Le variazioni Reinach

Le variazioni Reinach

5.0

di Filippo Tuena


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Descrizione

Parigi, una domenica di marzo. L'autore passeggia per i corridoi di un museo quando, all'improvviso, vede una mano posarsi sui mobili ancora perfettamente conservati. È quella di Béatrice Reinach che torna a rivivere tra le mura della villa in cui è cresciuta. Preme perché l'autore racconti la sua storia e quella della sua famiglia, dagli splendori di inizio Novecento alla tragedia dei campi di concentramento dove trovò la morte con il marito Léon e i due figli Fanny e Bertrand. Tuena trae spunto da questo incontro immaginario per portarci nella bellissima Parigi di inizio secolo e raccontarci i fasti e le miserie dei personaggi che l'hanno resa grande.

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Voto medio del prodotto:  5.0 (5 di 5 su 1 recensione)

5.0Il percorso della memoria, 17-12-2008, ritenuta utile da 6 utenti su 7
di - leggi tutte le sue recensioni
Questo è un libro sulla memoria, ma non quella dell'autore, poiché per età e assenza di motivi di contatto non avrebbe potuto esserci.
E'un libro in cui il ricordo deriva da oggetti, immagini che suscitano l'nteresse di chi osserva e che lo inducono a cercare cosa vi sia dietro di essi, chi siano i personaggi delle fotografie, in che occasione le stesse siano state scattate, perché questa famiglia di israeliti può rappresentare un importante ritratto storico di un'epoca passata, in un susseguirsi di eventi ricostruiti con certosine ricerche, quasi un'opera archeologica.
Non è pero solo questo, che pure è già molto. E' anche il ricordo di una tragedia maturata nel corso della seconda guerra mondiale. L'autore, al riguardo, si deve essere posto le due domande che seguono e che le cui risposte fanno di questo libro un vero e proprio caso letterario.
Si può scrivere del dramma dell'Olocausto narrando la vita di una famiglia che lo ha subito? Certamente sì. E' possibile descrivere la genesi di questa tragedia seguendo la storia familiare di alcune vittime? Indubbiamente, ed è quello che ha fatto Filippo Tuena con Le variazioni Reinach, un libro singolare, una commistione di romanzo storico, di saggio, di esperienza autobiografica, da cui emerge la caducità degli uomini, la dolorosa sensazione che nulla sia dovuto al caso, ma che negli imperscrutabili fogli del destino ci sia già scritta tutta la vicenda, fatti, eventi a cui sembra impossibile opporsi.
E' così quasi casualmente che l'autore approda al Musée Nissim de Camondo a Parigi, dove dimorarono Leon Reinach e Béatrice de Comondo, e che si appassiona alla storia di queste famiglie, di spicco negli anni che vanno dalla fine del XIX secolo all'occupazione nazista.
Ma chi è Leon Reinach?
E' uno dei membri di una nobile e ricca famiglia ebrea che, sposando Béatrice de Camondo, altra agiata ereditiera, ha concretizzato due fortune alle quali sembra indifferente, avvertendo in sé invece la passione per la musica, quella classica, forse anche componendo, anzi di sicuro una composizione c'è stata, queste variazioni di cui Tuena, nella continua ricerca di documentazione, ha trovato lo spartito in un'università americana, un brano forse di non eccelso livello, ma che rappresenta il messaggio di un uomo segnato dal passaggio del tempo, da quell'involuzione che accompagna la storia di una famiglia.
Le variazioni Reinach è un libro da leggere, da meditare, perché più non ci siano olocausti, perché con i tempi che corrono e in cui il passato rischia di essere oscurato, se non travisato, la memoria sia sempre presente a ricordare che Leon Reinach era un uomo come noi, ma fu travolto dalla follia di altri uomini, una follia che richiama la bestialità sempre presente e che quindi potrebbe di nuovo tornare a emergere.
In conclusione è un testo che conferma le qualità di Filippo Tuena, capace di analizzare personaggi, di comprendere e di assimilare le loro esistenze, trasferendo il tutto su carta per il piacere dei lettori che, in ogni caso, avranno la certezza di un arricchimento del proprio livello culturale.
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