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Bugiardi e innamorati

Bugiardi e innamorati

di Richard Yates


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  • Editore: Minimum Fax
  • Collana: Minimum classics
  • Traduttore: Lombardi Bom A.
  • Data di Pubblicazione: gennaio 2011
  • EAN: 9788875212971
  • ISBN: 887521297X
  • Pagine: 319
  • Formato: brossura

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Trama del libro

La giovane moglie di un professore universitario, due bambini figli di madri divorziate, un'impulsiva prostituta londinese, un soldato in licenza a Parigi, una scultrice che sogna fama e gloria, un impiegato che aspira a una vita libera, uno scrittore in trasferta a Hollywood: da questi personaggi così vari, eppure uniti da uno stesso desiderio di qualcosa di nuovo che cambi le loro vite, il genio narrativo di Richard Yates tira fuori sette racconti che descrivono quel groviglio di sentimenti contraddittori, talvolta inconsapevoli e spesso incomprensibili che costituiscono un amore. E il lettore non può fare a meno di sentirsi trascinato, coinvolto, messo a nudo e infine assolto dalla propria umanità, così come vengono assolti, prima dell'ultima riga, i protagonisti di questa carrellata di affetti e menzogne. Prefazione di Giorgio Vasta.

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Voto medio del prodotto:  4 (4 di 5 su 4 recensioni)

4Bugiardi e innamorati, 27-07-2011
di - leggi tutte le sue recensioni
Se amate questo autore non rimarrete delusi da questa ennesima sua raccolta, dei tipici "antieroi" yatesiani che cercano di restare a galla nel mare della vita ma finiranno per morirne affogati, disillusi, ingenui o meschini, disadattati. Cercano, dispensano e fingono amore, un amore che tuttavia non si rivelerà che un semplice appannaggio privo di appagamento. E, com'è tipico dell'universo di Yates, tutto si risolverà nel vuoto del fallimento. Amaro e, purtroppo, spesso vero.
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4Bugiardi e innamorati, 24-07-2011
di - leggi tutte le sue recensioni
Sono 8 piccoli frammenti, cronache di una fine e di dolorose peripezie. Sono però disastri annunciati, crolli che avvengono con dolcezza ma inesorabilmente perché di questo siamo fatti ci dice Yates, di abbagli e illusioni e mistificazioni che contengono già in sé stessi l'inceppamento, il fallimento.
Sono più bugiardi che innamorati i personaggi di questi racconti; bugiardi come lo erano April e Frank Wheeler di Revolutionary Road.
I Wheeler però pensavano più in grande, avevano aspirazioni più alte. Qui i progetti sono ridimensionati.
Helen che ha 41 anni, "un'età in cui perfino i romantici devono ammettere che la giovinezza se ne è andata", ha aspirazioni artistiche e sogna che scolpire la testa del presidente Roosevelt per poi regalargliela segnerà una svolta nella sua vita.
Warren dopo che la moglie lo ha lasciato ritrova la sua baldanza perché una giovane prostituta in cerca di sicurezza si dichiara innamorata di lui.
E Bill, protagonista del racconto forse più bello, "Saluti a casa", recita a beneficio del collega d'ufficio la parte del bohémien perché "se uno è abbastanza giovane può provare una grande euforia nel fingere di essere quello che non è".
Sono bugiardi dicevamo, e lo sono tanto più quando recitano la parte degli innamorati. E le piccole notazioni taglienti di Yates sottolineano impietosamente l'artificiosità delle rappresentazioni.
Ma perché si finge? Perché non siamo capaci di altro, dice Yates. Se la quotidianità è mortificante si finisce col vivere in una sorta di bovarismo perenne, immaginandosi destinati a ben altro.
Se le aspettative, sopratutto quelle su noi stessi, sono destinate ad un crollo lento ma inesorabile si può aggirare l'inadeguatezza alla vita attraverso la finzione. Ma l'aggiramento non riesce e quando svanisce la nebbia dell'artificio le macerie sono tutte là.
Richard Yates teneva appesa al muro della stanza in cui lavorava questa frase di Adlai Stevenson, candidato democratico alla presidenza degli Stati Uniti degli anni '50: "Gli Americani sono sempre stati inconsciamente convinti che tutte le storie avranno un lieto fine".
Ma tutta la sua produzione letteraria sembra lavorare per vanificare questa illusione. E fa riflettere anche il fatto che Yates riconosceva in Flaubert e Fitzgerald i suoi maestri. Maestri di stile, per la perfezione della loro scrittura, ma anche descrittori straordinari dei fallimenti umani.
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4Più bugiardi o più innamorati?, 12-07-2011
di - leggi tutte le sue recensioni
Io l'avrei intitolato "Storie di ordinaria insoddisfazione e frustrazione".
Sette racconti, tutti molto belli, legati da un filo conduttore che, a mio avviso, risiede in qualcosa di molto comune.
La sensazione di vivere una vita che non ci appartiene e di vestire panni che non sono i nostri.
Fortunatamente nella maggior parte dei protagonisti si palesa un forte desiderio di cambiamento e soprattutto di riscatto.
Si sprigiona a volte a causa di una sofferenza, altre a seguito di un incontro casuale, altre ancora con un colpo di fortuna.
L'importante è uscirne fuori e mirare alla rinascita o almeno poter dire di averci provato.
Yates si lascia leggere e, tra il riso e il pianto, condisce tutto con un pizzico di ironia.
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4Bugiardi e innamorati, 02-04-2011
di - leggi tutte le sue recensioni
Questo libro è un'autentica perla, consigliato a chi ama le buonissime letture. Certo, è meglio non avvicinarsi alla sua lettura se siamo in un periodo negativo e vediamo tutto nero, perché i protagonisti dei racconti sono dei disadattati che desiderano cambiare la loro vita, riscattarsi, ma che non ne hanno la possibilità e rimangono nella loro disperazione: due bambini che soffrono a causa del divorzio dei loro genitori, una prostituta londinese che sogna che uno dei suoi clienti si innamori di lei, un soldato americano che cerca il primo amore a Parigi, un impiegato che sogna di uscire dalla sua vita ordinaria e diventare uno scrittore, un newyorkese che tenta di integrarsi nella Hollywood frivola e dai rapporti interessati...

Poiché avevo da poco finito di leggere la raccolta di racconti di Carver, ho riflettuto sulle somiglianze e differenze fra i personaggi "carveriani" e quelli "yatesiani" e penso che ci siano molte somiglianze, perché entrambi gli autori descrivono individui che hanno difficoltà a integrarsi nella società, che falliscono, che non ce la fanno ad essere felici! Forse però Yates ha una vena di pessimismo maggiore, perché Carver spesso termina i suoi racconti lasciando qualche spiraglio aperto, come se la vita potesse mutare e la sorte riservare un finale più sorridente per i protagonisti, mentre quando finisci un racconto di Yates sai che non esisterà nessun "happy end" e che la felicità è solo un'illusione.
Malgrado la tristezza di fondo, consiglio comunque di leggere questi racconti perché ci spingono a fare riflessioni sulla vita che non possono far altro che arricchirci!
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