La bestia umana
- Editore:
Rizzoli
- Collana:
- BUR Classici
- Edizione:
- 1
- Traduttore:
- Francavilla F.
- Data di Pubblicazione:
- 18 giugno 1976
- EAN:
9788817120821
- ISBN:
8817120820
- Pagine:
- 384
Recensioni degli utenti
Bellissimo e sinistro - 1 maggio 2012
Il romanzo, un esempio chiaro della corrente naturalista francese, tiene il lettore con il fiato sospeso fino all'inaspettata conclusione: l'ambientazione alienante della ferrovia di Parigi, le figure femminili, le ossessioni omicide del protagonista coincideranno alla fine e porteranno quest'ultimo a compiere un'azione delittuosa apparentemente inspiegabile. Magistrale Zola.
Zola un maestro. - 26 settembre 2011
amo follemente Emile Zola, secondo me uno dei migliori e più incisivi scrittori, che con descrizioni tese e sentimenti indagati fin nei mimini dettagli anche nei recessi più bui guarda ai protagonisti con sguardo assolutamente privo di giudizio, senza morale e senza prediche. Il romanzo del delitto, ed è il romanzo della locomotiva. Lei potente, lucida, ubbidiente, è la bestia da domare da Jacques ma è soprattutto la panacea di Jacques per domare la bestia che sempre in lui respira nell'ombra. E' stato definito dalla critica dell'epoca il romanzo "del Delitto, del Desiderio, del Destino" ed è così. Il delitto viene commesso, premeditato, cruento, fatale. Ma vi è anche il delitto che non viene commesso, quello celato nel cuore di chi invece lo desidera ma non ne ha il coraggio, il delitto sospettato e che si avvera senza che nessuno possa ostacolare il corso degli eventi e il delitto commesso ma che non andrà a buon fine. Vi è la passione irragionevole e il destino di tutti i personaggi che vedranno la loro caduta, inesorabile. Un libro che è anche e soprattutto un'aspra critica sociale, una critica verso la magistratura corrotta e verso il secondo impero. Un libro che non può deludere certamente!
Il progresso assassino - 21 ottobre 2010
Protagonista del romanzo, è in realtà, la locomotiva, con il mondo della "ferriere" che le ruota attorno. La macchina, da simbolo del progresso e dello sviluppo della civiltà, diventa spettatrice indifferente e complice, dunque, di un terribile omicidio pianificato e calcolato nei minimi dettagli. Essa è la "bestia umana", il prodotto del progresso che disumanizza e priva la persona dei connotati che la distinguono dall'animale.