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di Charles Dickens


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  • Editore: Feltrinelli
  • Collana: Universale economica. I classici
  • Edizione: 2
  • Traduttori: Buitoni M., Corsini G., Miniati G.
  • Data di Pubblicazione: settembre 2008
  • EAN: 9788807821356
  • ISBN: 8807821354
  • Pagine: 352
  • Formato: brossura
Dickens, severo e attento osservatore della realtà sociale del suo paese, arriva per la prima volta in America nel 1841, convinto di trovarvi realizzati gli ideali rivoluzionari di libertà, giustizia e progresso. Il viaggio si risolve, in realtà, in una feroce disillusione. "America" è la storia di un rapporto di amore e odio, verso gli Stati Uniti e gli yankee, da parte di uno dei più moderni e "americani" rappresentanti del vecchio mondo.

Note su Charles Dickens

Charles Dickens (Portsmouth 1812- Higham 1870) è stato uno dei maggiori scrittori dell’Ottocento inglese ed il caposcuola dei romanzi sociali, che mettevano al centro della narrazione la vita delle classi operaie. Dopo un’infanzia difficile, iniziò quindicenne a lavorare come stenografo presso uno studio legale e poco dopo a occuparsi di cronaca per due importanti quotidiani londinesi. Dickens, insieme ai primi articoli, pubblicò anche una serie di racconti brevi dedicati alla vita in città. È nel 1836 però che divenne famoso come autore di “I segreti del circolo Pickwick”, racconto ironico e dissacrante dell’Inghilterra di primo Ottocento. L’anno seguente uscì “Oliver Twist”. Il nuovo scritto di Dickens fu il primo romanzo in inglese ad assegnare il ruolo di protagonista ad un ragazzo, descrivendo la vita quotidiana delle classi povere senza sentimentalismi né romanticismi. Il successo questa volta dilagò anche oltreoceano, negli Stati Uniti. Il trionfo di critica e pubblico si ripeté anche con “David Copperfield”. L’opera, caratterizzata da molti elementi autobiografici, confermò la sua eccezionale bravura. Gli ultimi anni dello scrittore furono segnati da numerose conferenze e viaggi. Le sue condizioni psicofisiche invece, dopo essere sopravvissuto ad un incidente ferroviario, divennero sempre più precarie. Cinque anni dopo Charles Dickens morì nella sua casa nel Kent il 9 giugno 1870.

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Voto medio del prodotto:  5.0 (5 di 5 su 1 recensione)

5.0Dickens, l'America e un istituto di ciechi, 20-12-2011, ritenuta utile da 48 utenti su 51
di - leggi tutte le sue recensioni
Ho letto questo libro qualche tempo fa, mi era piaciuto in tutti i suoi aspetti, ma una sua parte ha preso il sopravvento totale nella mia memoria: quella dedicata alla visita a un istituto di ragazzi ciechi e sordo-ciechi.
In pratica, il bellissimo libro in cui Dickens descrive un suo viaggio negli Stati Uniti, è sicuramente molto consigliabile e risulta prezioso per chi voglia una storia vera, un documento di vita vissuta. Nel 1840 circa, l'autore inglese ebbe un invito di lavoro e svago in questo Paese, molto diverso dall'attuale, molto in crescita.
Una pagina singolare di questo diario è dedicata alla visita del Dickens a un istituto modello in cui venivano educati sia ragazzi ciechi, che sordo-ciechi. Non di rado gli allievi del collegio appartenevano a famiglie di buona condizione, e persino ricche. Le pagine in questione rimangono indelebilmente nella memoria di chi, come me, vive questi problemi dall'interno; le riflessioni sono moltissime, prima fra tutte, la differenza di impostazione educativa che passa tra l'istituto americano e le coeve esperienze europee. Negli U. S. A, a quanto pare, nulla si sapeva della scrittura Braille, da poco inventata, ma il livello di apprendimento impartito ai giovanissimi ospiti è chiaramente elevato, e ne fa testimonianza l'accoglienza di alunni ancor più svantaggiati, perché privi anche dell'udito. Ciò avviene vari decenni prima dell'esperienza di Helen Keller e della sua "maestra" Anna dei miracoli e spiega come e perché, a chi abbia potuto constatarlo, la "presenza" di ciechi nella letteratura americana statunitense risulti così sottilmente diversa dall'analoga presenza nella letteratura europea. Io vorrei poter dire nella vita, ma mi limito a parlare di libri, e questo libro merita di essere letto.
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