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La vita e le regole. Tra diritto e non diritto

La vita e le regole. Tra diritto e non diritto

di Stefano Rodotà

3.0

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 Questo prodotto appartiene alla promozione  Feltrinelli
Viviamo in una società satura di diritto, di regole giuridiche dalle provenienze più diverse, imposte da poteri pubblici o da potenze private. Negli ultimi secoli infatti il campo di esercizio del diritto si è via via esteso, inglobando questioni affidate un tempo al governo della religione, dell'etica, del costume, della natura. Le nuove tecnologie della vita genetiche, riproduttive, di prolungamento artificiale della vita - e di controllo - con la possibilità di accesso da parte di enti privati e istituzioni alla privacy individuale - hanno posto il diritto al centro di una fitta rete di questioni etiche e politiche. La consapevolezza sociale non è sempre adeguata alla complessità di questo fenomeno, che rivela anche asimmetrie e scompensi, con un diritto invadente in molti settori e assente dove più se ne avvertirebbe il bisogno. Il libro di Stefano Rodotà affronta in tutta la sua vastità il tema del diritto in relazione alle scelte etiche, sociali e politiche della società contemporanea, alla pervasività del suo potenziale dominio e, di conseguenza, ai limiti da imporre al suo esercizio.

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Voto medio del prodotto:  3.0 (3 di 5 su 1 recensione)

3.0Interessante ma la scrittura non aiuta, 15-03-2012, ritenuta utile da 1 utente su 1
di - leggi tutte le sue recensioni
Ho impiegato un pò di tempo, perchè è un libro complesso che parla di leggi e diritti che devono essere al servizio del "mestiere di vivere", della libertà e della dignità delle persone. Purtroppo il tema fondante del volume resta del tutto inevaso, cioè la domanda se non stiamo assistendo, nel lungo periodo storico e in svariati àmbiti e modalità, a una penetrazione progressiva e inarrestabile di regole formali, di diritto, giurisprudenza e tribunali (col loro inevitabile carico di condanne e punizioni) là dove prima avevano invece la priorità abitudini informali e accordi negoziabili tra individui; e se questa tendenza, pur guidata dalle migliori intenzioni e a prescindere dai colori politici, si traduca davvero in maggior sicurezza e non in un ulteriore inquadramento degli individui in strutture di potere verticali. L'autore si limita invece a saltabeccare in maniera piuttosto episodica, con capitoli debolmente legati tra loro, tra le varie classiche questioni delle realtà digitali, della bioetica, dei nuovi confini tra pubblico e privato: conservazione e diffusione dei dati personali, loro utilizzo a fini professionali o commerciali, la clonazione, l'ingegneria genetica, l'eutanasia, e via dicendo; senza quasi nulla aggiungere di nuovo o stimolante a quello che già un'amplissima bibliografia ha detto e dibattuto nei decenni più recenti. Solitamente sono molto restio a leggere questo genere di libri ma mi ha interessato molto specialmente il capitolo "Il diritto e il suo limite".
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