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Viaggio al termine della notte

Viaggio al termine della notte

di Louis-Ferdinand Céline


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Descrizione

L'anarchico Céline, che amava definirsi un cronista, aveva vissuto le esperienze più drammatiche: gli orrori della Grande Guerra e le trincee delle Fiandre, la vita godereccia delle retrovie e l'ascesa di una piccola borghesia cinica e faccendiera, le durezze dell'Africa coloniale, la New York della "folla solitaria", le catene di montaggio della Ford a Detroit, la Parigi delle periferie più desolate dove lui faceva il medico dei poveri, a contatto con una miseria morale prima ancora che materiale. Questo libro sembra riassumere in sé la disperazione del nostro secolo: è in realtà un'opera potentemente comica, in cui lo spettacolo dell'abiezione scatena un riso liberatorio, un divertimento grottesco più forte dell'incubo.

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Recensioni degli utenti

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Voto medio del prodotto:  4.5 (4.8 di 5 su 8 recensioni)


5.0Uno stile difficile da digerire, 20-01-2012, ritenuta utile da 2 utenti su 2
di M. Bartolozzi - leggi tutte le sue recensioni

«Ho dovuto leggerlo due volte per apprezzarlo.
Lo stile di scrittura di Céline è talmente particolare che alla prima lettura mi era rimasto veramente "indigesto". Ho, peraltro, l'impressione che ciò derivi anche dal problema della traduzione in italiano.
Alla seconda lettura finalmente sono riuscito ad apprezzare in pieno questo libro che si colloca, a pieno titolo, tra le più grandi opere del novecento.
»

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5.0Sublime, 15-08-2011
di D. Leo - leggi tutte le sue recensioni

«Uno approccia Hemingway, e pensa di avere a che fare con la migliore rappresentazione del '900 su carta; poi arriva Fante, e allora ti dici che sì, Hemingway resta Hemingway ma la poesia del ritratto familiare in Fante non ha eguali. Poi arriva Cèline e butta tutto per terra, perché è il migliore. C'è passione, cultura e quell'eterno partire, non accontentarsi mai, non riconoscersi mai che è poi alla base di tutta l'etica e la non etica del '900, in letteratura, arte, vita vissuta. A ritmo di jazz, l'odore dei bassifondi, il lustro delle tavolate e quell'egoismo sincero, vero, che tanto fa parte di ognuno di noi, sempre, da sempre. E la guerra ridotta a quello che è, a quello che dà: niente... "Questo solo oggi possiamo dirti, ciò che non siamo, ciò che non vogliamo"
Unico, grande Cèline!
»

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5.0Che libro! Che libro!, 03-02-2011
di N. Dal bianco - leggi tutte le sue recensioni

«Avvolgente e Inestimabile! Forse è questo il termine giusto, perché di questo libro si possono dire tante cose ma si ha sempre la sensazione che manchi sempre qualcosa per definirlo. Si passa da un continente all'altro e da una tipologia umana all'altra con semplicità e profondità allo stesso modo.»

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4.0Un viaggio stralunato, 09-12-2010, ritenuta utile da 1 utente su 1
di P. Raffo - leggi tutte le sue recensioni

«Superato lo scoglio (ma si trattava solo di poche pagine) del primo capitolo, si é come acceso un riflettore su un personaggio stralunato le cui riflessioni sulla guerra sono un vero grido di dolore: un libro che aiuta a meditare e a riflettere!»

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5.0Viaggio al termine della notte, 25-11-2010, ritenuta utile da 1 utente su 1
di V. Granata - leggi tutte le sue recensioni

«La sua scrittura è la musica della sensazione della miseria che è povertà, ma anche la sensazione di essere persone imperfette, tutti quanti.

"è forse questo che si cerca nella vita nient'altro che questo, la più gran pena possibile per diventare se stessi prima di morire"
»

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5.0Viaggio al termine della notte, 02-11-2010
di L. Abbate - leggi tutte le sue recensioni

«Grande scrittura e tecnica narrativa. Non ho mai capito come una persona che csrive di quelle cose, usando quegli argomenti, riuscisse a conciliarli con il razzismo e il nazismo. Poche idee ma ben confuse (avrebbe detto un mio professore), e probabilmente era il suo caso per quanto riguarda la politica. Ma forse è troppo facile parlarne col senno di poi, bisognerebbe considerare i fatti storici e personali che lo hanno fatto decidere in quel senso. Ma non voglio essere troppo comprensivo, l'importante è gustare i suoi romanzi. »

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5.0Un classico del '900, 22-08-2010, ritenuta utile da 1 utente su 1
di P. De luca - leggi tutte le sue recensioni

«Celine
E' un fracasso sto libro, un fracasso nella testa, una giostra da cui si scende tristi perché era l'ultimo giro, una disillusione che avvicina i secoli, ma non solo quello di Céline e il nostro (ammesso che noi si possa dire di appartenere ad uno), dico proprio tutti i secoli del tempo. E tutti gli uomini vengono compressi, e pigiati e fusi gli uni agli altri, e molte cose, innumerevoli, infinite cose, per quanto si racconti e si specifichi...spariscono, si confondono.
Ne rimane niente, o comunque poco...solo un quadro con la Senna, alle prime luci dell'alba
»

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4.0Da non perdere, 21-07-2010
di E. Sisti - leggi tutte le sue recensioni

«Per leggere il libro bisogna superare l'ostilità iniziale dovuta alla modalità di espressione impiegata dall'autore, forme gergali sono impiegate insieme a periodi costruiti in modo molto particolare ed è necessario abituarsi a questo genere di esposizione perché caratterizza tutto il testo. Le vicissitudini del protagonista sono narrate in modo ironico e lo stesso presenta una quantità di cinismo piuttosto marcata nelle proprie considerazioni personali al riguardo delle movimentate situazioni che si trova ad affrontare. Libro fuori dalla norma sia per i contenuti sia per le modalità di scrittura utilizzate.»

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