione di un traduttore d'eccezione, il poeta Clemente Rebora. Tuttavia l'importanza di questa edizione è dovuta soprattutto al testo che affianca il capolavoro gogoliano, scritto da Rebora in occasione della prima edizione del libro, nel 1920. Nel lungo saggio dedicato al racconto, un'indagine minuziosa e mirabile che non ha forse eguali nell'Italia di quell'epoca, Rebora ci offre un'interpretazione che oltrepassa le letture canonizzate e i luoghi comuni che allora come oggi eludono le interrogazioni fondamentali della «parabola» gogoliana.
Recensioni degli utenti
Fantasmagoria alla Gogol - 21 marzo 2011
Il mite Akakij Basmackin è un impiegato ministeriale bersaglio dei colleghi. Dopo un anno di privazioni riesce a comprarsi un cappotto nuovo dal sarto Petrovic. Purtroppo viene assalito per strada e derubato di detto cappotto. In seguito a questo accidente Akakij muore di disperazione e di freddo. Il suo fantasma ritorna per le strade di Pietroburgo per strappare il cappotto ai passanti come nemesi dell'estinto. E' il solito romanzo paradossale di Gogol che, come ne "Il Naso" e ne "Il Calesse", denuncia l'ambiguità e la falsa apparenza di Pietroburgo che con la sua burocrazia impiegatizia sacrifica tutti i valori della vita. Unico rimedio è la morte o la follia.
La crudeltà dell'animo umano - 29 settembre 2010
Il Cappotto caratterizza in modo preciso la maniera gogoliana in una duplice direzione: realistica e fantastico-grottesca. E' la storia di un piccolo impiegato, Alakij Akakevic': accorgendosi che il suo vecchio e logoro cappotto non ne può più e dovendone acquistare uno nuovo egli deve ricorrere a un'infinità di privazioni, come la drastica riduzione dei pasti o l'impegno di camminare con passo leggero per non consumare le suole delle scarpe. Ma quando finalmente il sogno è realizzato la sua felicità dura poco: di ritorno da una festa due malviventi glielo portano via. Infelice e avvilito, Akakevic' se ne torna a casa durante l'imperversare di una violenta tormenta di neve: si becca un'angina e dopo quarantottore muore. Nessuno s'accorge della sua morte come nessuno, o quasi, s'era accorto della sua esistenza. A questo punto s'inserisce l'elemento fantastico: il fantasma di Akakevic' inizia ad errare per le vie di Pietroburgo, alla ricerca del suo cappotto e si vendicherà proprio su chi l'aveva maltrattato nel lavoro, nascondendosi dietro una superiorità immeritata. Infine, placato, il fantasma non compare più.
Un sogno da poco - 25 settembre 2010
La storia è quella di un povero impiegato, il cui unico sogno nella vita è di avere un cappotto nuovo. Quando alla fine dispone del denaro (dopo sacrifici inauditi, come l'abolizione della candela la sera, la rinunzia frequente al pasto e simili), e il cappotto è pronto nelle sue mani, e tutto in un crescendo mirabile di penetrazione e comprensione umana, la prima volta che esce indossandolo è aggredito e derubato dell'indumento… Il protagonista è rappresentato come un tipo pateticamente umile e sottomesso, e il racconto passa attraverso tutta la gamma di atteggiamenti verso di lui, dalla beffa alla pietà.