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La vita che volevo

La vita che volevo

di Lorenzo Licalzi

4.0

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  • Editore: Rizzoli
  • Collana: Rizzoli best
  • Data di Pubblicazione: settembre 2009
  • EAN: 9788817033695
  • ISBN: 8817033693
  • Pagine: 204
  • Formato: rilegato
"Era questa la vita che volevi?" Alzi la mano chi può rispondere di sì. Chi non ha mai rimpianto un'occasione mancata o una decisione che non ha preso. E non ha mai fantasticato un'altra vita; la vita che, forse, voleva davvero. È quel che succede ai personaggi di questo libro lieve e imprevedibile: Laura che credeva di aver fatto pace con gli uomini e non sa che la guerra è appena cominciata; Maddalena che ha sbagliato incrocio e ha perso la sua unica chance; Lorenzo che, grazie a uno sguardo, finalmente apre gli occhi; Patrizia e Carla, casalinga l'una, donna in carriera l'altra, che fanno i conti con la stessa "assenza di fondo", mentre i mariti giocano a un tavolo di poker il loro "ultimo giro". Uomini e donne che si guardano indietro, o allo specchio, e scoprono, con sorpresa, curiosità o spavento, che come dice Lorenzo: "lo di vite ne avrei potute fare almeno cinque o sei". Perché le vie del destino sono infinite, e se è vero che Dio ha inserito nelle nostre esistenze la variabile "caso" per movimentare un po' la situazione, è anche vero che a volte del caso nemmeno ci accorgiamo, perché fa capolino nelle cose più piccole: una sveglia che non suona, un numero di telefono sbagliato, un caffè preso in un bar diverso dal solito. Ma non c'è motivo di disperare: forse, sembra suggerire Licalzi con il tono scanzonato di sempre, tutte le vite che avremmo voluto le stiamo vivendo, proprio ora, in altri universi, in cui altri noi sono alle prese con altre storie.

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Voto medio del prodotto:  4.0 (4 di 5 su 2 recensioni)

4.0La vita che volevo, 02-04-2011
di - leggi tutte le sue recensioni
Mi capitò di acquistarlo durante una breve vacanza l'Agosto scorso. Il punto di forza di Licalzi è la sua ironia nel raccontare le debolezze dei suoi personaggi, infatti si sorride leggendo le sue descrizioni e i dialoghi dei protagonisti e si pensa a tutte le persone che conosciamo che sono identiche ai personaggi da lui descritti.
Alla fine Licalzi avverte i suoi lettori che questo potrebbe essere l'ultimo romanzo da lui scritto, o comunque che non ha niente in programma per i prossimi sette anni. Questo perché se non avrà un'altra idea originale, non vuole continuare a scrivere libri che girano intorno alle figure dei suoi personaggi più riusciti, i protagonisti dei suoi romanzi più belli, "Io no" e "Non so". Fino a quando non avrà delle idee originali ha deciso di dedicarsi alla lettura, alla pesca e a tutti i suoi hobbies e se non avesse mai più ispirazione per scrivere qualcosa di originale, preferisce lasciare di lui questo romanzo, come ultimo.
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4.0bello!!!, 07-08-2010
di - leggi tutte le sue recensioni
L'ho trovato un libro molto piacevole.
Si sviluppa in dodici racconti brevi che tagliano orizzontalmente strati sociali, tempi e luoghi, con la casualità della vita a fare da filo conduttore...
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