Il viaggio d'inverno

Il viaggio d'inverno

3.5

di Amélie Nothomb


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Descrizione

Un romanzo in cui tutto è improbabile, a cominciare dai nomi dei protagonisti: Zoïle, impiegato di una società elettrica con la passione per l'Odissea, Astrolabe, splendida ragazza che si prende cura di Aliénor, scrittrice di successo che soffre di una curiosa forma di autismo. Affascinato da Astrolabe e infastidito da Aliénor, Zoïle inizia a frequentare le due donne cercando di insinuarsi in questa strana coppia. Un viaggio psichedelico è la bizzarra tecnica di seduzione messa in atto dal giovane per conquistare la bella ma l'esito sarà disastroso, in tutti i sensi...

In sintesi

Zoïle, il protagonista di questo romanzo, lavora come impiegato presso il gigante francese dell'elettricità e del gas EDF-GDF e una sua peculiarità è quella di essersi applicato da ragazzo nella ritraduzione integrale dell'Odissea.Un giorno, durante una visita effettuata per presentare un nuovo piano di elettricità presso la casa di Astrolabe, rimane affascinato dalla donna e se ne innamora perdutamente. Zoïle cerca di dare un nuovo senso ed una direzione alla sua vita sulla base di questo sentimento, ma Astrolabe non riesce a condividerlo e per questo lui progetta il folle piano di suicidarsi dirottando un aereo e facendolo schiantare contro la Torre Eiffel.

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Voto medio del prodotto:  3.5 (3.5 di 5 su 6 recensioni)

3.0Il viaggio d'inverno, 13-08-2011
di T. Rossi - leggi tutte le sue recensioni

L'inizio è tambureggiante e appassionante in puro stile Nothomb, l'incipit nell'aeroporto fa venire in mente Cosmetica del nemico, ma di tutt'altra storia si tratta. Anche l'onomastica è stravagante come al solito, tra Zole, Astrolabe e Aliénor non si rimpiangono Plectrude o Prétextat; potremmo definire Il viaggio d'inverno una storia d'amore, purché lo si consideri amore tagliente, ironico, spietato, senza mezzi termini.
Come sempre, l'intreccio è semplice ma nasconde profondità di significato e sentimenti molto viscerali. Il viaggio è mentale o psichedelico, ma anche viaggio ultimo, finale, definitivo, quello che il protagonista ci annuncia nell'incipit. L'inverno è il freddo dell'appartamento di Astrolabe e Aliénor, ma anche il freddo dell'amore non corrisposto, e il titolo sembra ispirato dall'omonima opera di Schubert.
Il protagonista, Zole, parla molto con se stesso, non perde il contatto con la realtà nonostante il possibile obnubilamento dell'amore, e scrive il suo diario che nessuno leggerà, diario che si distruggerà insieme al suo progetto folle e clamoroso.
Altra tematica sottesa, quella della scrittura, attraverso il personaggio inconsueto di Aliénor (che ricorda molto la moglie di Palamède Bernardin ne Le catilinarie, con la sua mole e i suoi borborigmi) .
Il finale è molto esile, quasi inesistente, potrebbe essere il segnale per un possibile sviluppo diverso che siamo liberi di immaginare a nostro piacimento.
Non è sicuramente il miglior libro della Nothomb, ma la sua personalità si avverte in modo forte e inequivocabile, e ciò è sufficiente a farne un libro interessante che potrà fornire ulteriori spunti di riflessione ad una rilettura.





4.0Il viaggio d'inverno, 11-08-2011
di B. Ballo - leggi tutte le sue recensioni

Secondo libro della Nothomb che leggo e rispetto al precedente qui si fa un netto salto di qualità, "Il viaggio d'inverno" (titolo ispirato all'opera di Shubert) racconta la storia di Zoile e Astrolabe. I due (più lui a dire il vero) si innamorano ma la loro relazione è ostacolata dall'impegno che Astrolabe avrà per tuta la vita, ovvero, badare ad una talentuosa scrittrice di nome Aliénor, la quale soffre di una strana forma di autismo.
Nemmeno uno sballo con i funghi allucinogeni permetterà a Zoile di raggiungere l'agognata intimità con Astrolabe, e la delusione lo spingerà verso un gesto estremo.
La storia raccontata dalla Nothomb è leggera, la narrazione scorre rapida sotto gli occhi del lettore, senza intralci, ma suscitando ironia e interesse, come sempre dovrebbe accadere quando si parla d'amore.
Palpiti è sospiri per non diventar dannosi, forse, devono essere presi con un po' di leggerezza.





3.0Il viaggio d'inverno, 03-04-2011
di M. Stolti - leggi tutte le sue recensioni

Tolgo un voto perchè il finale ha disatteso le mie aspettative.
Sicuramente non è uno dei suoi romanzi più riusciti, siamo davvero lontani dai livelli di "Biografia della fame", ma come non riconoscere l'inconfondibile originalità e leggera follia dell'autrice e dei suoi eccentrici protagonisti?
Non ho mai provato un fungo allucinogeno, ma il modo in cui la Nothomb riesce a descrivere le sensazioni che si provano con questa esperienza è straordinaria e sorprendente!
Il protagonista del romanzo ha deciso di diventare un kamikaze e di farsi esplodere dirottando un aereo in partenza da Charles de Gaulle. Prima però ci racconta la sua storia, spiegando i motivi che lo hanno portato a una così folle decisione.





3.0Il viaggio d'inverno, 30-03-2011, ritenuta utile da 1 utente su 1
di G. Lamanna - leggi tutte le sue recensioni

Boh, avrei anche potuto dare un voto in più ma non ero pienamente convinto. Cosa vuol dire innamorarsi di una persona che non può ricambiare tale sentimento perché vincolata a proprie promesse?
Cosa vuol dire vivere una storia d'amore sotto lo sguardo implacabile di una bizzarra osservatrice?
E cosa vuol dire prepararsi ad un atto clamorosamente irreversibile?
La Nothomb ci propone un romanzo dalla trama surreale, quasi allucinata ma priva di reale fascino e spessore.
Certo diversi passaggi fanno pensare ad un significato che va ben oltre quello che appare dalle parole che vi vengono scritte.
Ma a reggere il tutto ancora una volta lo stile di scrittura particolarissimo, estremamente affascinante e coinvolgente.
A ben vedere il libro merita di essere letto proprio solo per questo e quindi appare maggiormente come quasi un esercizio stilistico.
Spero che a breve si torni ad una perfetta sincronia tra contenente (lo stile di scrittura) e contenuto (trama).





2.0Viaggio d'inverno, 01-12-2010
di D. Guerrera - leggi tutte le sue recensioni

Il romanzo possiede certamente l'originalità tipica della Nothomb, anche se la storia è poco avvincente e interessante.




4.0Il viaggio d'inverno, 08-11-2010
di M. Hamase - leggi tutte le sue recensioni

Amélie è così, scrive frasi brevi, incantevoli che scivolano attraverso la gola in un misto di miele e sale. Costruisce storie improbabili, arcane, mirabolanti e le finisce sempre sull'orlo dell'abisso, tocca al lettore decidere il suo finale. Ognuno lo fa secondo quello che è il suo mondo interiore, proprio quello che prima della fine della trama Amélie ha stravolto, rovesciato. Qualche nota critica velata al comune ufficiale resoconto di alcuni eventi recenti mi è sembrato accortamente inserito. Qualche autoriferimento può risultare lievemente fastidioso, ma onore al genio, perdonabile.




3.0Il viaggio d'inverno, 05-11-2010
di G. Mucci - leggi tutte le sue recensioni

Il libro è scritto molto bene anche se la storia non è niente di eccezionale. Purtroppo non c'è una vera e propria fine e lascia l'amaro in bocca.




3.0Il viaggio d'inverno, 03-11-2010
di F. Ilardi - leggi tutte le sue recensioni

Ogni libro della Nothomb aggiunge ai miei pensieri dei pensieri nuovi, una nuova curiosità, una nuova rivelazione.
E questa storia lascia davvero a bocca aperta.





4.0Il viaggio d'inverno, 04-10-2010
di G. Lamanna - leggi tutte le sue recensioni

Questo libro è un centro benessere per i neuroni: Amélie li massaggia, li vezzeggia, li allena. La sua visione eccentrica della vita, argomentata in maniera deliziosamente sofistica, stimola la fantasia e aguzza l'intelligenza. E poco conta che, quando si riemerge dalla magia che le sue parole creano, ci si accorge che la trama è la grande assente. A me, poi, non sono piaciute le pagine dedicate al “viaggio d'inverno”: non apprezzo la droga nemmeno su carta ed inchiostro.




1.0Il viaggio d'inverno, 01-10-2010
di S. Clancy - leggi tutte le sue recensioni

Forzature e isterismi di una penna ormai scarica. Vuoto autoreferenziale






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