Viaggi e altri viaggi

Viaggi e altri viaggi

4.0

di Antonio Tabucchi


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In sintesi

Dice Antonio Tabucchi: "Sono un viaggiatore che non ha mai fatto viaggi per scriverne, cosa che mi è sempre parsa stolta. Sarebbe come se uno volesse innamorarsi per poter scrivere un libro sull'amore". Eppure, in Viaggi e altri viaggi ci sono i luoghi del mondo, un mondo sufficientemente grande per non essere quel "villaggio globale" che vorrebbero i sociologi e i mass media. Vi entrano "alla rinfusa" la Lisbona di Pessoa, il Brasile distante dalle mete obbligate di Congonhas do Campo, la Madrid dell'Escorial, il Jardin des Plantes a Parigi, l'Australia di Hanging Rock, la Séte di Paul Valéry, e poi Creta, la Cappadocia, Il Cairo, Bombay, Goa, Kyoto, Washington. Tabucchi ci accompagna con sovrana gentilezza a conoscere e a riconoscere i luoghi di una mappa singolare, certo, ma condivisibile attraverso la lingua familiare del racconto. Una mappa che si apre volentieri ad "altre" forme di viaggio - la rassegna delle città fantastiche degli scrittori, le letture di Stevenson, la misteriosa frase di uno zio davanti agli affreschi del Beato Angelico, le montagne di Eça de Queirós, l'Egitto di Ungaretti, l'evocazione dell'Amazzonia attraverso un grande libro come Il ventre dell'universo. Nell'uno e nell'altro caso - nei viaggi effettivi e in quelli evocati dalla letteratura - Tabucchi ci invita a vedere e a restare, a muoverci e a ritornare. Ogni volta l'appuntamento è una sorpresa, perché il mondo è sempre un altrove, una scoperta di noi stessi attraverso gli altri.

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Recensioni degli utenti

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Voto medio del prodotto:  4.0 (3.8 di 5 su 5 recensioni)

2.0Assai noioso, 26-04-2012, ritenuta utile da 1 utente su 1
di D. Scotti - leggi tutte le sue recensioni

Non si tratta di un reportage di viaggio, ma di brevi pensieri rivolti ai posti visitati da Tabucchi. Personalmente, con tutta l'ammurazione che provo nei confronti dell'autore, l'ho trovata una lettura scontata e inutilmente frammentata. Non per la brevità dei capitoli ma per lam aniera in cui Tabucchi si è spostato da un posto all'altro illustrando riferimenti letterari che lasciano chi legge disorientato e con la sensazione di non aver visto neanche un assaggio di quei luoghi.

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4.0Viaggi e altri viaggi, 26-09-2011, ritenuta utile da 1 utente su 1
di L. Costa - leggi tutte le sue recensioni

Il viaggio visto come esperienza fondamentale dell'essere umano con il solito omaggio a Pessoa, nel suo consueto tono colloquiale Tabucchi affronta temi di primaria importanza: l'essenza del viaggio, l'incontro con autobiografiche presenze remote (il padre defunto nel sogno che darà origine proprio a "Requiem" e lo zio la cui voce ritorna in un albergo di Singapore) , la categoria della "gita", il rapporto tra viaggiare, scrivere e vivere, e così via.
Quando cominciano i testi che fanno parte della raccolta è proprio la componente autobiografica ad emergere subito in primo piano attraverso la scoperta del globo terracqueo nel primo "Atlante" consultato da ragazzo e la rievocazione dei viaggi in treno alla volta di Firenze insieme con lo zio che spiegava al nipotino il Beato Angelico e Giotto. Nelle prime pagine torna anche Pisa: lo sguardo di Tabucchi diviene affettuoso e, come direbbe il Leopardi rigenerato nella città cara all'autore, "con il cuore di una volta". Pisa, Firenze e Genova città importanti per varie ragioni e in periodi diversi nel vissuto e nell'immaginario tabucchiano sono le uniche presenze italiane che troviamo nella carta geografica riepilogativa dei luoghi trattati nel libro. In totale ne sono indicati una quarantina e sono distribuiti sui cinque continenti, pur se polarizzati in certe aree geografiche rispetto ad altre.
Qual è il filo conduttore che li unisce? La curiosità del viaggiatore, prima di tutto, quella che lo spinge a uscire dai percorsi prestabiliti, a deviare, a divagare, a perlustrare i luoghi visitati, sempre alla ricerca di un interstizio, di un angolo, di un cono di luce o d'ombra, quasi il "rovescio" della realtà sensibile per riprendere il titolo di una delle sue più famose raccolte. Ma poi pure la capacità di legare lo spazio al tempo, recuperando la dimensione diacronica delle superfici geografiche così come la storia umana ha creato, modificato, talora finanche distrutto. L'universo che abitiamo, che talora attraversiamo e che sempre ci è dato in prestito, non è solo come appare oggi, ma anche quel che è stato prima di adesso. Non diversamente da altri grandi scrittori che hanno ricostruito lo spazio descritto il Magris di Danubio o il Matvejevi263; del Breviario mediterraneo anche per Tabucchi il viaggio non può sussistere senza farsi storia materiale, naturale, linguistica, economica, culturale, ecc. Tuttavia egli non dimentica mai che il suo compagno di viaggio, nonché il suo interlocutore, resta sempre il lettore: è con lui che vuole quindi dialogare, narrare, riflettere, in ultima rendere partecipe della medesima esperienza. La prosa non è dunque mai arida e fredda, anzi si distende con un tono medio, accendendosi di guizzi ironici, cortocircuiti spaziotemporali, definizioni icastiche, gustose digressioni, metalessi, apostrofi e provocazioni anticonformiste, o meglio ancora contrarie a stereotipi e truismi culturali o antropologici.


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5.0Bellissimo, 19-09-2011, ritenuta utile da 1 utente su 1
di F. Ciccone - leggi tutte le sue recensioni

Con la penna di Antonio Tabucchi si fa il giro del mondo. Ma è un giro del mondo per tappe brevi e concise, ogni luogo ha lasciato nell'autore poche ma precise impressioni. Dai grandi musei ai luoghi più occultati al grande turismo, dai sapori messicani alle erbe di Creta e, ancora, dall'India del suo "Notturno Indiano" ad un panino mangiato sul treno per Firenze.

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4.0Un bel viaggio!, 09-07-2011
di M. Cerulli - leggi tutte le sue recensioni

Un libro che diventa quasi una guida turistica. Tabucchi racconta i suoi bellissimi viaggi narrando i particolari e i luoghi più personali, dall'Italia all'Australia passando dall'India e dal Portogallo e molti altri posti. Sicuramente molto bello da leggere in particolare per un viaggiatore alla ricerca di qualche posto nuovo da visitare e assaporare.

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4.0Appunti di un viaggiatore curioso, 26-12-2010, ritenuta utile da 1 utente su 2
di P. Innocenti - leggi tutte le sue recensioni

Nell'era in cui ogni luogo si può studiare e conoscere attraverso internet un libro che parla di viaggi può sembrare superfluo. Eppure questo libro è si uno sguardo, una serie di appunti di luoghi, filtrati dall'occhio di chi guarda, dalla sua storia ed esperienze. Sono spizzichi e bocconi, sono assaggi, sguardi senza pretesa di esaustività su un luogo, appunti quasi.
Un po' meno scorrevole l'ultima parte relativa ai viaggi letterari.


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4.0Viaggi, 10-12-2010, ritenuta utile da 3 utenti su 7
di L. Galli - leggi tutte le sue recensioni

La vita è un viaggio. Anche quando non si sale su un aereo, non ci si imbarca su una nave o non si sale su un'automobile. Poi si torna. E si riparte. Da leggere!

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