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Amok. Le stragi dell'odio

Amok. Le stragi dell'odio

di Massimo Picozzi, Carlo Lucarelli


In pubblicazione
  • Editore: Mondadori
  • Collana: Strade blu
  • Data di Pubblicazione: gennaio 2018
  • EAN: 9788804685975
  • ISBN: 8804685972
  • Pagine: 336

Descrizione del libro

Li chiamano "rampage killer", dove rampage sta per una furia improvvisa, un'esplosione letale. Parliamo di assassini che uccidono più persone insieme, utilizzando armi da fuoco, esplosivi, incendi, ma anche veicoli lanciati contro vittime innocenti. Le stragi possono avvenire sul posto di lavoro, nelle scuole, nelle piazze e nei locali pubblici, per motivi religiosi, politici, razziali. E il filo conduttore è sempre uno: l'odio. Se in tutto il mondo il numero complessivo degli omicidi sembra diminuire, non accade così per gli hate crimes, delitti commessi contro persone discriminate in base all'appartenenza, vera o presunta, a un gruppo sociale. Ad alimentare l'odio e innescare la furia omicida sono i pregiudizi legati al sesso, all'etnia, alla lingua, alla nazionalità, all'aspetto fisico, alla religione, all'identità di genere, all'orientamento sessuale e alla presenza di disabilità. Gli autori alternano la ricostruzione di eventi drammatici e il profilo dei criminali responsabili a un'analisi dei meccanismi psicologici, culturali e sociali che ne hanno condizionato la comparsa e decretato il terribile successo. Non più serial killer. Sono loro i mostri del ventunesimo secolo, i rampage killer, gli assassini che in preda a un furore incontrollabile, compiono stragi con una frequenza mai vista.
Carlo Lucarelli e Massimo Picozzi in "Amok. Le stragi dell’odio" studiano un fenomeno diventato, purtroppo, quasi quotidianità e con cui tutti ci dobbiamo confrontare. Gli attentati che si susseguono uno dopo l’altro e ci lasciano senza fiato, attaccati alla televisione, o purtroppo vittime o spettatori di tanta brutalità scadenzano ormai le nostre giornate e le colorano di un sottile filo di paura. Loro sono i rampage killer, dove rampage sta per una furia improvvisa, un’esplosione letale. Sono assassini che uccidono più persone insieme, utilizzando armi da fuoco, esplosivi, incendi, ma anche veicoli lanciati contro vittime innocenti. Le stragi possono avvenire sul posto di lavoro, nelle scuole, nelle piazze e nei locali pubblici, per motivi religiosi, politici, razziali. E il filo conduttore è sempre uno: l’odio. Non c’entra l’Islam o la religione, l’unico vero motivo è il disagio che cresce e che fa, a sua volta, aumentare in modo esponenziale l’odio verso l’altro, verso ciò che è diverso e che nella testa del futuro killer è la causa del suo malessere. Ad alimentare l’odio e innescare la furia omicida sono i pregiudizi legati al sesso, all’etnia, alla lingua, alla nazionalità, all’aspetto fisico, alla religione, all’identità di genere, all’orientamento sessuale e alla presenza di disabilità. Lucarelli e Picozzi alternano la ricostruzione di eventi drammatici e il profilo dei criminali responsabili a un’analisi dei meccanismi psicologici, culturali e sociali che ne hanno condizionato la comparsa e decretato il terribile successo. Non sono più serial killer perché sono loro i mostri del ventunesimo secolo, i rampage killer, gli assassini che in preda a un furore incontrollabile, compiono stragi con una frequenza mai vista e a cui, secondo gli autori di "Amok", dovremo abituarci.

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