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L' architettura di sopravvivenza. Una filosofia della povertà

L' architettura di sopravvivenza. Una filosofia della povertà

di Yona Friedman


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  • Editore: Bollati Boringhieri
  • Collana: Temi
  • Traduttore: Fassino G.
  • Data di Pubblicazione: settembre 2009
  • EAN: 9788833920115
  • ISBN: 8833920119
  • Pagine: 167
  • Formato: brossura

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Descrizione del libro

A chi spetta il diritto di decidere in materia di architettura? Come assicurare questo diritto alle persone cui esso spetta? Come farlo in un mondo che va verso una povertà crescente? Come sopravvivere in tale mondo? Sono queste le domande a cui Yona Friedman cerca di rispondere nel presente libro, che non vuole lanciare l'ennesimo attacco all'architettura moderna, ma tentare di proporre soluzioni che rispettino le condizioni di sopravvivenza della specie umana. Di fronte agli attuali problemi di impoverimento e di esaurimento delle risorse diventa indispensabile un'architettura "povera" che riscopra i valori naturali e le tecniche compatibili con un modo di vita più sobrio. Risponde a queste esigenze l'architettura di sopravvivenza. Essa, a differenza dell'architettura classica che mira a cambiare il mondo per renderlo favorevole all'uomo, cerca di limitare le trasformazioni, conservando solo quelle necessarie a migliorare e rendere abitabili gli ecosistemi esistenti. In altre parole, l'architettura classica trasforma le cose per adeguarle all'uso umano, mentre l'architettura di sopravvivenza prova a modificare il modo in cui l'uomo si serve delle cose.

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Voto medio del prodotto:  4 (4 di 5 su 1 recensione)

4fuori dal coro, 12-10-2010
di - leggi tutte le sue recensioni
Questo è senza dubbio un libro sull'architettura fuori dal coro.Non si condanna il progetto urbano contemporaneo ma lo si analizza cercando di estrapolare dei punti incontrovertibili: la sostenibilità, l'impatto e l'utilizzo dei materiali.
E' quasi un manifesto utopico ciò che ci propone Friedman.Pensare all'architettura non come beneficio assoluto dell'uomo ma come un atto che dovrebbe essere il meno invasivo possibile. Il problema delle limitate risorse naturali, della diffusa povertà e dell'inquinamento qui trovano un collante per proporre nuove idee e nuovi ideali architettonici.
Un libro caldamente consigliato a tutti per capire che l'architettura non è solo servilismo della classe agiata ma come possa essere effettivamente utilizzata come "strumento" per tutti, anche a favore di un mondo sostenibile.
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