Viaggio alla fine del millennio

Viaggio alla fine del millennio

4.5

di Abraham Yehoshua


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Descrizione

Nell'estate del 999 il ricco mercante ebreo Ben-Atar salpa da Tangeri alla volta di Parigi, sperduta cittadina nel cuore di un'Europa selvaggia, in fermento per l'approssimarsi dell'Anno Mille. Scopo del viaggio è ritrovare il nipote Raphael Abulafia, suo socio in affari, che fino a un paio di anni prima aveva venduto con profitto la merce dello zio in Francia. La loro collaborazione è stata troncata in seguito alle critiche rivolte alla bigamia del mercante sefardita dalla moglie di Abulafia. Compagni di viaggio di Ben-Atar sono il socio ismaelita Abu-Lufti, le due mogli e un rabbino andaluso, che ha il compito di convincere la devota moglie di Abulafia della legittimità della situazione famigliare di Ben-Atar.

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Voto medio del prodotto:  4.5 (4.5 di 5 su 4 recensioni)

5.0Immergersi nel medioevo, 05-02-2012
di - leggi tutte le sue recensioni
Lettura impegnativa che richiede un po' di concentrazione, ma davvero appagante. I grandi temi dei romanzi di Yehoshua, l'ebraismo, l'amore, la sessualità, trasportati indietro di 1000 anni, in un'Europa ancora immersa nel medioevo, in un oriente più luminoso e avanzato. I "tempi" della narrazione sono adeguati all'ambientazione, e infatti dopo un po' si assimila questo ritmo e ci si immerge completamente nell'atmosfera medievale, nelle dispute religiose, nei tempi biblici necessari agli spostamenti.
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4.0Viaggio alla fine del millennio, 09-08-2011
di - leggi tutte le sue recensioni
Preso per il tiolo molto evocativo più che per conoscenza dell'autore, lo spauracchio della cristianità, quel Mille e non più Mille urlato dai pulpiti e nelle piazze, si avvicina mese dopo mese, eppure non sono i cristiani il fulcro di questo romanzo, com'era prevedibile.
Il mercante nordafricano Ben-Atar parte da Tangeri alla volta dell'Europa per incontrare il nipote e socio in affari Abulafia, che vive a Parigi. Ma la loro società (che include anche l'ismaelita Abu Lutfi) si è rotta in seguito all'accusa di bigamia rivolta dalla nuova moglie di Abulafia (un'ebrea originaria di Worms, qui col nome israelita di Wermaizah) a Ben-Atar.
Questo grosso modo l'incipit, per viaggiare poi attraverso la Spagna (con l'aggregazione di un rabbino andaluso che deve perorare la causa del bigamo) fino a Parigi e quindi a Worms.
Il tema della bigamia mi è parso l'occasione per affrontare il tema della differenza non solo delle religioni (oltre a israeliti ed arabi anche i cristiani sono presenti, nella persona di un medico che ha in cura la seconda moglie di Ben-Atar) ma anche di visioni differenti all'interno dell'ebraismo, come sefarditi e askhenaziti, e di Oriente e Occidente (richiamando vagamente in questo una tematica cara a Pamuk, basti pensare soprattutto a Il mio nome è rosso).
La narrazione ha una fase di stanca verso la metà del romanzo, in cui diventa quasi soporifera, ripetitiva, come un cerchio che giri in continuazione su se stesso senza trovare una decisa via da percorrere. Riprende però subito dopo la verve iniziale, anzi la rafforza, fino alla conclusione.
E alla fine di un altro millennio scrive Yehoshua, che pubblica questo romanzo nel 1997; un caso? Sono certa che non lo sia. Credo piuttosto che l'autore voglia sottolineare come l'uomo, la capacità d'amare e il desiderio d'essere amati, le differenze che devono essere plusvalore dell'umanità e non difetto, continuino ad esistere nonostante il passare dei secoli e che anzi, guardandoci indietro ai tempi di Ben-Atar e Abulafia noi moderni possiamo perfino imparare la tolleranza, il rispetto reciproco, l'accettazione di sé e dell'altro, tutto in nome di un interesse supremo che è l'essere umano e la sua vita interiore.
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5.0Viaggio alla fine del millennio, 26-07-2011
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Stile molto sapido, denso, non sarà facile portarlo a termine tutto. Ed è proprio la descrizione minuta della quotidianità che permette di focalizzare l'humus, all'apparenza insignificante, in cui maturano le fratture culturali e le differenze si trasformano in muri. Questo è un libro sulla complessità dell'identità ebraica, che, contrariamente alle convinzioni che ci derivano da triti luoghi comuni, è polimorfa e profondamente diversificata. Il mondo ebraico diasporico è vasto e complesso, articolato e ricchissimo. Nella sua vastità, tuttavia, ha sempre tentato di conservare al suo interno un fil rouge che fosse in grado di connettere tutti i suoi vari elementi dispersi per la terra. Una parvenza di unità. Un governo senza governo. I codici morali sono stati parte di questo tessuto connettivo. I temi ebraici dell'appartenenza, dell'identità, della patria sono, dunque, la vera cellula emotiva di 'viaggio alla fine del millennio' . La storia che trasporta, come un fiume odoroso, tutto ciò nel suo corso è entusiasmante e riempie il cuore, senza abbandonarlo mai. Uno dei più bei libri di Yehoshua.
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4.0Il ponte, 16-09-2010
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Un viaggio ambientato alla fine di un secolo, il X secolo appunto, che proprio perchè passato permette di fare riflessioni scomode sul mondo attuale! Così Yehoshua esplora le contraddizioni e i conflitti tra due modi diversi di vivere l'ebraismo: in chiusura con l'esterno diverso e ostile; oppure in apertura identitaria verso un Occidente composito e altro...Uno zio e un nipote, il vecchio e il nuovo, che litigano e forse non si capiranno mai, riusciranno però a mediare questo passaggio epocale, o ancora a costruire un "ponte" con l'Occidente?
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