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Dalla Banca Parmense alla Banca d'Italia. Il credito a Parma prima e dopo l'Unità dai documenti inediti degli Archivi di Stato di Parma e della Banca d'Italia

Dalla Banca Parmense alla Banca d'Italia. Il credito a Parma prima e dopo l'Unità dai documenti inediti degli Archivi di Stato di Parma e della Banca d'Italia

di E. Camurani (a cura di)


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  • Editore: Mattioli 1885
  • Collana: Archivi storici
  • A cura di: E. Camurani
  • Data di Pubblicazione: novembre 2013
  • EAN: 9788862613743
  • ISBN: 8862613741
  • Pagine: 143
  • Formato: brossura

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Descrizione del libro

Il volume è dedicato alla ricostruzione della nascita del primo Istituto di Credito ordinario nei Ducati, la Banca Parmense, e la sua acquisizione da parte della Banca Nazionale di Torino che la trasforma in propria sede sul territorio. Sorta al tramonto della Dinastia Borbonica con la protezione di Luisa Maria e dei suoi Ministri quale strumento di sviluppo dell'economia dei Ducati, venne prontamente riconosciuta dal nuovo Governo dell'Emilia di Luigi Carlo Farini e, dopo la proclamazione dell'Unità d'Italia, divenne la sede della Banca Nazionale di Torino che, di lì a poco, Quintino Sella la volle Banca d'Italia. La ricostruzione è fatta sui documenti inediti conservati nell'Archivio di Stato di Parma per la parte relativa all'età Ducale e sui documenti forniti dall'Archivio Storico della Banca d'Italia all'autore per le trattative con la Banca Nazionale e per il successivo atto di acquisto delle Azioni possedute dagli oltre trecentocinquanta azionisti della Parmense. L'elenco degli Azionisti,in ordine alfabetico, offre un rilevante spaccato della società parmense e piacentina del tempo, con le qualifiche di ogni socio, la sua professione ed il numero di Azioni posseduto. Larga la presenza di nobili, ma soprattutto di funzionari civili e militari del Ducato, molti commercianti, donne ed ebrei, numerosissimi i laureati; solo una decina gli enti economici, tra cui Banchi di Milano, Livorno e Reggio Emilia. Si notano anche albergatori e due ostesse. Prefazione di Andrea Zanlari.


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