La versione di Barney

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4.0

di Mordecai Richler


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Descrizione

Approdato a una tarda, linguacciuta, rissosa età, Barney Panofsky impugna la penna per difendersi dall'accusa di omicidio, e da altre calunnie non meno incresciose, diffuse dal suo arcinemico Terry McIver. Così, fra quattro dita di whisky e una boccata di Montecristo, Barney ripercorre la vita allegramente dissipata e profondamente scorretta che dal quartiere ebraico di Montreal lo ha portato nella Parigi dei primi anni Cinquanta e poi di nuovo in Canada, a trasformare le idee rastrellate nella giovinezza in "sitcom" decisamente popolari e altrettanto redditizie.

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Voto medio del prodotto:  4.0 (3.9 di 5 su 47 recensioni)

4.0Esilarante, 29-05-2012
di A. Carrozzo - leggi tutte le sue recensioni

Barney Panovski è in ognuno di noi: i suoi difetti, i suoi vizi, le sue paure, la sua insicurezza, il suo amore per la moglie e l'orgoglio per i tre figli. Non lo si può non amare perchè immedesimarsi in lui è questione di un attimo, giusto il tempo della lettura. Il linguaggio è sempre frizzante e scorrevole. Da leggere assolutamente




3.0Piacevole, 08-05-2012
di L. Capraro - leggi tutte le sue recensioni

Ho preferito di gran lunga il film, a mio modesto avviso molto più divertente e leggero del libro. Infatti quest'ultimo è molto pesante e per quanto la trama sia abbastanza interessante non riesce a decollare per via di un ritmo non sempre adeguato al genere, a volte lento e semplicemente legnoso nelle descrizioni.




3.0Piacevole, 07-05-2012
di L. Imondi - leggi tutte le sue recensioni

Sicuramente un testo valido, a fronte di una bella traspoizione cinematografica devo dire. Eppure non mi ha convinto. Infatti manca di tensione narrativa, cosa che a mio avviso modesto la pellicola cinematografica è riuscita ad allegerire, regalando un ottimo prodotto. Sicuramente godibile ma non troppo.




3.0Piacevole, 07-05-2012
di A. Imondi - leggi tutte le sue recensioni

Ho prima visto il film e poi deciso a comprare anche il libro. Vi dirò oltre una trama ironicamente piacevole ho trovato ben poco. La scrittura infatti non è tutta questa perla stilistica e il più delle volte mi ha anche annoiato il ritmo lento e legnoso. Tuttosommato godibile ma molto meglio il film!




3.0Piacevole, 30-04-2012
di C. Salera - leggi tutte le sue recensioni

Un testo abbastanza ironico e molto godibile dal punto di vista di una scrittura molto chiara e immediata che nel complesso riesce a mostrasi fluida anche se in pieno sottotono con la trama. Infatti la stessa manca di tensione narrativa, per cui l intera composizione risulta essere a tratti noiosa e poco intrigante.




3.0Indeciso, 28-04-2012
di S. Valente - leggi tutte le sue recensioni

Un libro che si consiglia e si sconsiglia allo stesso tempo; infatti il testo di Richler è abbastanza pretenzioso ed è molto impegnativo, soprattutto per lo stile conciso e licenzioso per cui troveremo contenuto filosofico e molte citazioni d'autore. Ma i caratteri sono una vera forza e la trama è molto originale.




4.0Un libro da leggere e rileggere, 26-03-2012
di L. Ronza - leggi tutte le sue recensioni

Devo dire la verità: dopo 50 pagine avevo una confusione incredibile su personaggi, citazioni, tempi e luoghi. Dopo 100 pagine, pensavo seriamente di abbandonarlo. Poi invece si è rivelato a tratti esilarante (come le telefonate alla madre della seconda moglie di Barney o le storie del padre raccontate ai suoceri) , a tratti tenero e commovente, la biografia di questo vecchio irriverente e ubriaco mi ha appassionato sempre più fino ad arrivare al bellissimo inaspettato finale.




5.0Mi sarebbe piaciuto incontrare Barney, 23-03-2012
di L. Sardu - leggi tutte le sue recensioni

L'idea di far scrivere a un malato di Alzheimer la propria storia è geniale, anche se speravo ci fossero molti più errori temporali che rendessero il libro più "ostico". Quella di Barney non è una versione necessariamente veritiera, ma non per questo meno autentica. Il lettore, nonostante il caratteraccio del protagonista, o forse proprio per questo, vi si affeziona profondamente ed incondizionatamente. O almeno, così è successo a me, cultrice di Woody Allen e dell'humour ebraico segnato da nevrosi e frenesia. Per pochi libri ho riso così tanto, ma ho anche versato qualche lacrima. Separarmi dal libro, preso in prestito in biblioteca, è stato un piccolo trauma. Bisogna amare il caos, la sovrabbondanza di personaggi ed i salti tematici improvvisi, di cui lo stesso Barney è consapevole. Al racconto della versione di barney su di sé bisogna partecipare tenendolo sottobraccio e lasciandosi portare da lui a fare un giretto fra i suoi mille ricordi e le mille facce che lo hanno visto protagonista di vicende le più disparate e strane. Io ho goduto della sua compagnia. Ne ho apprezzato il candore mentre raccontava le più insolenti bugie, la sagacia mentre lanciava lapidari commenti su amici o estranei, la furbizia sbarazzina di quando cercava di imbonire qualcuno e volgerlo a suo favore. Un uomo che arrivato alla fine dell'esistenza può permettersi di dire pane al pane utilizzando un linguaggio che definire diretto e colorito è dir poco. Uno spaccato di comunità ebraico-americana (o canadese, ma poi è lo stesso) che deve molto allo stile e alle tematiche di Saul Bellow.




5.0Ho perso un amico, 22-02-2012
di G. Carbè - leggi tutte le sue recensioni

Che dire... Quando dopo aver finito un romanzo ti rimane l'amaro in bocca, e ti mancano quei minuti, a volte anche ore passate insieme, quando ormai eri riuscito a entrare nel suo mondo e lui nel tuo, e timancano quella miriade di montecristo fumati, quei biccheri di Meccallan letteralmente scolati, sentirlo parlare di Miriam, la sua adorata miriam, e la storia della sua vita che vien fuori come in una calda serata di inizio inverno magari davanti al camino del suo cottage nella periferia di Montreal. Be' , credo non ci sia obbiettivo più grande che uno scrittore possa raggiungere... Bravo vecchio mio (Mordecai richler) , beviamo alla tua!




2.0O lo si ama o lo si odia, 16-02-2012
di L. Gelmini - leggi tutte le sue recensioni

Leggendo le prime pagine di questo libro che mi incuriosiva perchè propagandato come estremamente perspicace e divertente, mi sembrava di trovarmi davanti alla visione del film "Una notte da leoni". Forse più adatto e comprensibile per un pubblico maschile: tipico pensiero mascolino espresso secondo i canoni più classici. Dovrei rileggerlo forse per cercare di entrare nella psicologia maschile.




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