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Vendita e consenso traslativo

Vendita e consenso traslativo

di Ennio Russo


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 Questo prodotto appartiene alla promozione  Giuffrè
Esaminata la nozione di vendita, il volume definisce il campo di applicazione (artt. 1471-1536 c.c.) del più importante contratto tipico. Peraltro, l'art. 1470 c.c. presta ossequio ad una nozione dogmatica, già recepita a livello di principio generale dall'art. 1376 c.c., secondo la quale i diritti (soggettivi) si trasmettono e si acquistano per effetto del consenso delle parti legittimamente manifestato. L'indagine, che qui si propone, mira a stabilire se il principio traslativo costituisca un principio assoluto, o piuttosto una semplice tendenza o un coelemento nelle vicende di circolazione della ricchezza. Indispensabile è la ricognizione storica sui modi e sui procedimenti attraverso i quali avveniva, nei vari ordinamenti, la trasmissione da un soggetto all'altro della proprietà sulle cose: è emerso che tale trasmissione non veniva operata soltanto attraverso l'efficacia (negoziale) degli atti funzionalmente traslativi, ma attraverso tale efficacia e il concorso di strumenti extranegoziali come il possesso e le formalità pubblicitarie. Di tale carattere procedimentale vi è traccia ancora nell'ordinamento vigente che recepisce le strutture delle alienazioni tramandate dalla tradizione giuridica risalente, combinandole con il "nuovo" principio del consenso traslativo. Il volume mostra come, ridimensionato il principio del consenso traslativo, si avvalora la categoria degli indici esterni di appartenenza, caratterizzante la circolazione della ricchezza, anche perché la proprietà è una situazione soggettiva valida erga omnes, e non soltanto nei confronti del venditore trasmittente: ne emerge che non può far capo esclusivamente alla efficacia negoziale.
Alla base della trattazione stanno alcune idee portanti: l'esatta definizione del concetto di diritto soggettivo (il cui esercizio darebbe luogo al consenso traslativo); gli indici esterni di appartenenza; la disciplina degli atti funzionalmente traslativi; la rivisitazione delle nozioni di acquisto a titolo originario e di acquisto a titolo derivativo; l'identificazione della vendita, anche con riferimento alla giurisprudenza circa la sua distinzione rispetto ad altri contratti, primo fra tutti l'appalto.

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