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Voglio scendere!

Voglio scendere!

di Giorgio Bocca


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Giorgio Bocca analizza gli effetti della rivoluzione planetaria in corso, una rivoluzione che coinvolge anche il nostro paese. Dopo il "secolo del lavoro" si apre quello della "democrazia finanziaria", dell'informatizzazione, del mercato globale. E' un passaggio non privo di contraddizioni: gli Stati nazionali appaiono sempre più inadeguati di fronte alla mondializzazione, eppure rimangono gli arbitri della spesa pubblica; mentre le telecomunicazioni mettono in contatto con qualsiasi punto del pianeta, fioriscono i localismi; l'imperialismo finanziario miete successi senza bisogno degli eserciti e contemporaneamente la disoccupazione continua ad aumentare. L'autore affronta questi nodi cruciali anche alla luce delle particolarità italiane.

Note su Giorgio Bocca

Giorgio Bocca è nato a Cuneo il 28 agosto 1920. Entrambi i suoi genitori erano insegnanti. Durante la giovinezza partecipa attivamente alla politica del paese. A 18 anni si iscrive al PNF, il Partito Nazionale Fascista e, quando si immatricola alla facoltà di Giurisprudenza presso l’Università di Torino, aderisce al Guf (Gruppo Universitario Fascista). Allo scoppio della guerra, si arruola nel corpo degli Alpini in qualità di allievo ufficiale. Sul finire della guerra aderisce alla lotta partigiana e diventa Comandante della decima divisione Giustizia e Libertà. Giorgio Bocca ha iniziato la carriera da giornalista giovanissimo, lavorando in un primo momento per periodici a diffusione locale. Terminata la guerra inizia a collaborare con L’Europeo, per poi approdare, durante gli anni Sessanta, alla redazione de Il Giorno, diretto da Italo Pietra. Qui si afferma come inviato speciale grazie ad alcune inchieste sulla realtà italiana. Nel 1976 è uno dei fondatori, assieme a Scalfari, del quotidiano la Repubblica. Accanto alla collaborazione con il quotidiano appena nato, affianca il lavoro per il settimanale L’Espresso, dove cura la rubrica “L’antitaliano”. Durante gli anni Ottanta e Novanta, si occupa anche di giornalismo televisivo, ideando e conducendo alcune trasmissioni delle reti Fininvest. Nella sua lunga carriera, Giorgio Bocca si è dedicato anche all’attività di scrittore, concentra dosi principalmente su opere relative ad aspetti sociali, storici e politici dell’Italia. E’ morto a Milano il 25 dicembre 2011.
 

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