Una voce di notte

Una voce di notte

4.0

di Andrea Camilleri


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In sintesi

Un nuovo caso per il Commissario Montalbano nell'ultimo libro di Andrea Camilleri "Una voce di notte".
In un supermercato di Vigàta viene commesso un furto, nella notte è stato sottratto l’incasso – una grossa somma – ma non ci sono segni di effrazione. Il direttore Borsellino appare un po’ frastornato, si sente chiamato in causa dalle domande di Augello e Montalbano, in una parola ha paura. Il giorno seguente Borsellino è morto, impiccato nel suo ufficio. Suicidio? Il dottor Pasquano ha qualche dubbio; cosa si nasconde dietro quel furto? E cosa ha taciuto il direttore? Nel frattempo in un appartamento di Vigàta viene trovato il cadavere di una ragazza. È stata accoltellata, a denunziare l’omicidio il convivente, Giovanni Strangio, che però ha un alibi di ferro. I due fatti criminosi sfiorano i nomi di due potenti: l’onorevole Mongibello, amministratore della società proprietaria del supermercato, e Michele Strangio, presidente della Provincia, padre di Giovanni. Come sempre nei gialli di Camilleri due storie si rincorrono, si incrociano, si separano e poi tornano a intrecciarsi. E Montalbano questa volta si trova a giocare duro: stretto da un lato dai superiori che dicono e non dicono, dall’altro dal giudice che non la vede come lui, infine dall’opinione pubblica guidata da Televigata, decide di intervenire in prima persona gettando a mare problemi di coscienza e sensi di colpa. E il quadro improvvisamente si ricompone e appare in tutta la sua scomoda verità.

«Era stata ’na voci di notti che avrebbe potuto essiri benissimo quella della stissa sò coscienza. Era ’na giustifacazioni tanticchia tirata, tanticchia ipocrita, certo. No, avrebbi fatto quello che aviva addeciso. E se aviva funzionato ’na prima volta, avrebbi funzionato macari la secunna».

Note sull'autore

Andrea Camilleri nasce a Porto Empedocle il 6 settembre 1925. Dopo una breve esperienza di studi presso il collegio vescovile, dove viene espulso per il comportamento poco disciplinato, ottiene la maturità classica nel maggio del ‘43 presso il Liceo Empedocle di Agrigento, pur non sostenendo gli esami di maturità in quanto il preside della scuola decise che sarebbe stato sufficiente lo scrutinio, visto l'imminente sbarco in Sicilia degli alleati. Nel ‘44 si iscrive all'Università, alla facoltà di Lettere, ma non consegue la laurea. Nel ‘45 entra a fare parte del Partito Comunista Italiano e inizia a pubblicare brevi racconti e poesie. Dal '48 al '50 studia regia all'Accademia Nazionale d’ Arte Drammatica Silvio d'Amico per poi lavorare come regista e sceneggiatore. Nel ‘54 tenta l'ingresso in RAI, ma non ha successo in quanto appartenente al Partito Comunista. L'ingresso in RAI avverrà anni dopo. Nel ‘57 sposa Rosetta Dello Siesto, da cui ha tre figlie. L'esordio nella narrativa avviene nel 1978 con un romanzo dal titolo "Il corso delle cose", scritto dieci anni prima e pubblicato da un editore a pagamento. Seguiranno altre numerose opere, ma il vero successo avviene con la serie dedicata al commissario Montalbano, il cui primo romanzo è del 1994 ed è intitolato "La forma dell'acqua". La serie legata al commissario Montalbano dà vita ad una serie televisiva di successo, dal titolo omonimo, che trova il favore del grande pubblico, aumentando la fama dell'autore. Camilleri è un autore che, attraverso i romanzi, racconta la Sicilia, con ambientazioni, atmosfere, personaggi e dialoghi che emanano quel fascino e quella simpatia tipica della sua terra.

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Dettagli del libro


Voto medio del prodotto:  4.0 (4 di 5 su 1 recensione)

4.0Ma quante ne succedono a Vigata! , 24-03-2013, ritenuta utile da 2 utenti su 2
di P. Serraglini - leggi tutte le sue recensioni
Come spesso gli succede, il Commissario Montalbano (con il suo alter-ego Fazio, sempre più prorompente Watson di uno Holmes insofferente per la maniacale precisione del collaboratore) deve occuparsi di risolvere due casi allo stesso tempo, e le "ammazzatine" si susseguono, qualcuna anche truculenta. Un buon giallo, questo, con meno spazio ai personalismi degli interpreti e molto ai sentimenti dell'autore che insinua in ciascuno dei casi mafia, politica, con opportune (si fa per dire) distorsioni, deviazioni, e influenze di quella su questa. Le vicende sono sufficientemente intricate ma si fanno seguire; nessuna ragione apparente per questo romanzo per essere stato originariamente trascurato rispetto ad altri.
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