7-7-2007
- Editore:
Sellerio Editore Palermo
- Collana:
- La memoria
- Data di Pubblicazione:
- 7 luglio 2016
- EAN:
9788838935404
- ISBN:
8838935408
- Pagine:
- 369
- Formato:
- brossura
Libro 7-7-2007 di Antonio Manzini
Trama libro
Tra un passato che vorrebbe, ma non riesce a dimenticare, e un presente che si fa sempre più torbido, Rocco Schiavone è protagonista dell’ultima avventura scritta per lui da Antonio Manzini: 07/07/2007. Tutto inizia con quel tragico giorno, quel maledetto giorno in cui la vita di Schiavone ha smesso di andare avanti. Il 7 luglio 2007 è infatti avvenuto l’omicidio di sua moglie Marina davanti ad una gelateria del quartiere africano. Chi è stato ad ucciderla? E che attinenza hanno quei terribili e infiniti momenti con quello che sta accadendo ora, nove anni dopo? Il commissario sente che l’assassinio dell’amica Adele, freddata erroneamente da Enzo Baiocchi, ha a che fare con lui. L’uomo infatti voleva vendicarsi di Schiavone e per caso la donna che è stata uccisa si trovava nel suo appartamento. Rocco deve raccontare tutto ai suoi superiori. Inizia così un doloroso, ma necessario viaggio nel suo passato, a quel 7 luglio. Con un salto a ritroso nel tempo ritorniamo a quel periodo, quando due compagni di liceo, due ragazzi di famiglie in vista della città vengono trucidati e il commissario scopre che i giovani in realtà avevano un gran brutto giro e di mezzo c’era una banda italo nigeriana di trafficanti di cocaina. Seba, Furio e Brizio, amici di Schiavone, lo aiutano a scoprire cosa c’è sotto mentre il rapporto di Rocco con la moglie Marina comincia a non andare più avanti. Enzo Baiocchi nel frattempo è libero. Per ritrovarlo Schiavone dovrà per forza ritornare a quel 07/07/2007, a quando ha visto per l’ultima volta la donna della sua vita.
Descrizione
"Lo sai cosa lasciamo di noi? Una matassa ingarbugliata di capelli bianchi da spazzare via da un appartamento vuoto". Rocco Schiavone è il solito scorbutico, maleducato, sgualcito sbirro che abbiamo conosciuto nei precedenti romanzi che raccontano le sue indagini. Ma in questo è anche, a modo suo, felice. E infatti qui siamo alcuni anni prima, quando la moglie Marina non è ancora diventata il fantasma del rimorso di Rocco: è viva, impegnata nel lavoro e con gli amici, e capace di coinvolgerlo in tutti gli aspetti dell'esistenza. Prima di cadere uccisa. E qui siamo quando tutto è cominciato. Nel luglio del 2007 Roma è flagellata da acquazzoni tropicali e proprio nei giorni in cui Marina se ne è andata di casa perché ha scoperto i "conti sporchi" di Rocco, al vicequestore capita un caso di bravi ragazzi. Giovanni Ferri, figlio ventenne di un giornalista, ottimo studente di giurisprudenza, è trovato in una cava di marmo, pestato e poi accoltellato. Schiavone comincia a indagare nella vita ordinata e ordinaria dell'assassinato. Giorni dopo il corpo senza vita di un amico di Giovanni è scoperto, in una coincidenza raccapricciante, per strada. Matteo Livolsi, questo il suo nome, è stato finito anche lui in modo violento ma stavolta una strana circostanza consente di agganciarci una pista: non c'è sangue sul cadavere. Adesso, l'animale da fiuto che c'è dentro Rocco Schiavone può mettersi, con la spregiudicatezza e la sete di giustizia di sempre, sulle tracce "del figlio di puttana"...
Recensioni degli utenti
Rocco e Marina - 11 febbraio 2017
Cede, Manzini, alla tentazione di gettare luce sul passato di Rocco Schiavone, già protagonista di diversi romanzi, e della sua Marina, che in questi compariva come il triste e misterioso fantasma del passato. Lo fa costruendo un'altra storia di impatto dove la vicenda gialla si intreccia perfettamente con le vicende personali del poliziotto e della moglie. La storia corre avvincente e Manzini si conferma uno dei migliori anche in questo che poteva essere un compito a tema. E a casa propria l'autore, dalle cui pagine si sente il piacere di scrivere di Roma. Buona la caratterizzazione dei personaggi.
Un passo indietro - 3 settembre 2016
Nato forse per spiegare i vari retroscena che hanno portato il commissario Schiavone in Val d'Aosta e per tappare alcune incongruenze, risulta nostalgico e privo di personalità. Peccato, perché il personaggio, scorretto e anticonvenzionale, appare alla fine simpatico e piace. Ne hanno fatto una serie televisiva, che uscirà presto. Si cerca di ripetere l'enorme successo di Montalbano. Una grossa differenza la fanno i personaggi minori, quelli di Manzini sono privi di spessore, anonimi, anche se più realistici. Non è un capolavoro, ne ha scritti di migliori.
Si può leggere - 9 agosto 2016
A parte i racconti contenuti nelle antologie Sellerio, è il secondo romanzo che leggo di Manzini e non mi entusiasma molto, soprattutto per le caratteristiche del protagonista: non è quello che si dice "eroe positivo", sempre borderline tra il legale e l'illegale mascherato, dalla psicologia complessa e a volte proprio antipatico nei rapporti con i colleghi. Divertente è la reciproca citazione tra Schiavone e Montalbano.