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Venere privata

Venere privata

di Giorgio Scerbanenco

4.0

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"Il mondo di Scerbanenco è un mondo completamente nero e immobile. I romanzi di Scerbanenco non conoscono nessuno svolgimento. L'unico svolgimento riguarda il lettore, cui Scerbanenco somministra la realtà dei fatti a piccole dosi, poco per volta. Ma la realtà, l'orribile nera realtà c'è da sempre, è sempre quella e continuerà ad essere quella dopo che il teatrino del bene avrà chiuso il sipario. A chi, cittadino di questo disperatissimo mondo, non abbia propensione al suicidio, non restano che due vie: o la completa distrazione o l'assuefazione. La vita è una droga, o la combatti con altre droghe o l'assumi fino in fondo." (Dalla prefazione di Luca Doninelli)

Note su Giorgio Scerbanenco

Giorgio Scerbanenco è nato il 28 luglio del 1911 a Kiev, nell’allora Russia imperiale. Figlio di padre ucraino e madre italiana, ha trascorso la sua infanzia in Italia. E’ stato prima a Roma e poi, a sedici anni, si è trasferito a Milano assieme alla madre. Suo padre è stato ucciso durante la rivoluzione russa e la madre morì pochi anni dopo. A causa di problemi economici lasciò gli studi, senza finire nemmeno la scuola elementare e iniziò a lavorare. Svolse numerosi lavori, dall’operaio all’autista di ambulanze, fino ad arrivare al settore editoriale. Collaborò con numerose riviste come correttore di bozze, redattore e poi anche come titolare di rubriche. Autore estremamente prolifico e versatile Scerbanenco ha spaziato in numerosi generi della narrativa, ma fu con il romanzo giallo che ottenne il successo maggiore. Considerato uno dei padri del giallo italiano, esordì in questo genere con il romanzo “Sei giorni di preavviso”, del 1940. Giorgio Scerbanenco morì a Milano, all’apice del successo, il 27 ottobre del 1969. Per commemorarlo gli è stato dedicato il Premio Scerbanenco, uno dei riconoscimenti più importanti nella letteratura noir e poliziesca.

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Voto medio del prodotto:  4.0 (4.1 di 5 su 9 recensioni)

4.0Ancora oggi è difficile trovare di meglio, 09-05-2012
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Bel romanzo noir che introduce Duca Lamberti, il protagonista di altre vicende di Scerbanenco. Lamberti è l'ideale dell'investigatore privato all'italiana da cui non si può fare a meno. Un medico cacciato per avere praticato l'eutanasia (e siamo negli anni cinquanta) indaga sulla scomparsa di una giovane donna. La storia è tosta, raccontata con la tagliente luce estiva di Milano. Ogni tanto si ride per il dialetto. Ma si dimentica presto. La scrittura è precisa. Consigliato a tutti gli appassionati del giallo poliziesco.
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4.0GIUSTIZIERE, 06-03-2012
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Giorgio Scerbanenco approda alla narrativa poliziesca creando il personaggio di Duca Lamberti, un ex medico condannato per eutanasia e aspirante investigatore nel tempo libero. In questa prima avventura vediamo il protagonista risolvere i problemi emotivi di un suo "paziente" e, attraverso un apparente suicidio, svelare una complessa attività criminale. Il tutto descritto con uno stile asciutto e ruvido. Lettura impegnativa ma appagante.
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4.0Venere privata, 09-08-2011
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Prima avventura dell'umanissimo commissario creato da Scerbanenco, già ero in linea con la scrittura asciutta di Scerbanenco (mi piace, non fronzola). E qui ne viene esaltata al meglio. Un capostipite ed un riferimento per il giallo italiano, che non sarà mai solo d'intreccio, ma sempre ed anche d'ambiente. Pipa e cognac.
"i difetti si ereditano, i pregi invece sono recessivi".
"avrei dovuto imparare qualcosa da quello che mi era successo. Ma solo più tardi imparai che non s'impara quasi mai niente. Noi rimaniamo sempre gli stessi"
Con la stessa umanità profonda e silenziosa Lamberti affronta anche i suoi casi, che non hanno mai la freddezza lucida e meccanica di un enigma da risolvere e poi dimenticare, ma conservano intatto tutto il peso e il dolore delle storie che portano con sé. Come in questo romanzo, dove la vita di un giovane di buona famiglia, ricco ma solo e debole, con un padre troppo lontano, troppo impegnato e soprattutto troppo sicuro delle proprie certezze, si intreccia per caso con il dramma di una ragazza giunta a Milano dalla provincia con una valigia piena di progetta e speranze, che viene travolta da un gioco crudele e più grande di lei. Due mondi lontanissimi, li si direbbe completamente estranei l'uno all'altro: solo la sensibilità acutissima di Duca Lamberti riuscirà a individuare quelle sottilissime relazioni che li hanno portati a incontrarsi per un breve ma preziosissimo momento. E, dietro quel momento, sta la soluzione del caso. Mi piace il Duca: un investigatore strano, approdato per caso alla lotta contro il crimine, dopo essere stato radiato dall'albo dei medici per avere praticato l'eutanasia su una paziente in agonia. E quello fu il primo, grande errore di Lamberti, il primo gesto di sfida all'indifferenza, che gli sarebbe costato, oltre alla carriera, anche alcuni anni di carcere.
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4.0Venere privata, 27-07-2011
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Giallo espressamente classico, nello stile così come nell'intreccio e nella scrittura. Come per molti libri, è stato lui che mi ha fatto capire qual era il suo momento: mi ha "chiamata", dal fondo dello scaffale, dove era stato riposto da parecchio tempo e mi ha regalato una lettura meravigliosa, al di là delle aspettative, completamente appagante. E si è lasciato divorare ovunque fossi, come quelle storie delle quali poi però senti subito la nostalgia. Un noir realistico e a tinte fosche, che si muove in una società cruda, tristemente macchiata dal vizio, dall'omertà e dalla corruzione. La nostra società. Ho apprezzato molto "Venere provata" per tre motivi precisi: primo, la caratterizzazione psicologica dei personaggi che a mio avviso costituisce il maggior pregio della penna di Scerbanenco. L'autore cuce addosso ad ognuno un'anima, una psiche, un cuore e un cervello in maniera decisamente realistica senza farli cadere nello stereotipo: Livia Ussaro, la ragazza che si presterà da "esca" per attrarre l'assassino dell'amica, non è una qualunque adolescente coraggiosa ma spaventata, bensì una piccola donna tosta, che ama discorrere di fatti astratti e riesce a tenere testa ai suoi assalitori con arguzia e falsità; allo stesso modo, il nostro "eroe" è tutt'altro che un eroe, un medico appena uscito di prigione, un duro dai modi duri, uno schietto poco incline ai sorrisi e agli abbracci ma fondamentalmente spinto da un forte senso morale e dalla volontà di salvare gli "sfruttati" della sua società. Tutti hanno tratti e caratteri soprendenti e in contatsto tra loro, che li rendono personaggi dinamici e autentici. Secondo, l'ambientazione, nella "mia" Milano, divisa fra il centro vivo e frentico, e la prima periferia, come la Matanopoli, nei cui pressi una mattina viene rinvenuto il primo cadavere: in più passaggi ho riconosciuto le vie, le piazze, gli intinerari milanesi toccati dai protagonisti, e questo ha contribuito a rendermi la lettura ancora più vicina e realistica. Infine, la semplicità della trama, incisiva e non priva di tensione nonostante la sua essenzialità. L'unico neo che mi ha fatto storcere un po' il naso è il linguaggio, talvolta poco immediato (vedi periodi lunghi e rigiri di parole) e che fa uso ogni tanto di termini un po' in disuso (l'autore comunque ha scritto negli anni 1960) e volgari (quali "invertito") che chiaramente fanno intendere la posizione e il pensiero dell'autore riguardo ai concetti che esprimono. Per questo, quattro stelle e mezzo.
Che dire, Scerbanenco per me è l'ennesima grande scoperta da approfondire!
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4.0Venere privata, 09-04-2011
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Libro acquistato per puro caso, ma che si è rivelato davvero una piccola perla. Questo romanzo è il primo della tetralogia che vede protagonista Duca Lamberti, ex medico radiato dall'albo dopo aver scontato tre anni di carcere, per aver concesso l'eutanasia ad una sua supplicante paziente malata di cancro. Tra le pagine di questo libro Lamberti inizia la sua attività di investigatore. Duro antieroe mosso a tenerezza da figure che vivono quasi ai margini della società e con un grande senso di protezione nei confronti delle donne. Disprezza i bari, che con una efficace descrizione, reputa "i banditi con l'uffico legale a latere, imbrogliano, rubano, ammazzano, ma hanno già studiato la linea di difesa con il loro avvocato nel caso fossero scoperti e processati e non vengono mai puniti abbastanza. Vogliono che gli altri stiano al gioco, alle regole, ma loro non ci vogliono stare". Con questi Lamberti è impietoso, un duro, quasi un "giustiziere".
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5.0Venere Privata, 01-11-2010
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Questo è un gran libro.
Superbi i dialoghi.
La storia è intrigante e molto interessante.
L'autore alterna il presente e il passato con grande maestria.
I temi trattati sono molti e tutti ancora attuali.
Consigliatissimo.
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5.0Scerbanenco Mon Amour, 07-10-2010
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Primo libro della trilogia che ha per protagonista Duca Lamberti, l'anti poliziotto per eccellenza.
Un giallo sui generis, senza violenza e tempi corti. Al contrario, si tocca con mano la malinconia, l'animo umano e una Milano degli anni 60 che mai tornerà.
Scerbanenco ha una scrittura che oggi definiamo retrò, fatta di parole desuete e gentili pur trattando argomenti macabri.
Un invito alla lettura che difficilmente deluderà
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4.0Venere privata, 02-10-2010
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Scerbanenco è il capostipite del "nuovo giallo italiano". Leggendo questo libro, dove appare per la prima volta Duca Lamberti, si capisce da dove abbiano "pescato" tutti gli scrittori noir italiani moderni. Romanzo disincantato ed asciutto. Imperdibile.
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3.0Mi aspettavo di più..., 30-07-2010, ritenuta utile da 2 utenti su 2
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Ma come si fa a chiamare un gay "invertito"?
A parte questo, mi aspettavo un po' di più. Nella prima parte il libro si apre lentamente e gradualmente, offrendo al lettore sempre piccole rivelazioni.
La seconda parte non è altrettanto felice, molto veloce e rapida nella sua facile conclusione.
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