L'africano. Ediz. illustrata
- Editore:
Instar Libri
- Collana:
- Le Antenne
- A cura di:
- M. Balmelli
- Data di Pubblicazione:
- 8 gennaio 2007
- EAN:
9788846100825
- ISBN:
8846100824
- Pagine:
- 102
- Formato:
- brossura
- Argomenti:
- Memorie, Letteratura, storia e critica: letteratura dal 1900
Libro L'africano. Ediz. illustrata di Jean-Marie Gustave Le Clézio
Trama libro
Nel 1948, a otto anni, J.M.G. Le Clézio lascia Nizza, la sua città natale, e con la madre e il fratello parte per la Nigeria, dove il padre, che non ha mai conosciuto, è medico nell'esercito britannico. Inizia così uno straordinario viaggio che, più di cinquant'anni dopo, sarà oggetto di questo libro. Le Clézio racconta il continente nero attraverso gli occhi di un bambino che entra in contatto con un mondo dove tutto - natura, sole, temporali, insetti "esiste" con intensità e violenza, un mondo che gli regala una sensazione di libertà fisica e mentale per lui fino a quel momento sconosciuta. Fondamentale è l'incontro con il padre, uomo duro, abituato alla solitudine cui lo ha costretto la guerra. È dalla prospettiva del bambino che viene descritta la sua severità, il suo modo di vestire e i tentativi di ricuperare il tempo perduto con i figli. E sempre dalla stessa prospettiva emerge l'ammirazione verso quest'uomo misterioso, cui Le Clézio tenta di "avvicinarsi" per tutto il libro. Ad accompagnarlo nella sua indagine ci sono le foto scattate proprio dal padre, immagini piene di suggestione, non professionali e, forse per questo, assolutamente autentiche.
Recensioni degli utenti
L'africano - 4 agosto 2011
C'è da dire che l'autore non ha vinto il nobel per questo scritto della maturità, qui c'è tuttavia molto, perché in Africa l'autore c'ha passato alcuni lunghi anni (credo dagli 8 ai 14) al seguito del padre, medico itinerante tra il Camerun e la Nigeria. E si sente questa partecipazione, sia perché le immagini che restituisce sono le sue vissute, anche se con gli occhi di un bambino, che gioca con le termiti e corre spensierato tra l'erba alta. Belle anche le foto d'epoca del suo archivio privato. Poi, da leggere e meditare, il rapporto con questo strano padre, fuggito (o fatto andar via) dalle isole Mauritius, approdato in Francia e messo a studiare medicina in Inghilterra. Un tipo poco incline al rispetto delle forme, per cui preferisce, ad un comodo posto in ospedale, un incarico di missione, prima nella Guyana, e poi in Africa. Lo immaginiamo, con quegli occhialetti tondi, la faccia che ricorda Joyce, e la durezza che si deve sviluppare per poter vivere in un ambiente quanto meno ostico, se non ostile. Immaginiamo anche il grande amore per la moglie, che lo segue in questa vita faticosa (siamo negli anni '30). Per poi tornare brevemente in Francia per far nascere Jean Marie, e trovarsi bloccata lì, per più di 5 anni a causa della II Guerra Mondiale. Alcune pagine scivolano via, o mordono, altre sono di una forza unica. Come la stupenda sintesi del genocidio biafrano in meno di dieci righe. Sarà perché ci s'ha il Mal d'Africa, ma questo almeno l'ho letto con piacere. L'Oceania è lontana invece. Sarà anche magica, ma non mi emoziona (ancora).
L'africano - 26 luglio 2011
L'autore è un francese nato e cresciuto in Africa, e ciò spiega il perchè di questo libro. L'Africa è, infatti, quella dell'eterno ritorno; l'Africa della memoria; l'Africa del passato che si fa di nuovo presente; l'Africa dell'oblio. L'oblio di chi decide di mescolare la propria vita con la terra d'Africa diventando 'altro' rispetto al resto del mondo. Chi si lascia amare dall'Africa, infatti, diventa straniero a se stesso e alla propria famiglia. Inizia ad appartenere a questo continente tradito, e tradisce se stesso. Un romanzo di viscere e d'amore, questo di Le Clezio, scritto magistralmente, e il suo talento sta, soprattutto, nel lasciar respirare le parole, nel lasciarle libere di raccontarsi, come fa la voce in un canto africano.
L'africano - 30 marzo 2011
Qualche refuso di troppo che ne pregiudica il pieno godimento. L'Africa vissuta dall'autore bambino, il quale si ricongiunge al padre medico militare, che non aveva ancora conosciuto, dopo l'isolamento forzato della II Guerra Mondiale. La scoperta della figura paterna autoritaria ed insieme generosa ed umana verso la popolazione africana e la scoperta dell'Africa: libertà assoluta e violenza in ogni sua manifestazione. Come sempre sullo sfondo il colonialismo e lo sfruttamento da parte delle nazioni occidentali... Che ve lo dico a fare?