La versione di Barney

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4.0

di Mordecai Richler


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Descrizione

Approdato a una tarda, linguacciuta, rissosa età, Barney Panofsky impugna la penna per difendersi dall'accusa di omicidio, e da altre calunnie non meno incresciose, diffuse dal suo arcinemico Terry McIver. Così, fra quattro dita di whisky e una boccata di Montecristo, Barney ripercorre la vita allegramente dissipata e profondamente scorretta che dal quartiere ebraico di Montreal lo ha portato nella Parigi dei primi anni Cinquanta e poi di nuovo in Canada, a trasformare le idee rastrellate nella giovinezza in "sitcom" decisamente popolari e altrettanto redditizie.

Note sull'autore

Richler Mordecai è nato a Montreal il 27 gennaio del 1931. Figlio di genitori ebrei ortodossi, Mordecai trascorre l’infanzia nel quartiere ebraico di Montreal. Suo padre era un rigattiere e Mordecai fin da piccolo dovette aiutare la famiglia svolgendo dei piccoli lavoretti. Studia il Talmud presso la Jewish Parochial School, ma a tredici anni, quando i genitori si separano, Mordecai prende le distanze dalla fede. Iscrittosi alla Baron Bying High School con scarsi risultati, prosegue poi gli studi al Sir George William College, non essendo riuscito ad accedere alla McGill University. Successivamente lascia gli studi per inseguire il sogno di diventare scrittore. Sceglie di trasferirsi a Parigi, dove gli vengono pubblicate tre storie sulla rivista Points. In Francia conosce altri scrittori nordamericani, come Allen Ginsberg e Terry Southern. In seguito si trasferì in Spanga, qui, tra Ibiza e Valencia, scrisse il suo primo romanzo: “The Acrobats” (1954), pubblicato da un editore canadese. Tornato in Canada, lavora per un breve periodo per la radio, ma poi torna in Europa e va a Londra. Qui conosce Florence Wood, una modella canadese con la quale si sposa. I due avranno quattro figli. In Inghilterra Mordecai continua a scrivere e lavora anche come giornalista free-lance. I primi romanzi però non hanno molto successo, ma nel 1959 pubblica “L’apprendistato di Duddy Kravitz”, che ottiene il consenso sia del pubblico sia della critica. Il libro, tuttavia, suscitò alcune polemiche da parte della comunità ebraica, che lo accusava di antisemitismo e di creare stereotipi negativi sul mondo ebraico. Dal libro fu tratto un film, per cui Mordecai scrisse la sceneggiatura e che segnò l’inizia dell’attività dello scrittore nel mondo cinema. Tornato in Canada nel 1972, continua a scrivere romanzi e a collaborare con numerose testate giornalistiche. Nel 1997, pubblica il romanzo “La versione d i Barney”, una sorta di autobiografia, nonostante le smentite dell’autore, il quale ha negato di essersi ispirato a sé stesso per la creazione del protagonista. Richler Mordecai è morto il 3 luglio del 2001 a Montreal.  

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Dettagli del libro


Voto medio del prodotto:  4.0 (3.9 di 5 su 52 recensioni)

4.0Esilarante, 29-05-2012
di A. Carrozzo - leggi tutte le sue recensioni
Barney Panovski è in ognuno di noi: i suoi difetti, i suoi vizi, le sue paure, la sua insicurezza, il suo amore per la moglie e l'orgoglio per i tre figli. Non lo si può non amare perchè immedesimarsi in lui è questione di un attimo, giusto il tempo della lettura. Il linguaggio è sempre frizzante e scorrevole. Da leggere assolutamente
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3.0Piacevole, 08-05-2012
di L. Capraro - leggi tutte le sue recensioni
Ho preferito di gran lunga il film, a mio modesto avviso molto più divertente e leggero del libro. Infatti quest'ultimo è molto pesante e per quanto la trama sia abbastanza interessante non riesce a decollare per via di un ritmo non sempre adeguato al genere, a volte lento e semplicemente legnoso nelle descrizioni.
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3.0Piacevole, 07-05-2012
di L. Imondi - leggi tutte le sue recensioni
Sicuramente un testo valido, a fronte di una bella traspoizione cinematografica devo dire. Eppure non mi ha convinto. Infatti manca di tensione narrativa, cosa che a mio avviso modesto la pellicola cinematografica è riuscita ad allegerire, regalando un ottimo prodotto. Sicuramente godibile ma non troppo.
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3.0Piacevole, 07-05-2012
di A. Imondi - leggi tutte le sue recensioni
Ho prima visto il film e poi deciso a comprare anche il libro. Vi dirò oltre una trama ironicamente piacevole ho trovato ben poco. La scrittura infatti non è tutta questa perla stilistica e il più delle volte mi ha anche annoiato il ritmo lento e legnoso. Tuttosommato godibile ma molto meglio il film!
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3.0Piacevole, 30-04-2012
di C. Salera - leggi tutte le sue recensioni
Un testo abbastanza ironico e molto godibile dal punto di vista di una scrittura molto chiara e immediata che nel complesso riesce a mostrasi fluida anche se in pieno sottotono con la trama. Infatti la stessa manca di tensione narrativa, per cui l intera composizione risulta essere a tratti noiosa e poco intrigante.
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3.0Indeciso, 28-04-2012
di S. Valente - leggi tutte le sue recensioni
Un libro che si consiglia e si sconsiglia allo stesso tempo; infatti il testo di Richler è abbastanza pretenzioso ed è molto impegnativo, soprattutto per lo stile conciso e licenzioso per cui troveremo contenuto filosofico e molte citazioni d'autore. Ma i caratteri sono una vera forza e la trama è molto originale.
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4.0Un libro da leggere e rileggere, 26-03-2012
di L. Ronza - leggi tutte le sue recensioni
Devo dire la verità: dopo 50 pagine avevo una confusione incredibile su personaggi, citazioni, tempi e luoghi. Dopo 100 pagine, pensavo seriamente di abbandonarlo. Poi invece si è rivelato a tratti esilarante (come le telefonate alla madre della seconda moglie di Barney o le storie del padre raccontate ai suoceri) , a tratti tenero e commovente, la biografia di questo vecchio irriverente e ubriaco mi ha appassionato sempre più fino ad arrivare al bellissimo inaspettato finale.
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2.0O lo si ama o lo si odia, 16-02-2012
di L. GELMINI - leggi tutte le sue recensioni
Leggendo le prime pagine di questo libro che mi incuriosiva perchè propagandato come estremamente perspicace e divertente, mi sembrava di trovarmi davanti alla visione del film "Una notte da leoni". Forse più adatto e comprensibile per un pubblico maschile: tipico pensiero mascolino espresso secondo i canoni più classici. Dovrei rileggerlo forse per cercare di entrare nella psicologia maschile.
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5.0La versione di Barney, 09-02-2012
di M. Villa - leggi tutte le sue recensioni
Un libro con un inizio un po' lento che si trasforma in travolgente lettura. Barney è un personaggio che vive di estremi, totalmente scorretto, innamorato, indifferente, solitario, bastian contrario, pedante. Alcuni colpi di scena danna al romanzo quel qualcosa in più per essere considerato una grande storia da leggere assolutamente.
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2.0Insulso, 11-01-2012
di M. Ambasso - leggi tutte le sue recensioni
E' la parola giusta. Dopo aver letto quattrocento e passa di un personaggio che pare uscito dritto dritto dalla penna di uno sceneggiatore cinematografico di quart'ordine. Il romanzo è tutto un ammiccare al lettore, a renderlo falsamente partecipe delle squallide vicende vissute in prima persona dal protagonista-scrittore (eh già, pare sia anche biografico! ) . Sconsigliato.
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3.0La versione di Barney, 11-08-2011
di B. Ballo - leggi tutte le sue recensioni
Richler mi è sempre sembrato una sorta di clone di Roth, come lui ebreo americano, non posso dire che non mi sia piaciuta, l'autobiografia romanzata di Mordecai (anche se lui negava). In effetti il libro era stato fatto diventare l'icona del politicamente scorretto, di tutto quello che si pensa e non si dice. Ma se si riesce a tornare alla pagina, dopo aver personalmente mitigato la delusione di pensare di trovarmi davanti ad un "vecchio Holden", esce fuori la descrizione di una persona che non riesce ad essere sincero con la vita, e tanto meno con sé stesso. E che vorrebbe, vorrebbe, ma alla fine ricade sempre sui propri errori, senza sembrare di comprenderne i meccanismi. In fondo, tuttavia, sono contento di averlo letto adesso e non dieci anni fa.
"Non credo di averglielo mai detto, ma avrei potuto passare la vita a guardarla"
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4.0La versione di Barney, 04-08-2011
di F. Villo - leggi tutte le sue recensioni
Ci son così tante avventure, così tante passioni, così tante idiosincrasie in questo romanzo, Barney e' senz'altro il personaggio letterario che più di ogni altro mi e' rimasto in memoria nell'ultimo decennio e la visione del film e' servita per decidermi a rileggere questo masterpiece: una delle scelte più felici delle ultime settimane. Qualcuno una volta mi disse che la vita si divide in 'prima e dopo' aver letto l'Ivan I' lic di Tolstoj: pur non sconfessando l'affermazione, sono propenso ad un cambio di libro. Con questo la lettura tonifica, stupisce, solleva e rinfranca. Come una camminata sul crinale di una esistenza, con la vista meravigliosa delle bellezze a valle e lo scorcio tremendo ma inevitabile della guglia di roccia la' in cima.
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