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Il bambino con il pigiama a righe

di John Boyne

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Descrizione del libro

Leggere questo libro significa fare un viaggio. Prendere per mano, o meglio farsi prendere per mano da Bruno, un bambino di nove anni, e cominciare a camminare. Presto o tardi si arriverà davanti a un recinto. Uno di quei recinti che esistono in tutto il mondo, uno di quelli che ci si augura di non dover mai varcare. Siamo nel 1942 e il padre di Bruno è il comandante di un campo di sterminio. Non sarà dunque difficile comprendere che cosa sia questo recinto di rete metallica, oltre il quale si vede una costruzione in mattoni rossi sormontata da un altissimo camino. Ma sarà amaro e doloroso, com'è doloroso e necessario accompagnare Bruno fino a quel recinto, fino alla sua amicizia con Shmuel, un bambino polacco che sta dall'altro lato della rete, nel recinto, prigioniero. John Boyne ci consegna una storia che dimostra meglio di qualsiasi spiegazione teorica come in una guerra tutti sono vittime, e tra loro quelli a cui viene sempre negata la parola sono proprio i bambini. Età di lettura: da 12 anni.

Voto medio del prodotto:  4.5 (4.7 di 5 su 3 recensioni)

5Una storia toccante e commovente., 10-02-2021
di - leggi tutte le sue recensioni
Racconta gli orrori di Auschwitz dal punto di vista di Bruno, un bambino di 9 anni, che non sa nulla della guerra, degli ebrei, né dei campi di concentramento, nonostante suo padre sia proprio il comandante dei soldati del campo. Questo libro era da tempo nella mia libreria e ho scelto di leggerlo proprio a gennaio in onore del Giorno della Memoria, perché per il passato non possiamo più fare nulla, ma ricordare è doveroso, affinché tragedie simili non accadano mai più. La particolarità di questa storia è che ci viene raccontata attraverso gli occhi di un bambino, non avevo mai letto nulla del genere ed è stato emozionante. Questo romanzo mi ha lasciato una profonda tristezza, sono rimasta colpita dall'innocenza del protagonista e mi sono affezionata a lui fin dall'inizio. Lo stile è semplice e scorrevole, il libro breve ma molto intenso, io l'ho letto in un weekend. Il ritmo è tranquillo ma coinvolgente. Il tipo di narrazione è particolare, i pensieri e le emozioni sono quelli di un bambino quindi così come i dialoghi e le domande che si pone, interrogativi a cui nessuno dà risposte soddisfacenti.
Tutte le descrizioni sono molto dettagliate, è commovente come vengono descritti luoghi, persone e situazioni.
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5Bellissimo acqu, 13-11-2019
di - leggi tutte le sue recensioni
Mi ha soddisfatto l'acquisto fatto poi il ritiro alla posta e molto comodo niente più preoccupazioni di perdere il pacco il libro è molto bello e commovente
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4Commovente, 23-09-2011, ritenuta utile da 11 utenti su 15
di - leggi tutte le sue recensioni
Libro che racconta di una bellissima quanto tristissima amicizia che sconvolgerà in tutti i sensi la vita dei due piccoli protagonisti, due bambini che hanno in comune solo l'età, purtroppo, perché uno, Bruno, é il figlio di un generale nazista mentre l'altro, Schmu, é un ebreo rinchiuso nel lager di Auschwitz. E' un libro che fa molto riflettere su tutta la triste realtà degli ebrei rinchiusi nei campi di sterminio, nel totale abbandono e sporcizia, su quanto i bambini posseggano quella straordinaria dote di non badare alle differenze di ceto e religione, su quanto siano impavidi nell'affrontare qualunque cosa in nome dell'amicizia e su quanto, a volte, le colpe dei grandi ricadano proprio sulle loro teste.
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