Vergogna

Vergogna

4.0

di J. M. Coetzee


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Descrizione

A suo avviso, per essere un uomo della sua età, cinquantadue anni, divorziato, ha risolto il problema del sesso piuttosto bene. E' la prima frase di "Vergogna", e chi la pronuncia, il professor David Lurie, quel problema non l'ha risolto affatto. Non a caso, una sera Lurie invita a casa sua una studentessa e la seduce. Costretto a lasciare la professione, Lurie si rifugia da sua figlia, in campagna. Qui potrebbe trovare la pace, e invece trova altra violenza, quella che tre sconosciuti esercitano sulla ragazza. Lurie vorrebbe denunciarli, ma sua figlia si oppone, sostenendo che il pericolo con cui i bianchi convivono è il prezzo da pagare per avere diritto alla terra.

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Voto medio del prodotto:  4.0 (4.1 di 5 su 11 recensioni)

4.0Vergogna, 19-03-2012
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Un libro da premio Nobel, disincantato e sobriamente crudo sia nella storia che nello stile. Coetzee racconta del Sudafrica con grande sincerità, senza maschere, e il risultato è un pugno nello stomaco. Un mondo contadino chiuso in se stesso, strabordante violenza, fino a diventare rivoltante. Piccole oasi di tranquillità sono solo il preludio di nuovi tormenti. Una grande narrazione.
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2.0Deludente, 10-03-2012
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"Vergogna" di Coetzee è un libro deludente: solo nel finale tenta il riscatto che ottiene solo parzialmente. L'autore racconta una storia disperata che intreccia le vicende di un padre e della sua unica figlia: personaggi apparentemente privi di buon senso e animati da chissà quale ideale. Nel finale il padre ritrova una via di fuga nella letteratura che era stata il suo vecchio mestiere mentre la figlia condanna se stessa per una scelta che si spera risulti incomprensibile al lettore.
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5.0Vergogna, 09-03-2012
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Vergogna è un grande libro scritto da un grande romanziere. E' un libro che tratta temi forti su cui è sempre difficile dare un opinione, e che di certo non risparmia nulla al lettore. Pone tanti interrogativi non facili, suscita terribili ripensamenti, dubbi e questioni morali. Uno stile chiaro e privo di qualsiasi fronzolo. Va letto, bellissimo.
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4.0Vergogna, 05-02-2012
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Un libro che di certo non si perde in inutili descrizioni, ma racconta il succo di una storia con una prosa essenziale che cattura ugualmente il lettore nella trama. Uno stimato professore universitario rischia la sua carriera per aver avuto una relazione con una sua allieva, questa lo denuncia e lui si ritrova a doversi vergognare per come ha cercato quella situazione compromettente. Va dalla figlia per stare un pò tranquillo, e durante la sua permanenza viene violentata da alcuni malviventi. Non denuncia, anzi subisce anche un ricatto... Cosa farà? Non vi pentirete dell'acquisto!
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5.0Vergogna, 04-09-2011
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Secondo me il miglior libro di Coetzee, anche questo ambientato nel sudafrica post-apartheid. Le grandi doti di narratore di questo scrittore vincitore del Grinzane nel 2003, vengono confermati in questa bellissima e avvincente storia. Bellissima la figura della figlia del protagonista, della quale non anticipo nulla per non togliere ai potenziali lettori il gusto di scoprire autonomamente la valenza etica della scelta da lei fatta.
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4.0Vergogna, 18-02-2011, ritenuta utile da 4 utenti su 9
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Siamo nel Sudafrica post Apartheid che con una scarna ed essenziale prosa ci coinvolge in un mondo particolare. La vergogna di un uomo adulto che non riesce a resistere a una sua studentessa e crea uno scandalo attorno a lui, va a rifugiarsi dalla figlia ma in una fattoria di campagna trova un mare di violenza e una figlia che non riesce a ribellarsi.
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4.0Vergogna, 17-02-2011, ritenuta utile da 7 utenti su 11
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Un libro dallo stile asciutto ed essenziale. Si legge in un soffio e vive la vergogna da due diverse angolazioni. Il padre, professore universitario 52enne che cede ai propri istinti con una studentessa che poi lo denuncia per molestie, quindi le dimissioni e i colleghi e gli amici che lo giudicano e lo evitano. La figlia Lucy invece viene violentata da un terzetto sconosciuto, ma lei evita di denunciarlo perchè lo vive come lo scotto da pagare per poter vivere nel posto che ama, poi rimarrà incinta di uno dei suoi aggressori e vorrà tenere il bambino, anche a costo di sposare il suo ex bracciante che non sembra del tutto estraneo all'accaduto. Da leggere.
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4.0Vergogna, 15-02-2011
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Ecco un altro dei miei regali di compleanno. Un libro nato fortunato quello di Coetzee perché, in qualche modo, ha goduto dell'attenzione dell'opinione pubblica mondiale al Sud Africa di Mandela e a come è uscito dall'apartheid. Coetzee diventa allora la porta per la conoscenza di un nuovo mondo, all'epoca, non diversamente da ora, segnato da feroci violenze sia nei confronti della minoranza bianca, ma ancor più all'interno della maggioranza nera. La storia raccontata da Coetzee, cambiando il paesaggio e senza l'elemento unificante dell'ebraismo, sembra uno di quei racconti di Roth dove il professore si innamora scandalosamente della studentessa ed è costretto a guarirsi l'anima e recuperare la sua maturità a casa della figlia. Non un grandissimo racconto, ma certamente piacevole.
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4.0Vergogna, 20-11-2010, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Sono stata immediatamente conquistata dal capacità espressiva di Coetzee. Il tono è asciutto, quasi rude ma forse è l'unico adatto ad illustrare un mondo in cui anche la violenza può essere considerata un'atavica regola sociale: regola che non può essere accettata o condivisa da chi non è parte integrante di questo tessuto sociale. Da qui Il contrasto non solo tra due culture diverse ma anche nei rapporti privati, tra diverse generazioni, tra un padre (strettamente ancorato, anche nell'idea di arte amatoria, alla cultura anglosassone) e una figlia (animata dal disperato desiderio di adeguarsi alla realtà sudafricana, anche a costo di sacrificare la propria natura di donna libera) .
L'ho trovato avvincente e profondo: interessante anche l'analisi delle diverse facce dell'Eros inteso come passione, arte, tradimento, violenza, vendetta e, inevitabile, vergogna.
Consigliatissimo.
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4.0Disgrazia, 12-10-2010, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Libro che tratta diversi temi quali la sessualità, lo scandalo, il rapporto genitore-figlio e soprattutto la vergogna. Vergogna come perdita di certezze, come esposizione al giudizio altrui, vergogna come la violenza che si subisce e soprattutto vergogna per l’impotenza di cambiare le cose. Una descrizione lucida e disarmante delle fragilità umane. La scrittura di Coetzee nonostante i temi forti risulta chiara, diretta e incalzante.
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5.0Capolavoro della letteratura, 06-07-2010, ritenuta utile da 1 utente su 1
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J. M. Coetzee è premio Nobel per la letteratura, e questo libro è una valida testimonianza del suo straordinario talento. Un libro straordinariamente ben scritto, profondo, che analizza con spietata intelligenza tutte le problematiche del Sudafrica post-apartheid, e i dilemmi morali della comunità afrikaner liberale.
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