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Blu. Storia di un colore

Blu. Storia di un colore

di Michel Pastoureau


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  • Editore: Ponte alle Grazie
  • Collana: Saggi
  • Traduttore: Ascari F.
  • Data di Pubblicazione: aprile 2008
  • EAN: 9788879289559
  • ISBN: 8879289551
  • Pagine: 237
  • Formato: brossura

Descrizione del libro

Ormai è il colore preferito dalla maggior parte delle persone, eppure la storia ci insegna che non è sempre stato così: presso gli antichi Greci e Romani, per esempio, il blu aveva una connotazione fortemente negativa, tanto da essere associato agli spregevoli Barbari. A documentare la lenta ma progressiva inversione di tendenza che lo riguarda è un esperto in materia come Michel Pastoureau, che ripercorre le principali tappe di questo significativo rovesciamento e da vita a un articolato excursus storico che mette in luce l'uso quotidiano, la "rivalità" con gli altri colori, il valore simbolico, il ruolo economico, artistico e letterario che il blu ha avuto dal Neolitico sino ai giorni nostri. Considerato un fatto sociale in piena regola, il blu e le sue alterne fortune rappresentano pertanto il ritratto in continuo divenire di una società, quella umana, costantemente impegnata a fissare e ridefinire la propria scala di valori.

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Voto medio del prodotto:  4 (4 di 5 su 2 recensioni)

3La vita del blu., 31-05-2012
di - leggi tutte le sue recensioni
Per me é stato un bellissimo regalo... Non era difficile immaginare che prima o poi qualcuno me lo avrebbe regalato... Il BLU é da sempre il mio colore preferito! Bellismo excursus nella storia del colore BLU... Impiego, superstizioni, simbolismi... Tutto ci che il BLU ha significato nel bene o nel male... Insomma... Tutta la vita del blu!
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5Blu. Storia di un colore, 22-10-2010, ritenuta utile da 2 utenti su 2
di - leggi tutte le sue recensioni
Strabiliante nel metodo di Pastoureau è la capacità dello storico di passare dallo studio dei metodi di tintura alle dispute teologiche sulla luce, dall’analisi della moda alla fortuna dei colori nella pittura e così via, senza mai inseguire conclusioni assolute e anacronistiche: non si troverà in questo libro una simbologia dei colori valida per ogni popolo e ogni tempo, perché il colore è un’entità sociale, culturale, storica.
Affascina, anzi, il contrasto fra il dato fisico immutabile nel tempo (per esempio, l’arcobaleno che si stendeva nei cieli dell’anno Mille era ovviamente frutto dello stesso fenomeno fisico che lo genera oggi) e la varietà della percezione (e nominazione) di questo dato (in tempi diversi colori diversi sono stati visti, individuati, nominati nell’arcobaleno).
Notevole anche la capacità dell’autore di isolare avvenimenti e situazioni particolarmente significative ai fini della sua argomentazione e insieme affascinanti quali storie che ci svelano altri mondi: dai tintori di panni rossi che nel XIII secolo chiedono ai maestri vetrai di rappresentare i diavoli in blu sulle vetrate delle chiese per screditare la moda del nuovo colore, alle ridipinture subite da una statua della Madonna a Liegi: nera nell’anno Mille, blu nel XIII secolo, dorata alla fine del XVII e infine bianca nello scorcio dell’Ottocento, in ossequio ai mutevoli orientamenti della riflessione teologica mariana. «Questa sovrapposizione di quattro colori successivi in un millennio di storia fa di questa fragile scultura un oggetto vivo, oltre che un eccezionale documento di storia pittorica e simbolica». Ci sarebbero poi da citare i contrasti fra i teologi come l’abate Suger, che esaltano il colore quale rappresentazione della luce divina e mezzo per rendere lode a Dio, e quelli come san Bernardo di Chiaravalle, che lo condannano in quanto materia, involucro, belletto, vanitas; il fatto che l’iride, lo spettro dei colori, per noi forma obbligata della loro rappresentazione, fosse del tutto estranea alla sensibilità medievale e si affermi come sapere comune e forma comune della percezione soltanto dopo gli studi di Newton; la nascita in Francia della simbologia politica del blu e del rosso durante la Rivoluzione ecc.
Il volume ci introduce in mondi lontani dal nostro, dominati da sensibilità diverse, mutevoli, in contrasto fra loro, e conduce a una più ampia esperienza dell’essere umano.
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