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Vedi di non morire

Vedi di non morire

di Josh Bazell

3.5

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  • Editore: Einaudi
  • Collana: Einaudi. Stile libero big
  • Traduttore: Conti L.
  • Data di Pubblicazione: giugno 2009
  • EAN: 9788806195588
  • ISBN: 8806195581
  • Pagine: 322
  • Formato: brossura

 Questo prodotto appartiene alla promozione  Einaudi
Grazie a Peter Brown, ex killer entrato in un programma di protezione governativo, la mafia fa il suo ingresso tra le corsie di un famigerato ospedale di Manhattan. Quando Peter va come ogni mattina al lavoro in ospedale, non sa che la Grande Mietitrice lo aspetta, sotto le vesti di un paziente moribondo che è un suo vecchio conoscente di mafia. Se il paziente muore, il passato di Peter tornerà a galla. E questo non può accadere. Perché Peter è anche Pietro Brwna detto Orso, ex affiliato (ma per bontà d'animo) alla famiglia Locano. In questi anni in ospedale Peter è diventato il medico-eroe che abbiamo sempre sognato: cinico iconoclasta dal cuore d'oro che infrange ogni regola pur di salvare una vita... La sua lotta all'ultimo sangue con la Grande Mietitrice sta per cominciare, e diventa tutt'uno col desiderio irresistibile di saldare una volta per tutte i conti con la famiglia Locano.

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Voto medio del prodotto:  3.5 (3.6 di 5 su 7 recensioni)

3.0In definitiva un buon libro, 18-05-2012
di - leggi tutte le sue recensioni
E' esagerato in diversi punti, al limite dell'inverosimile, in altri disgustante, eppure Bazell è stata una scoperta piacevolissima.
Il tema centrale intorno a cui ruota tutto il libro è la seguente domanda: quanto dolore saresti disposto a sopportare o a infliggere pur di sopravvivere?
Circa trecento pagine che scivolano via senza alcuna fatica, un racconto in prima persona che riflette e comunica tutto il sarcasmo e il cinismo di cui Orso, il soprannome dell'ex killer della mafia Peter Brown protagonista del romanzo, è così ben dotato.
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4.0Vedi di non morire, 19-07-2011
di - leggi tutte le sue recensioni
Romanzo che riesce a intrattenere anche il più esigente dei lettori. Il finale è veramente agghiacciante: l'ho letto in treno e francamente stavo per sentirmi male, ma al tempo stesso non riuscivo a smettere di leggere. Probabilmente tutta la storia nasce dall'intuizione di quell'ultima impressionante scena e il personaggio di Peter è costruito "a ritroso"... Insomma, non che si tratti di un grandissimo riomanzo, ma certamente è un lavoro piacevole e consigliabile.
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3.0Vedi di non morire, 10-04-2011
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E' stato osannato da tutti, ma io l'ho trovato pesante e noioso. Non nego di aver saltato qualche pagina per arrivare prima alla conclusione. Peter Brown, voluto epigono del dr. House, perennemente impasticcato per far fronte al costante stato di precollasso da carenza di sonno, si trascina come tirocinante in un ospedale così schifoso da far piangere Michael Moore. Un giorno viene riconosciuto da un anziano ricoverato malato terminale, come l'ex pupillo di un capobastone mafioso che ha contribuito a mandare in galera prima di rifarsi una verginità ed una professione col programma di protezione testimoni. Nel tentativo di salvargli la vita finirà coinvolto in un'operazione granguignolesca e sarà ugualmente travolto dagli eventi.
Le rocambolesche vicende ospedaliere del protagonista si alternano al ricordo del suo passato da killer della mafia (però affiliatosi per bontà e non per scopi meschini) ,orfano ebreo newyorkese praticamente adottato dalla famiglia del padrino dopo l'assassinio degli amati nonni polacchi reduci da Auschwitz.

Il tutto in progressiva accelerazione fino ad un finale pulp, scontato e del tutto privo di plausibilità.
L'ennesimo esempio di una buona idea rovinata strada facendo. All'inizio afferra per originalità, stile e per la pesante ironia con cui affronta la malasanità americana, poi mescola troppe cose, Auschwitz, gli ebrei, la sicilia, la mafia, tutto trattato con un tono inutilmente aggressivo e superficiale, mentre alla fine il pedale dell'acceleratore non è compensato dall'originalità della trama. Tre stelline per l'idea. E poi, nonostante tutto questo sfoggio di cattiveria, l'autore non ha il coraggio di fare del proprio personaggio un "vero" cattivo, ma - come nei vecchi film americani, riveste la degradazione di una giustificazione etica... Bah...
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4.0Vedi di non morire, 14-02-2011
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Ho apprezzato quest'opera una volta letto vedrete che mi ringrazierete. Il romanzo di Josh Bazell è sicuramente divertente.
Una comoda lettura estiva. I capitoli alternano il presente di una giornata in ospedale e il passato in cui Pietro Brnwa (pronunciato Browna), subì la perdita dei nonni, assassinati, conobbe Skinflick ed entrò nella Mafia, come sicario. I paragrafi spesso non sono lunghi e consentono al lettore di agguantare il figlio che si sta allontanando troppo oppure gli permette di farsi una nuotata o quel che vi pare. Alcuni hanno già fatto riferimento al miglior Palahniuk, o, per il lato comico a Sedaris (Genna), "Vedi di non morire" ("Beat the Reaper") è un romanzo pulp sui generis, con un sacco di note dell'autore ironiche e acute. La trama, sebbene non si possa considerare esattamente il punto di forza, riserva alcune sorprese ed è quindi in grado di condurre fin troppo velocemente il lettore verso un finale pirotecnico.
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2.0Vedi di non morire, 28-10-2010, ritenuta utile da 1 utente su 1
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L'ultima di copertina afferma che "Vedi di non morire" è comico fino alle lacrime: non credeteci! io non ho riso neppure una volta e ho sorriso raramente. Si tratta di un romanzo d'azione d'ambiente ospedaliero che ha per protagonista una specie di Dr. House, ex killer della Mafia, dal fisico di un giocatore di football americano e dall'intelligenza di un campione di scacchi. La storia è improbabile, grottesca e a volte, forse senza volerlo, sessista.
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4.0Molto divertente e scorrevole, 06-07-2010
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Una lettura davvero divertente, l'ho letto perche' me lo hanno consigliato e mi ha realmente intrattenuto... Lo consiglio anch'io, a questo punto.
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5.0Una carogna dal cuore d'oro, 10-09-2009
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Josh Bazell, americano di circa quarant'anni, è laureato in letteratura inglese e scrittura, nonché in medicina. Vive a S. Francisco, ove sta conseguendo la specializzazione in psichiatria.
Il Protagonista del suo primo, scintillante romanzo, giovane anch'egli, si chiama Pietro Brnwa, alias Peter Brown, a sua volta medico, ma altresì ex killer della mafia, sia pure -anche- per spirito di amicizia, ricercato con ogni mezzo dai vecchi compari perché entrato in un programma di protezione governativo.
E' ebreo, come Bazell. E questo è un dato non secondario, sia perché attorno ad una vicenda tragica, svoltasi molti anni addietro, ruota tanta parte della sua storia, sia perché è proprio il personaggio Pietro che fa riflettere, sia pure in modo indiretto, come afferma l'A. in una recente intervista, su diversi temi legati all'Ebraismo. "Il mio protagonista che dà mazzate senza paura, rappresenta un nuovo tipo di ebreo capace di difendersi: perché Woody Allen è il passato, l'uso della forza è necessario".
Teatro delle imprese di Pietro è un lurido, ma non poi così improbabile, ospedale newyorkese, il Manhattan Catholic, dove egli incontra i personaggi più disparati, ai quali appioppia azzeccati soprannomi, come, ad esempio: "Dolori di Chiappe" o "Miss Osteosarcoma" anzi, proprio in merito a quest'ultima, una giovane donna, scopre, per fortuna, che il tumore alle ossa non esiste; e, guarda guarda, giusto pochi minuti prima che alla stessa sia amputata una gamba sana.
Ricco di suspence, di situazioni inverosimili, spassosissimo -ma con immagini e racconti che fanno riflettere- scritto con linguaggio coloritissimo e svelto, impreziosito da note a pié di pagina, nelle quali si mescolano informazioni di carattere medico/legale e spunti sempre interessanti-, questo primo romanzo di Bazell, scritto durante la pratica in ospedale, ha conquistato il pubblico e la critica americani.
Ne sono derivati, da sé, un sito web ed una serie di video su YouTube, che vede lo scrittore alle prese con consigli professionali tra il serio e il faceto.
E presto la vicenda diverrà un film con Leonardo Di Caprio, interprete ideale per dar corpo e anima all'impagabile carogna dal cuore d'oro.
Buona fortuna, Orso!
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