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Acqua di mare

Acqua di mare

di Charles Simmons


  • Editore: Sur
  • Collana: BigSur
  • Traduttore: Pincio T.
  • Data di Pubblicazione: maggio 2019
  • EAN: 9788869981647
  • ISBN: 8869981649
  • Pagine: 146
  • Formato: brossura
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Trama del libro

Estate 1963. Mentre l’America vive gli ultimi scampoli di ottimismo e prosperità dell’era kennediana, il quindicenne Michael trascorre le vacanze con il padre e la madre nella villa di Bone Point, sulle rive dell’Atlantico. Il loro sereno ménage upper class viene però travolto dall’arrivo della signora Mertz e di sua figlia Zina, ospiti nella foresteria della casa; avvenenti e disinibite, le due donne conquistano fin dal primo istante le attenzioni del ragazzo e di suo padre Peter, scatenando le gelosie della madre e quelle di Melissa, figlia di amici di famiglia e innamorata a sua volta di Michael. In questo gioco erotico di specchi, che non risparmia nessuno – perfino Blackheart, il cane di Michael, sembra incapace di controllarsi quando è nelle vicinanze della cagnetta di Zina, Sonya, a lui sdegnosamente indifferente – il ragazzo conoscerà la prima delusione della sua adolescenza e vedrà messa a dura prova l’amicizia virile che lo lega al padre.
"Acqua di mare", pubblicato per la prima volta nel 1998, è l’ultima opera di un grande scrittore da riscoprire: «un piccolo capolavoro», come lo ha definito il New York Times, una commedia delicata e commovente che SUR ripropone oggi in una nuova traduzione d’autore firmata da Tommaso Pincio.

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Recensioni degli utenti

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Voto medio del prodotto:  4.5 (4.5 di 5 su 2 recensioni)

5Acqua di mare, 15-10-2017
di - leggi tutte le sue recensioni
Cosa si può dire di un romanzo breve il cui narratore è un adolescente e l'autore un ottantenne? E se non lo sai non te ne accorgi! Consigliato a tutti quelli compresi tra queste due fasce d'età!
Ritieni utile questa recensione? SI NO
4Acqua di mare, 11-08-2011
di - leggi tutte le sue recensioni
E' bello ogni tanto lasciarsi andare e scoprire autori contemporanei noti solo a una piccola parte di lettori, un autore purtroppo non prolifico, avendo scritto solo cinque romanzi (adesso è ultraottantenne), editor del New York Times Book Review.
Acqua di mare è un piccolo gioiello, un breve romanzo che racconta il passaggio di un adolescente all'età adulta, un passaggio tragico, indimenticabile, che lo segnerà per sempre. Non ci sono dubbi: è tutto chiaro dall'incipit, che basta a farci stregare dal romanzo. Nell'estate del 1963 io mi innamorai e mio padre morì annegato. Così poche parole, dette in maniera fredda e distaccata come se riguardassero un altro e non il protagonista sembrano scolpite nel marmo.
C'è un rapporto di complicità tra un padre e un figlio, c'è un matrimonio che sembra reggersi più sull'affetto che sull'amore (almeno da una parte, quella che si sente forte mentre l'altra si sente inadeguata) e c'è l'attrazione, la passione, l'irrazionale forza che a discapito della ragionevolezza e degli affetti consolidati attira l'essere umano verso un precipizio. Ovviamente c'è una donna, anzi più d'una, ma soprattutto c'è l'amore non corrisposto. Questo è il vero protagonista tragico dell'opera: il sentimento non ricambiato, che pare prendere sempre come se fosse un gioco in un labirinto la strada palesemente sbagliata. Quella che porta al famoso precipizio.
L'ambientazione è meravigliosa, suggestiva, evocativa: una casetta con foresteria a due passi dalla riva dell'oceano Atlantico, su un'isola fittizia al largo della costa del New England. La spiaggia sabbiosa, i rami sbiancati portati dalla marea, le correnti turbinose e mutevoli, il rumore del mare sulle vele della barca: con un periodare incisivo, secco ed estremamente eloquente Simmons mette davanti ai nostri occhi tutto questo e molto di più (gli amanti della vela apprezzeranno particolarmente certe descrizioni, io l'ho fatto).
L'autore ammette chiaramente il suo debito con Primo amore di Turgeniev, e considera la sua storia una sorta di parallelo moderno del bellissimo racconto russo. Ma ovviamente tra Turgeniev e Simmons è passato un signore di nome Sigmund Freud, e quindi le diversità non possono non essere notevoli in profondità e nella sostanza.
Personalmente, considero questo libro un piccolo capolavoro. Una storia delicatamente elegiaca, triste ma non sdolcinata, pervasa di quel senso ineluttabile di tragedia incombente eppure appena accennato, come una fotografia in bianco e nero (deliziosa e adattissima l'immagine di copertina) di tempi passati che sappiamo non torneranno più.
Se l'incipit è memorabile, non è da meno la frase conclusiva. Racconta tutto il dolore silenzioso e lo struggimento di un ragazzo cresciuto improvvisamente, il rimpianto per il suo paradiso perduto, per la sua innocenza sparita tra i flutti dell'oceano, sotto la luna, mentre lacrime e acqua di mare si mescolano inevitabilmente.
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