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Accabadora

Accabadora

di Michela Murgia


  • Editore: Einaudi
  • Collana: NumeriPrimi
  • Data di Pubblicazione: ottobre 2011
  • EAN: 9788866213116
  • ISBN: 886621311X
  • Pagine: 164
  • Formato: brossura
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Trama del libro

Perché Maria sia finita a vivere in casa di Bonaria Urrai, è un mistero che a Soreni si fa fatica a comprendere. La vecchia e la bambina camminano per le strade del paese seguite da uno strascico di commenti malevoli, eppure è così semplice: Tzia Bonaria ha preso Maria con sé, la farà crescere e ne farà la sua erede, chiedendole in cambio la presenza e la cura per quando sarà lei ad averne bisogno. Quarta figlia femmina di madre vedova, Maria è abituata a pensarsi, lei per prima, come "l'ultima". Per questo non finiscono di sorprenderla il rispetto e le attenzioni della vecchia sarta del paese, che le ha offerto una casa e un futuro, ma soprattutto la lascia vivere e non sembra desiderare niente al posto suo. "Tutt'a un tratto era come se fosse stato sempre così, anima e fili'e anima, un modo meno colpevole di essere madre e figlia". Eppure c'è qualcosa in questa vecchia vestita di nero e nei suoi silenzi lunghi, c'è un'aura misteriosa che l'accompagna, insieme a quell'ombra di spavento che accende negli occhi di chi la incontra. Ci sono uscite notturne che Maria intercetta ma non capisce, e una sapienza quasi millenaria riguardo alle cose della vita e della morte. Quello che tutti sanno e che Maria non immagina, è che Tzia Bonaria Urrai cuce gli abiti e conforta gli animi, conosce i sortilegi e le fatture, ma quando è necessario è pronta a entrare nelle case per portare una morte pietosa. Il suo è il gesto amorevole e finale dell'accabadora, l'ultima madre.

Tutti i libri di Michela Murgia

Voto medio del prodotto:  4 (4.2 di 5 su 68 recensioni)

5Un testo di stringente attualità, 18-04-2019
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È il primo lavoro di Michela Murgia che leggo. Scrittura fluida, descrittiva, generatrice di immaginazione. Fa venir voglia di ritornare in Sardegna per un viaggio nell'entroterra sempre troppo sottovalutato. Il tema di fondo è la sempre aperta questione del mistero della nostra dipartita dal mondo.
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3Discreto, 03-05-2018
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Nel panorama della letteratura contemporanea, questo libro sicuramente si distingue. La scrittura è fluida e l'italiano corretto (cosa purtroppo non più scontata) ma un tema così importante, secondo me poteva essere approfondito anche di più. Lo stile dell'autrice però è apprezzabile.
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5Racconto intenso ed insolito, 29-01-2017
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La storia narrata da Michela Murgia è molto intensa. Sardegna, anni '50. Maria Listru è la quarta figlia figlia femmina di una donna vedova con pochi mezzi. All'età di sei anni, Maria viene adottata da Bonaria Urrai, vedova benestante, diventando in questo modo "fillus de anima", cioè "bambini generati 2 volte, dalla povertà di una donna e dalla sterilità dell'altra".
Così Maria cresce accudita da questa donna. C'è però un qualcosa di misterioso dietro la figura di questa vecchia sarta.
La storia è intrigante, originale e molto sentita. Le radici e la storia di questa fantastica terra sarda, sono la tela sulla quale la scrittrice disegna il suo racconto.
Un bellissimo libro.
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3I figli dell'anima, 26-06-2012
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Una donna piena di saggezza antica, mai madre naturale, ma per scelta di cuore e di anima. Una bambina che diventa il centro del mondo dopo anni di continua indifferenza. Uscite notturne celate dal buio, l'ultimo pietoso incontro al capezzale di chi soffre e desidera solo la morte, l'Accabadora raccoglie gli ultimi pensieri e dona il sonno eterno. Questo libro è scritto con una bellissima prosa, in molte pagine si è trasportati tra vigne profumate di uva matura, in camere da letto intrise di discorsi sospesi tra la vita e la morte, tra la rabbia e la pietà. Il libro mi è piaciuto, ma ho avuto la sensazione che il finale sia stato scritto in modo un po' troppo frettoloso, la storia al termine ha un respiro narrativo un po' strozzato. Vale la pena comunque leggerlo.
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5Premio giusto, 29-05-2012
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Questo libro ha una forza interiore tutta sua. La figura dell'accabadora, questa sorta di santa che può donare la liberazione dalle sofferenze, è di una pregnanza e una profondità umana e psicologica che ha pochi pari nella letteratura italiana. Il suo ruolo ha un che di ineluttabile: ci si trova impelagata in quel ruolo, e lo deve per forza accettare e svolgere. Straordinario.
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