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L' anno dell'inondazione

L' anno dell'inondazione

di David Ely


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  • Editore: Cargo
  • Collana: Biblioteca di Cargo
  • Traduttore: Francis F.
  • Data di Pubblicazione: ottobre 2009
  • EAN: 9788860050298
  • ISBN: 8860050294
  • Pagine: 272
  • Formato: brossura

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Trama del libro

Nella futuristica e sardonica fiaba di Ely, i robot da attacco funzionano come cani da guardia per un governo in stile Grande Fratello, gli uomini sono creati in provette e le famiglie sono una realtà appartenente al passato. La maggior parte delle persone non fa sesso come intendiamo noi, ma ne fa "esperienza" in appositi macchinari chiamati stimulator. Quelli che si riproducono alla vecchia maniera sono "gli esclusi", condannati a vivere nelle colonie della giungla e delle riserve. In questa società altamente impersonale e ultraconformista, William Fowke, ingegnere di Baltimora, viene subito bollato come un piantagrane quando fa presente ai superiori l'esistenza di una falla nella Barriera, massiccia diga che tiene a freno l'Atlantico, permettendo a milioni di americani di abitare il litorale orientale artificialmente esteso. Per questa iniziativa, Fowke è imprigionato, e poi trasportato in una "colonia" del Kansas. La sua fuga verso Washington e il suo rapporto con Julia, la glaciale agente che lo deve arrestare e che forse lo ama, occupano la seconda parte della storia.

Voto medio del prodotto:  5 (5 di 5 su 1 recensione)

5Il diluvio prossimo venturo, 19-07-2010
di - leggi tutte le sue recensioni
Lo raccomanda Valerio Evangelisti, e tanto dovrebbe bastare. Uscito negli Usa nel 1992 e tradotto da noi con un ritardo che può essere giustificato solo dallo stato preagonico in cui versa la fantascienza, è in effetti una straordinaria antiutopia. Dell’autore, un giornalista americano, si sa pochissimo (ha passato l’ottantina, è stato attivista per i diritti civili), ma un dato è significativo: è da un suo romanzo che John Frankenheimer trasse Operazione diabolica, misconosciuto capolavoro fantastico degli anni ’60. In un futuro non troppo lontano, l’umanità è governata da un regime che reprime la libertà scoraggiando i contatti interpersonali. Scienza e tecnologia hanno fatto passi giganteschi (o almeno così pare) e la dimostrazione più palese di tanto progresso è la Barriera, una diga ciclopica estesa dal Canada alla Florida, che ha aumentato di un terzo il territorio degli Usa. Uno degli ingegneri preposti al controllo della struttura scopre delle infiltrazioni d’acqua. Temendo che possano minacciare la stabilità del manufatto, cerca di avvisare i suoi superiori, ma nessuno gli dà ascolto. Deciso a farsi sentire, sale tutti i gradini della gerarchia. Incappa così nel meccanismo repressivo del sistema, divenendo un paria. Ma continua caparbiamente a dire la sua verità. Sino a capire perché nessuno vuole ascoltarlo. Sono molti i motivi di fascino del romanzo. Intanto l’originalità del contesto che sebbene descritto solo con rapidi accenni, si impone potentemente. E il regime che perseguita il protagonista - più simile al mondo nuovo di Huxley che al 1984 di Orwell - è anch’esso qualcosa di mai visto prima. È però la barriera a colpire il lettore. Monumento alla stupidità umana, tanto incommensurabile quanto effimero, spartiacque tra l’implacabile ribollire dell’Atlantico e la fugace presenza dell’umanità, è metafora che ci riguarda tutti.
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